Gioco di Posizione 6v6 + 2 Jolly

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Gioco di Posizione 6v6 + 2 Jolly

Oggi rivediamo una mia vecchia proposta alla quale ho aggiunto qualche osservazione e variante frutto dell’esperienza sul campo.
Si tratta di un “classico” gioco di posizione in cui impieghiamo 14 giocatori e impostato per il sistema di gioco 4-3-3 .

Le dimensioni del campo di gioco possono essere variabili e dipendono dal livello tecnico del gruppo con cui si lavora. Proposte come queste si possono arrivare a far svolgere su campi di dimensioni 16×12, ma ciò richiede capacità tecnico-tattiche poco comuni.
L’orientamento del campo di gioco può essere prevalentemente verticale, come da figura, o per lavorare maggiormente sull’ampiezza.

Si gioca 6v6 con 2 Jolly interni, i nostri 2 centrocampisti centrali.
Gli altri 6 giocatori per squadra sono:
– un difensore centrale: sostegno
– 2 terzini: esterni
– 2 esterni alti: esterni
– un attaccante: vertice

Gioco di posizione 6v6 2 Jolly

La squadra impegnata in fase di possesso palla gioca “fuori”, sfruttando l’ampiezza mentre la “squadra rapina” gioca “dentro” facendo densità nel mezzo.
Sul recupero del pallone da parte dei rossi questi giocano palla su un Jolly e si aprono mentre la squadra che ha perso palla entra a “cacciarlo”.

E se recuperano palla sull’errore di un Jolly?
La squadra rossa dovrà condurre all’esterno del campo il pallone.

E’ molto importante porre l’attenzione sulla fase di transizione negativa. L’esperienza sul campo mi ha infatti confermato che è più un aspetto mentale-psicologico piuttosto che tattico-strategico.
Chi perde il pallone deve essere prontissimo a passare dalla fase di possesso a quella di non possesso, aggredendo immediatamente i nuovi possessori che a loro volta cercheranno il consolidamento del possesso.

I tocchi possono essere lasciati liberi o vincolati: liberi,2,1..uguali o differenti per i Jolly. Ciò dipende anche dal livello tecnico del gruppo. A seconda del numero di tocchi possiamo avere-allenare sotto-obiettivi differenti.

Osservazioni

Le dimensioni del campo di gioco possono essere volutamente grandi se vogliamo che la proposta assuma anche una valenza condizionale.

L’esercitazione può poi essere proposta come messa in azione nei mesi più caldi, vietando il contrasto per la squadra in difesa e permettendo il solo intercetto. A tempo, o dopo un numero di intercetti, possiamo cambiare i compiti delle due squadre.
A questo punto, dopo una fase di attivazione, la proposta può assumere una valenza maggiormente situazionale, proponendola nella sua versione originale.

E’ consigliabile che il mister stia a bordo campo, con un buon numero di palloni, pronto ad inserirne non appena questi escono dal campo di gioco.

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photo credit: img_2165 via photopin (license)

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About Author

Diego Franzoso

Franzoso Diego, nato a Rovigo il 15/04/1983. Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dell'Attività Motoria Preventiva e Adattata. Allenatore UEFA B e Istruttore CONI-FIGC. Attualmente allenatore dei Giovanissimi Regionali dell'Hellas Verona.

