Dagli Esordienti ai Giovanissimi.. Un Passaggio troppo Brusco?? L’idea di questo articolo mi è venuta circa 2 mesi fa ma, essendo argomento “delicato”, mi ero… Continua »

Dagli Esordienti ai Giovanissimi.. Un Passaggio troppo Brusco??

L’idea di questo articolo mi è venuta circa 2 mesi fa ma, essendo argomento “delicato”, mi ero ripromesso di scriverlo quando avessi avuto un po’ di tempo per riordinare i pensieri senza rischiare di essere frainteso.

Tutto nasce da una riflessione che mi ha fatto un collega tempo fa e che era: “Nella categoria Esordienti è una c****ta la regola che prevede di far giocare tutti. Stai in pratica dicendo che non c’è meritocrazia, devono giocare tutti”.

“Azz..” dissi. Pensiero un po’ forte.
Riflettendoci però, il ragionamento aveva un senso.

Parto innanzitutto col dire che il praticare sport è, o dovrebbe essere, visto che non è sempre così, un diritto di tutti i bambini.
Tutti hanno il diritto di prendere parte alla partita, di divertirsi e di giocare.

Ma da dove nasce la necessità della regola?
Mi sembra chiaro che nasce dal fenomeno che negli Esordienti (pure nei Pulcini e nei Piccoli Amici) per diversi “Allenatori” conta solo Vincere.
Il come non è argomento che suscita interesse.

La Federazione ha quindi pensato di inserire la regola che tutti devono giocare almeno un tempo.
Ora chiedo a coloro che allenano in questa categoria: “trovate che venga sempre rispettata”?
Visti i messaggi e le testimonianze che mi arrivano, direi proprio di no.

La regola viene a volte “dimenticata” dall’istruttore di turno o viene aggirata “eh, è infortunato, lo devo sostituire”.
Vero anche che sul referto arbitrale può essere segnalato il non rispetto della regola. Ma dobbiamo arrivare a questo?

Torniamo però alla provocazione iniziale. In principio ho pensato che fosse veramente una frase forte, ma più ci ho riflettuto e più sto pensando che in fondo un senso ce l’abbia.
Fatte le doverose premesse mi chiedo, “non è che abituiamo i ragazzini al concetto di – Tutto è dovuto – ?
Non è che facciamo loro capire che – allenati bene o male, tanto un tempo lo giochi comunque – ?

Negli ultimi tre anni ho seguito per due stagioni la categoria Giovanissimi Sperimentali e ho potuto constatare che gli allievi vengono catapultati troppo velocemente dal calcio dei bambini al “calcio dell’intensità e dell’aggressività” (tradotto in modo molto semplicistico).
Senza voler puntare il dito su chi opera nell’attività di base, in principio ho avuto la netta sensazione che ci si ritrovi davanti ragazzi non pronti ad un calcio che è molto diverso rispetto a quello che praticavano fino a pochi mesi prima.

Mi son dunque chiesto se questa regola (tutti devono giocare almeno un tempo negli Esordienti) non sia in minima parte controproducente.
Non vorrei che passasse il messaggio che per giocare non occorra impegno e spirito di sacrificio.

Non c’è forse il rischio di causare un piccolo trauma nel momento in cui, nei Giovanissimi, il ragazzo non entrerà più ad inizio s.t. ma magari giocherà 10′ o peggio ancora nemmeno entrerà?

Non li abituiamo forse a non conoscere la sconfitta?
Non li abituiamo forse a non lottare se vogliono raggiungere un piccolo o grande traguardo?
Non sarebbe forse più corretto, a 12-13 anni, trasmettere il messaggio che per giocare bisogna meritarselo?

Non sono domande retoriche le mie.
Sono domande che mi sono posto, senza al momento trovare una risposta.
Da un lato c’è il bene del ragazzo, che ha il diritto (e quasi direi il Dovere) di praticare Sport. Dall’altro lato c’è una situazione che non premia fino in fondo la meritocrazia.

Sono però oltre modo convinto che se la Federazione togliesse questa regola, solo una piccola parte di istruttori continuerebbe a far giocare tutti indistintamente, mentre una buona fetta, quella legata al risultato, porterebbe a casa la partita giocando in 11.

Capitolo Giovanissimi. Siamo tutti d’accordo che pure nei Giovanissimi i ragazzi dovrebbero avere ampio spazio, ma sappiamo che poi in pratica non è sempre così e ciò che mi capita di vedere ogni Domenica ne è solo una prova.

Sono convinto che il ruolo dell’allenatore nei Giovanissimi sia anche quello di trasmettere un certo tipo di messaggi, come ad esempio “gioca chi si impegna di più durante la settimana” e, la mia preferita, “la formazione la fate voi, non c’è il televoto ma solo il vostro impegno per permettermi di scegliere chi merita di più”.

Capitolo genitori.
A Maggio vedevano il proprio figlio giocare. A Settembre gioca 10′.
“Ok, ti porto via da qui, quel mister non ti valorizza”

Perchè invece non trasmettergli la voglia di lottare, di accettare le decisioni del mister e di provare a fargli cambiare idea col proprio impegno??

Concludo da dove sono partito.
Articolo forse forte per qualcuno.
Capisco che da un certo punto di vista è veramente brutto anche solo pensare di far giocare un ragazzo di 12-13 anni per meno di un tempo.

Ma la domanda che dobbiamo porci è, se non esistesse questa regola, quanti allenatori continuerebbero a seguirla e quanti invece prenderebbero altre decisioni?
A voi i commenti..

Credit Immagine: http://calciatoribrutti.com/wp-content/uploads/2015/11/6224-1.jpg