Genitori: tra Invidia e Presunzione Ideacalcio per me non è solo il mio sito. Ideacalcio per me è anche un archivio delle mie esperienze, un… Continua »

Genitori: tra Invidia e Presunzione

Ideacalcio per me non è solo il mio sito.
Ideacalcio per me è anche un archivio delle mie esperienze, un contenitore di ricordi da rileggere nel tempo.
Oggi mi sono svegliato con la voglia di raccontare l’esperienza che ho vissuto quest’anno in modo da farne tesoro per i giorni che verranno.

Era l’8 Giugno 2015 quando scrissi un articolo a me caro. Alcune righe che andavano ad esaltare ed elogiare la forza di un gruppo genitori che ci aveva trascinato al Successo.
Serenità e comunione d’intenti avevano fatto sì che attorno ai ragazzi si respirasse sempre e comunque positività.
L’articolo lo potete rivedere a questo Link

Oggi, ahimè, sono a scrivere di un’esperienza diametralmente opposta ma che mi servirà sicuramente per il futuro.
Nella stagione che si è appena conclusa ho cambiato società rispetto all’annata precedente e con essa mi sono relazionato con nuovi ragazzi ed inevitabilmente nuovi genitori.

Premetto fin da subito che non mi sarei mai aspettato di trovare un gruppo genitori forte e coeso come l’annata dei 2000 a Este, ma mai avrei pensato di finire così lontano dalle mie aspettative.

Nella riunione di presentazione, lo ricordo come fosse ieri, dissi: “per problematiche o questioni tecniche, non credo sia il caso di discuterne, ma per qualsiasi altro problema sono a vostra completa disposizione. Vi chiedo di segnalarmi qualsiasi problema personale che possa avere vostro figlio, in modo da trovare insieme la strategia migliore. Inoltre vi chiedo di non portare alle orecchie di vostro figlio qualsiasi vostra considerazione negativa su mister e compagni, ne minerebbe la serenità della squadra e del gruppo”.

Il gruppo, va detto, veniva dalla fusione di due squadre Esordienti più l’innesto di nuovi giocatori.
Capite bene, con questa premessa, che il progetto richiedeva tempo e soprattutto pazienza.
Andava infatti creata una Squadra all’interno dello spogliatoio e andava costruito un Gruppo fuori dal campo.

Dopo 10 mesi di invane richieste, non si è concretizzato nessuno dei due obiettivi.
Il primo episodio spiacevole si verificò alla prima amichevole dell’anno, dopo soli 7 giorni. La telefonata fu di quelle che non si dimenticano: “Ho visto che hai impostato la squadra attorno a mio figlio”.

Quello fu il primo campanello d’allarme che qualcosa non era stato compreso nelle mie prime parole.
Gli episodi successivi non tardarono a manifestarsi e infatti, alle prime partite di campionato cominciai ad avere più di una prova che sarebbe stata una stagione difficile per quanto riguarda la gestione “genitoriale”.

Sugli spalti si stavano creando diversi piccoli gruppetti che invece di incitare la squadra nei momenti di difficoltà, prendevano pesanti posizioni sulle capacità a loro avviso “scadenti” (per usare un eufemismo) dei compagni di loro figlio. Pensai di segnalare l’accaduto in società per prendere una posizione forte in merito ma non fui preso seriamente.

La situazione durante l’anno degenerò quando un paio di genitori, invece di affrontarmi verbalmente per segnalarmi qualsiasi sorta di problema, preferirono correre in società lamentandosi dei metodi d’allenamento a loro dire troppo duri. Come se fossero stati presenti all’accaduto.
Purtroppo dico io, se ciò fosse corrisposto al vero, sarebbero accorsi tutti.

Un altro episodio che di certo non scorderò fu quando il figlio di uno dei due qui sopra citati, manifestò un senso di “fastidio” durante una seduta. Lo presi in disparte per chiedergli cosa stesse succedendo e la risposta fu: “i miei compagni non mi passano la palla di proposito. Me l’ha detto mio papà”

Durante l’anno, nei nostri discorsi pre-partita, ho cercato di trasmettere ai ragazzi valori che reputo imprescindibili per diventare uomini, come il significato di Determinazione, degli Ostacoli che troveranno nel loro cammino, il significato di parole come Passione, Dedizione, Sacrificio, Stile, Coraggio.

Purtroppo mi sono trovato di fronte ad alcuni muri che non sono riuscito ad abbattere perchè il problema proveniva da casa.
Credo che il miglior oratore di questo mondo poco riuscirebbe a smuovere in un ragazzo che, tornato dall’allenamento, sente critiche su mister e compagni.

Tempo fa ne parlammo anche sulla pagina Facebook di Ideacalcio. In Inghilterra li chiamano “Genitori Spazzaneve”.
Sono quei genitori che vorrebbero spianare per sempre la strada ai propri figli, quelli che credono di crescere uomini facendoli vivere nell’illusione che la vita non riserverà delle difficoltà.

Sono quei genitori che vorrebbero che loro figlio non sia mai punito, perchè in fondo ha sempre ragione.
Sono quei genitori che le parole Sacrificio e Umiltà mai proveranno a spiegarle ai loro figli perchè tanto ci sarà sempre mamma e papà a dargli una mano.

Credo sia un mondo irreale.
Credo che la vita ti metta davanti a delle difficoltà, chi più, chi meno e credo che possedere un buon bagaglio di risorse umane sia un buon modo per iniziare ad affrontarle.

In conclusione, non voglio certamente pensare che l’espressione “la miglior squadra da allenare è quella formata da orfani”, sia veritiera.
Nonostante i problemi riscontrati con 4-5 elementi (su 21), durante l’anno ho ricevuto diversi attestati di stima e di fiducia da parte delle restanti famiglie, ringraziandomi per quello che ho cercato di costruire e insegnare.

Credo che tutto dipenda dall’intelligenza degli interlocutori. Io non mi sognerei mai di andare dal dottore per chiedergli di prescrivermi un farmaco che non conosco.
Nel calcio invece succede. E’ opinione comune che il gioco del calcio sia materia per tutti e quindi tutti possono dire la loro opinione.

Quello che più mi dispiace è che ciò ha minato non solo gli interessi della squadra, non sono gli interessi della società, non solo il mio lavoro, ha minato la crescita di ragazzi che hanno perso un’occasione importante per diventare uomini.

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Credit Immagine: http://27esimaora.corriere.it/wp-content/uploads/2014/11/genitori.jpeg