5 commenti

  1. Ciao, innanzitutto complimenti per il sito: l’ho sfogliato un po’ ed è davvero bello. I giochi di posizione sono delle esercitazioni interessanti ( ho letto in merito il lavoro di M. Viscidi) perchè permettono al calciatore di creare delle memorie di situazioni che si verificheranno poi in partita e questo permetterà di diminuire notevolmente il tempo di scelta ed esecuzione.
    Personalmente penso però che i giochi di posizione andrebbero suddivisi in base agli obiettivi che tali esercitazioni hanno: non è la stessa cosa eseguire un 3vs3+2 jolly ed un 8vs8+2 jolly perchè logicamente vengono sollecitate variabili differenti. Mi spiego meglio: se voglio allenare il possesso palla, che è un grande principio di gioco (se mi si passa la terminologia mourinhiana), perchè implica la conoscenza di molti altri principi quali smarcamento, scaglionamento, creazione di spazio…, non posso utilizzare un 3vs3+2 jolly perchè in una partita il pallone viene fatto girare tra molti più giocatori e con molte più possibilità di gioco; sarebbe quindi riduttivo, anzi addirittura aspecifico allenarlo con soli 5 giocatori contro 3. Un 3vs3+2 jolly può essere utilizzato invece, sempre secondo il mio parere, per sviluppare sottoprincipi o anche sotto-sottoprincipi del nostro gioco: per esempio (utilizzando un 4-3-3) potremmo porre la catena laterale (terzino mezzala ala) contro un’altra catena laterale e come jolly una punta ed il difensore centrale, su un campo rettangolare la cui lunghezza sia maggiore della sua larghezza. Se invece eseguiamo sempre un 3vs3+2 jolly in cui giocano i 3 di centrocampo + i 2 terzini come jolly ecco che potremmo andare a lavorare su un sottoprincipio quale è l’ampiezza e la circolazione di palla da una parte all’altra del campo, utilizzando questa volta un campo orizzontale più largo che lungo proprio perchè vogliamo andare ad incidere sull’ampiezza. Penso sia importante anche quanto l’allenatore vada ad insistere sull’obiettivo attraverso la sua voce: se l’obiettivo dell’esercizio è l’ampiezza ed l’esercitazione obbliga i giocatori ad utilizzare l’ampiezza, ma l’allenatore richiama i giocatori solo su ricezione e passaggio ecco che l’esercizio perde la finalità per cui era stato creato. Per riassumere, penso che i giochi di posizione siano si dei possessi palla specifici per ruolo, ma non per obiettivi: per me sono un tipo di esercitazione applicabile a qualsiasi principio di gioco e non solo al mantenimento della sfera in modo ordinato (anzi come ho detto prima credo che il possesso palla vero e proprio si alleni solo nei giochi di posizione con un elevato numero di calciatori).
    Ti lascio un link di un articolo che tratta del gioco di posizione, non come esercizio, ma come stile di gioco (è in spagnolo ma si capisce abbastanza), e di nuovo complimenti per il sito!
    http://www.martiperarnau.com/2012/02/el-juego-de-posicion/

  2. Diego Franzoso

    Intanto grazie per i complimenti 😉
    Poi, sono d’accordo su quasi tutto. Ho solo il dubbio sull’affermazione che possano essere applicati a qualsiasi principio di gioco e non solo al mantenimento del possesso. Io solitamente prima eseguo il gioco di posizione e poi lo metto in situazione, trasformandolo in un’esercitazione di posizione perchè altrimenti non si verticalizza mai e il gioco ristagna sempre per vie orizzontali.

    • Scusa mi sono espresso male: possono essere applicati a qualsiasi principio con le dovute modificazioni, per esempio se voglio fare un attacco al castello posso inserire all’interno un’area neutra che simuli appunto il castello, oppure posso allenare le uscite difensive ponendo delle porticine che simulino i centrocampisti: 2 centrali+mediano+3 jolly(2 terzini e portiere) con due porte che sono in pratica le mezzali (gol nella porta=passaggio alla mezzala in partita).

  3. Diego Franzoso

    In merito al “castello” inserito nei giochi di posizione, ho preparato un’esercitazione molto molto carina che presto pubblicherò 🙂

    Cmq diciamo che in genere i giochi di posizione sono utilizzati per allenare il mantenimento del possesso di palla (quasi sempre in sup. numerica) e per la tecnica applicata: ricezione-passaggio e smarcamento (specifico del ruolo). Che poi possano essere usati anche per altri scopi ok (io li utilizzo anche per la componente organica, resistenza specifica, con lavori a pressione) ma nascono per quegli obiettivi che ho detto prima 😉

  4. D’accordo su quanto hai detto, anche se più che mantenimento del possesso io penso che alleni la circolazione della palla (in particolare il gioco semplice): per come la vedo io, come ho detto prima, il possesso palla è qualcosa di molto più complesso della circolazione della palla, ma è solo una questione terminologica, per me i due termini non sono sinonimi. Però, per fare un esempio, quello che in Spagna chiamano “provocar para atraer”, ovvero il guidare la sfera fino a quando non si è pressati per poi giocare alle spalle di questo pressing e quindi saltare l’avversario non può essere allenato con il gioco di posizione perchè non c’è la possibilità di conquistare spazio in avanti, ma il “tocar para atraer” è fondamentale per il mantenimento del possesso palla, mentre non interessa direttamente la circolazione della palla: la mia squadra può far girar la palla anche senza attirare l’avversario e giocare alle sue spalle.
    Per quanto riguarda la parte atletica, più che i giochi di posizione io ritengo utili gli small sided games, in particolare per le componenti aerobiche centrali dato che si arriva quasi sempre intorno al 90-95% della FCmax, ma si tratta di valori ovviamente relativi. Magari si potrebbe ottenere lo stesso risultato con dei giochi di posizione, ma bisognerebbe fare un po’ di prove con i cariofrequenzimetri

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