A Scuola dal Barcellona: Controllo – Passaggio in Regime di Psicocinetica

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

“Scuola Calcio” Barcellona: Controllo-Passaggio in regime di Psicocinetica

Premessa

L’esercitazione in esame è stata proposta da Isaac Oriol Guerrero, coordinatore della Scuola di formazione del Barcellona, in uno dei Clinic (incontri di formazione) tenuti dal Calcio Padova quasi 2 anni fa e che venne anche pubblicata sulla rivista Il Nuovo Calcio di allora

Svolgimento

Le dimensioni del campo di gioco variano a seconda del numero di giocatori che si hanno a disposizione, più saranno i giocatori impegnati maggiori saranno le dimensioni del campo di gioco
Formiamo 3 gruppi di giocatori di 3 colori differenti. Consegniamo ad ogni gruppo 1 pallone

Messa in Azione Psicocinetica Real Madrid

Richiediamo un movimento palla a 3 colori con l’obiettivo di passaggio sul terzo colore, diverso dal mio colore e da quello che mi ha dato palla.

Dopo una prima fase in cui i ragazzi lavorano sulla circolazione palla a 3 colori e sul ricercare la prossima giocata ancor prima di ricevere palla, dando una notevole importanza ai controlli orientati, passeremo all’esercizio in figura.

Aggiungiamo tre ragazzi, uno per colore e del colore di quelli all’interno, che conducono palla al di fuori del quadrato, con l’unica richiesta di rimanere sempre su un lato differente dagli altri 2 compagni

All’interno del quadrato continuerà l’esercizio base ma verrà notevolmente complicato dalla variante che segue:

Allinterno i ragazzi continueranno l’esercizio chiamando ad alta voce il colore della casacca del compagno che sta conducendo palla fuori dal quadrato sul lato della loro schiena. In figura si vede il giocatore Bianco chiamare “Rosso” perchè alle sue spalle sta conducendo il colore rosso.

OSSERVAZIONI

L’esercitazione, oltre a permetterci di lavorare sugli aspetti tecnici del controllo e del passaggio, ci permette di lavorare sulle capacità percettive e in particolare sul canale visivo, andando a lavorare sulla visione periferica. L’obiettivo è quello di arrivare al punto che il giocatore ricevente dica il colore alle sue spalle ancor prima di ricevere palla.

L’esercitazione può essere tuttavia ancor più complicata. Può essere chiesto, a chi effettua il passaggio, di portar pressione passiva sul ricevente che a questo punto dovrà effettuare un controllo orientato per eludere l’intervento (passivo) del compagno e al tempo stesso vedere il colore alle sue spalle. Per finire dovrà ricercare, nel minor tempo possibile, il terzo colore a cui passar palla

I tre giocatori all’esterno vengono cambiati a tempo

E’ chiaro che per svolgerlo perfettamente con ragazzini di 10 anni occorra del tempo…piò o meno tanto a seconda del livello dei bambini che abbiamo a disposizione. E’ chiaro che parlando di Barcellona già mi immagino la palla scorrere ad alta velocità con tutti i bambini a testa alta

Nota: per rimanere ogni giorno aggiornati sui nuovi contributi di Ideacalcio seguimi alla pagina Facebook Ideacalcio

Credit Immagine: http://sport.sky.it/static/contentimages/original/sezioni/sport/calcio_estero/2011/11/25/takefusa_kubo_barcellona.jpg

Share.

About Author

Diego Franzoso

Franzoso Diego, nato a Rovigo il 15/04/1983. Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dell'Attività Motoria Preventiva e Adattata. Allenatore UEFA B e Istruttore CONI-FIGC. Attualmente allenatore dei Giovanissimi Regionali dell'Hellas Verona.

12 commenti

  1. L’esercitazione è molto interessante. Io la propongo anche con una variante. Con più giocatori esterni si può allenare il passaggio facendo i classici esercizi di giro palla dai e segui o dai +1-2 o altre variantiche si fanno sui quadrati. All’interno io faccio un possesso palla vero e proprio. In base al livello si possono aggiungere o diminuire i difensori e variare le dimensioni del campo, fino ad arrivare ad un gioco di posizione.
    Per esempio con 20 giocatori io utilizzo 6 o 7 giocatori che fanno girare 2 palloni esternamente mentre all’interno si fa un gioco di posizione 5>5 + 3 o 4 jolly.

  2. Un altra variante valida è far girare fuori giocatori colorati con la palla in senso orario e senza palla in senso anti orario allenando l’1>1 quando si incontrano. L’uno contro uno può essere fatto in modo più o meno passivo a discrezione del mister. Eventualmente un giocatore interno può aiutare con l’1-2 un giocatore esterno.

  3. Diego Franzoso

    Quella con l’1v1 passivo sull’esterno l’ho capita e mi piace perchè così il ricevente, avendo magari 2 giocatori alle spalle, dovrà guardare chi dei 2 è quello in possesso prima di ricevere palla. L’altra non l’ho capita invece :/

  4. L’altra all’interno si fa un possesso palla cercando sempre di chiamare il nome o il colore di chi sta facendo l’esercizio all’esterno nel lato alle spalle. Praticamente è una evoluzione del portar pressione passiva sul ricevente. All’esterno si fa girare uno o due palloni in senso orario o anti orario passando la palla al compagno ke è sull’angolo vicino e poi seguo la palla. Per esempio si possono mettere 8 giocatori esterni, 2 x ogni angolo e si esegue l’esercizio a 2 tocchi con controllo indirizzato e passaggio.

  5. Eseguito con una squadra di allievi provinciali, ottima esperienza. Ne’ troppo facile e quindi noioso, ne’ troppo difficile ovvero senza soddisfazione di realizzazione. Molto bene, ciao!

    • Diego Franzoso

      io l’ho eseguito l’anno scorso con gli allievi provinciali e quest’anno con la juniores e confermo quando detto da te, sandro. Non è ne facile ne difficile, ma resta comunque stimolante

  6. Passando da palo in frasca, il D.T. mi ha tolto la squadra dei pulcini 2002-2003 con l’unica motivazione che ogni 2 anni l’istruttore va cambiato, nonostante gli ottimi risultati raggiunti. Come vedete questa decisione?

  7. Diego Franzoso

    io attualmente sono in entrambe le posizioni. sto seguendo l’annata 1995 da 8 anni ( :), si, capito bene ) e i 2002 da 2 anni. I secondi, nonostante avessi potuto allenarli anche il prossimo anno ho deciso di lasciarli. Due anni effettivamente sono un tempo “giusto” per completare un percorso. Poi cominciano a crearsi dei legami troppo forti che ti condizionano nelle scelte del futuro. Alcuni ’95 che sono con me da 8 anni li considero quasi dei fratelli minori e non riesco più a staccarmi nonostante un paio di richieste in altre società

Leave A Reply