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Spazio 20×10: Situazione di 3c1 per Attaccare la profondità

Oggi vediamo il terzo e ultimo articolo di una serie di esercitazioni che ho proposto coi miei Giovanissimi nell’allenamento di Lunedì 11 Gennaio.
La particolarità è che li ho proposti nel medesimo spazio di gioco (da qui il titolo “spazio 20×10” e che sarà il comun denominatore dei prossimi due articoli).
In questo modo ho ridotto quasi a zero i tempi morti in una seduta in cui avevo a disposizione solo 14 giocatori ma ero da solo sul campo.

Per ridurre ulteriormente i tempi d’attesa, ho diviso la squadra in due spazi adiacenti delle dimensioni, ciascuno, di un rettangolo 20×10 diviso in due metà uguali (formando due quadrati 10×10).

Gli obiettivi delle tre proposte sono in successione:

* Trattamento e Sensibilizzazione, Dominio Palla
* Combinazioni a due giocatori finalizzate all’attacco della profondità
* Dal possesso 3v1 all’attacco della profondità per l’1v0

Nella proposta di oggi, che è di fatto l’ultimo step di questa progressione, vedremo un’esercitazione il cui scopo è quello di creare maggior specificità rispetto all’esercitazione precedente e i cui obiettivi sono la gestione di un 3c1 finalizzata all’attacco dello spazio.

La struttura dell’esercizio è dunque quella che si vede nella figura che segue ed è la medesima dell’esercizio visto ieri, ad eccezione della speed ladder che viene sostituita da un cono.

Progressione spazio 20x10 gioco 3c1 per attaccare la profondità

Al limite tra il primo e il secondo quadrato ho posizionato tre sagome (per una sagoma bastano 2 paletti disposti a X).
Sulla linea di fondo del secondo quadrato collochiamo una porticina. Nel caso avessimo i portieri, mettiamoli pure a difesa di una porta.

I giocatori si collocano in questo modo:
Quattro giocatori si collocano dentro il quadrato e i restanti, in possesso di palla, fuori dal primo quadrato, davanti al cono.
Nel quadrato vi sono tre attaccanti e un difensore

Nota: al difensore diamo una casacca da tenere in mano. Quando il difensore uscirà dall’esercizio, il cambio di ruoli sarà molto veloce in questo modo.

Il giocatore (1) esegue due gestualità tecniche sul cono.
Possiamo utilizzare alcune semplici proposte del Coerver Coaching, come ad esempio: richiamo a “V” ad aprire o a chiudere, richiamo dietro la gamba d’appoggio, o ancora altre proposte

Questa primissima fase (della durata di poco più di 1 secondo) ci da modo di stimolare l’iniziale tempo di smarcamento dei tre attaccanti nel quadrato, in modo tale da non partire con una palla ferma.

Il giocatore (1) a questo punto trasmette palla ad uno dei tre attaccanti e non può più partecipare al gioco.
L’obiettivo dei tre attaccanti è quello di attaccare lo spazio nel secondo quadrato con un passaggio, con palla e uomo che non possono entrare nello stesso spazio.
Ogni spazio è inteso tra sagoma e sagoma e tra sagoma e linea laterale.

Inizialmente lasciamo totale libertà ai tre attaccanti e successivamente diamo loro dei vincoli, come ad esempio:

* si entra solo con un 1-2 (prendendo in mezzo sagoma o difensore)
* si entra sugli sviluppi di uno scarico
* si entra sviluppando una sovrapposizione

Osservazione

Nel corso di queste due settimane ho riproposto l’esercitazione con piccoli aggiustamenti e posso affermare con assoluta tranquillità che ho visto dei miglioramenti notevoli soprattutto dal punto di vista della lettura della situazione e dei suoi possibili sviluppi

Cosa succede quando il difensore ruba palla?

Questi deve condurla all’esterno del primo quadrato, contrastato dai tre attaccanti. In caso di successo esce dall’esercizio e diventa difensore l’attaccante che ha perso palla.
Si noti che se i tre attaccanti riescono a rubar palla al difensore, il gioco prosegue.

Nel caso uno degli attaccanti commetta un “errore gratuito” (tecnico, come ad esempio un passaggio che finisce all’esterno del quadrato), questi prende il posto del difensore.

Il giocatore (1) entra a questo punto nel quadrato nel ruolo di uno dei tre attaccanti.

Una volta attaccata la profondità, si conclude nella porticina o nella porta difesa dal portiere.

Da sottolineare anche l’importanza dei tempi di inserimento per l’attacco del secondo quadrato.
Concludo dicendo che l’idea del doppio quadrato mi era nata molto banalmente, non capendo fino in fondo le reali potenzialità della struttura della proposta.
Non nego che nell’ultimo mese, questo terzo step, l’ho proposto quasi ad ogni allenamento, inserendo varianti e obiettivi sempre differenti.

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Credit Immagine: http://static.independent.co.uk/s3fs-public/thumbnails/image/2015/04/29/15/suarez-messi-neymar.jpg