La Mia Metodologia di Lavoro coi Pulcini al I° Anno, Parte Terza Siamo oggi alla terza parte dell’ articolo dedicato alla mia metodologia di lavoro… Continua »

La Mia Metodologia di Lavoro coi Pulcini al I° Anno, Parte Terza

Siamo oggi alla terza parte dell’ articolo dedicato alla mia metodologia di lavoro coi Pulcini al primo anno.

Per chi volesse rileggere la Prima parte, la trova a questo Link
Per chi volesse rileggere la Seconda parte, la trova a questo Link

Nel secondo appuntamento eravamo rimasti alle prime due fasi della mia seduta tipo, ossia
1- Gioco semplificato
2- Esercitazione situazionale di 1v1 richiamando quasi sempre la fase di transizione

Nel capitolo di oggi vedremo le altre due fasi:
3- Esercitazione Analitica-Situazionale-Coordinativa o Coordinativa-Situazionale o Tecnico-Coordinativa
4- Esercitazione Globale

Fase 3: Esercitazione Analitica-Situazionale-Coordinativa o Coordinativa-Situazionale o Tecnico-Coordinativa

Si tratta di una fase della seduta in cui l’intento è quello di massimizzare il tempo a disposizione.
Sono purtroppo a ribadire un concetto “detto e ridetto”.. il tempo a disposizione è sempre meno a causa della quasi scomparsa del gioco di strada e di gioco libero che vanno ad inficiare tutto quel bagaglio di esperienze tecnico-motorie che fino a quindici anni fa venivano allenate nel parco sotto casa.

Vi è quindi la necessità di sfruttare al massimo quelle 4 ore a settimana (i meno fortunati addirittura 3) in cui gli allievi hanno l’opportunità di muoversi.

Ecco allora che nel corso della stagione ho ideato numerose proposte polifunzionali, che avessero l’obiettivo di allenare, all’interno della stessa esercitazione, più obiettivi.

Devo dire che sono sempre state un successo e il motivo a mio avviso è da ricercare proprio nella loro polifunzionalità. Il coinvolgimento è infatti maggiore e permettono di mantenere sempre un buon livello di attenzione generale.

Ho proposto quindi esercitazioni in cui magari gli obiettivi coordinativi erano sviluppati insieme a quelli tecnici, oppure quest’ultimi erano magari l’introduzione ad un lavoro situazionale o ancora, proposte in cui questi tre obiettivi venivano allenati all’interno dello stesso esercizio.

im

Esercitazione Tecnico-Tattica-Coordinativa: “In quanti si gioca”??

Scuola-Calcio-analitico-coordinativo-situazionale-dribbling-tiro-2v1

Proposta Integrata – Tiro in Porta, Lavoro Coordinativo e 2v1

Scuola-Calcio-analitico-coordinativo-situazionale-passaggio-coordinazione-2v1

Analitico-Coordinativo-Situazionale, Trasmissione, Coordinazione e 2v1

Un osservazione particolare la merita il lavoro analitico.
Leggendo le varie fasi della seduta vi sarete accorti che non è contemplato, o meglio, non è contemplato nei “vecchi modi canonici”.
L’unico lavoro puramente analitico che ho fatto, è stato inerente alla finta e al dribbling, mentre, per quanto riguarda tutti gli altri fondamentali tecnici, questi sono sempre stati curati all’interno di esercitazioni polifunzionali.

Perchè?

Perchè, per mio modo di vedere, il lavoro analitico risulta molto spesso noioso e troppo prescrittivo. Certo, permette di ripetere il gesto tecnico un numero infinito di volte e la correzione avviene più velocemente, ma non sviluppa il “pensiero tattico”.

Nel corso di questi due anni mi sono imbattuto sul web in un articolo di Fulvio Fiorin,ex Responsabile della formazione della Area Tecnica – Agonistica dell’ A.C. Milan, che ha rafforzato le mie convinzioni:

«La tecnica è un presupposto fondamentale, ma poiché non può essere fine a se stessa, diventa il mezzo per concretizzare l’intenzione tattica che la situazione richiede.

L’esperienza sul campo dimostra che offrire un obiettivo da raggiungere esalta la motivazione e l’impegno dei giocatori più di una ripetizione estetica di un fondamentale tecnico senza un preciso scopo».

Estratto dal contenuto: “Il Pensiero Tattico”, di Fulvio Fiorin.

Fase 4: Esercitazione Globale

Il mio obiettivo, in questa fase della seduta, è quello di creare un contesto di gioco il più realistico possibile, impiegando però sempre un ridotto numero di giocatori per non discostarmi di troppo da quelli che sono i macro-obiettivi della stagione (1v1 e 2v1).

Ho quindi proposto esercitazioni in cui le due porte, difese dai rispettivi portieri, erano sempre presenti e le dimensioni del campo di gioco erano piuttosto ridotte per stimolare la tecnica e le scelte di gioco in spazi piccoli. Ciò naturalmente è stato possibile grazie al buon livello di base degli allievi e per i notevoli miglioramenti che avvenivano mese dopo mese.

Al di la dell’esercizio in sè, in questa fase mi sono sempre soprattutto limitato ad osservare, intervenendo con domande piuttosto che con consigli o direttive. Il mio metodo d’insegnamento si rifà infatti al metodo induttivo e più in particolare al Problem Solving (uno degli argomenti che tratterò nella quarta e ultima parte di questo mio racconto), cercando di stimolare quel pensiero creativo di cui spesso i bambini sono carenti, a causa di una società ormai troppo frenetica per certi aspetti e statica per altri.

In questo genere di esercitazioni mi sono spesso limitato ad inserire numerose varianti alla proposta in questione, utili a non creare quella sorta di adattamento che col passare dei minuti rischia di diventare uno stereotipo qualora i bambini capissero la soluzione al problema di gioco. Ecco quindi che ho sempre adottato numerose varianti per creare nuovi stimoli e nuove problematiche.

“E’ lo stile d’insegnamento e il metodo utilizzato che fanno la differenza, non tanto l’esercitazione in sè”

Immagine1

Esercitazione Globale: «1v1 + 1 Appoggio Vincolato ad Obiettivi»

Immagine2

Esercitazione Globale: «2v1 Vincolato all’Occupazione dello Spazio»

… continua nella Quarta Parte…

Puoi rimanere ogni giorno aggiornato sui nuovi contenuti di Ideacalcio seguendomi alla pagina Facebook di Ideacalcio che trovi a questo Link