La mia Metodologia di lavoro per la categoria Piccoli Amici - Primi Calci ..

La mia Metodologia di lavoro con la Categoria “Piccoli Amici”

Premessa

Prima di iniziare a spiegare la mia metodologia di lavoro, credo sia doveroso fare il punto della situazione iniziale per aver ben chiaro in che contesto “lavoro”.
Abbiamo un gruppo di circa 20 bambini tra 2006 e 2007 (società semi-professionistica). Dopo i primi allenamenti (2 settimane) abbiamo deciso di dividere il gruppo in due, per buona parte della seduta, lavorando in questo modo con omogeneità.

Siamo fortunatamente 2 istruttori, in caso contrario sarebbe risultato quasi impossibile gestire da solo 20 bambini tra i 6 e 7 anni in un campo da calcio.
Io seguo il gruppo dei bambini “più avanti-più pronti” mentre l’altro ragazzo segue in pratica i bambini un po’ “più indietro” da un punto di vista sopratutto motorio e a livello di capacità coordinative

Nelle prime 2 settimane, non conoscendo i bambini, abbiamo lavorato con gruppi misti e francamente ritengo non sia una buona soluzione. Il bambino più bravo difficilmente passerà la palla al bambino che sta su un campo da calcio per la prima volta e viceversa quest’ultimo non farà quasi nulla per volere la palla. Se c’è ancora chi crede che i bambini “non capiscono” e che non sappiano riconoscere le qualità dei compagni, beh..si sbaglia di grosso !!

Al primo allenamento, durante la partitella finale, li ho sentiti dire “mettiamo in porta lui che è un po’ più grosso”..e stiamo parlando di bambini di 6-7 anni.
Lavorare con grande disomogeneità ritengo sia svantaggioso per tutti. Il più bravino non farà affidamento sul compagno e il meno bravo non troverà quasi mai gratificazione non ricevendo mai la palla.

Un’ultima cosa prima di addentrarmi nella metodologia di lavoro vera e propria..i 2 gruppi di lavoro non sono completamente fissi. Certo, abbiamo 8 bambini davvero bravi (mi sorprendono per quello che riescono a fare) e quindi questi restano sempre con me, ma gli altri 2 che mancano per arrivare a 10 (dividere il gruppo in 2 metà) ruotano di volta in volta grazie al confronto tra noi istruttori. A volte premiamo il comportamento, a volte l’attenzione, a volte i progressi. Chiaramente diventa difficile mettere col gruppetto dei più bravini il bambino che viene al campo per la prima volta e che ha un bagaglio di esperienze motorie praticamente nullo

La Seduta

La seduta la divido in 5 fasi.
Vediamole ore in successione

La messa in azione

In questa prima fase lavoriamo con un unico gruppo di lavoro, senza divisioni.
Svolgiamo un’attività puramente ludica, molto spesso che esula dal gioco del calcio e che non comprende nessun gesto tecnico.
In pratica svolgiamo un Gioco e grazie al mio lavoro nella scuola primaria, coi progetti “Alfabetizzazione Motoria” e “Giocosport”, ne ho sempre di nuovi da proporre.
Leggevo tempo fa che qualche genitore si lamentava del fatto che i bambini stessero semplicemente giocando e che non stessero facendo calcio. Purtroppo in Italia può parlare chiunque, anche chi non ha nessuna qualifica per farlo.

Studi scientifici hanno dimostrato come il “Gioco” sviluppi il cervello e la creatività. Inoltre “nascondono” svariati schemi motori e sviluppano le capacità coordinative.

Qui potete trovare un articolo interessante sul Gioco e l’apprendimento.
Qui ne potete trovare un altro

Potete trovare nel link che segue diversi Giochi che ho già pubblicato su Ideacalcio alla categoria “Giochi per la Scuola e per l’Attività di Base”

Nel primo gioco cerco sempre d’inserire una componente coordinativa piuttosto marcata. Quando non mi è possibile eseguo poi un’esercitazione tecnico-motoria, quando invece ci riesco lavoro poi col metodo globale-analitico-globale

Apro ora una piccola parentesi sulle

Esercitazioni Tecnico-Motorie

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Negli anni scorsi, quando seguivo la categoria Pulcini, non mancavano praticamente mai all’interno della mia seduta di lavoro. Si tratte di esercitazioni “integrate”, in cui l’obiettivo tecnico non viene allenato singolarmente ma viene stimolato con altre componenti, quali quelle fisiche e tattiche (individuale). Anche quest’anno mi son ritrovato a doverne fare uso perchè vorrei ricordare un concetto che è fondamentale “le capacità tecniche si costruiscono sulle abilità motorie”.
Fateci caso, i bambini più coordinati sono anche quelli più bravi tecnicamente. Basti pensare al “semplice” gesto tecnico del passaggio o del tiro in porta per capire come l’equilibrio monopodalico risulti determinante per il buon esito del gesto tecnico (solo per citarne uno).

Quest’anno, lavorando in un contesto molto diverso (20 bambini ad inizio seduta, l’anno scorso 7) mi ritrovo a proporre quasi sempre un gioco e quasi sempre riesco ad inserire una componente coordinativa. Ecco perchè al momento non sfrutto le es.tecnico-motorie ad ogni seduta. Ne ho pubblicate quasi 50 e le potete trovare a questo link

Attività Globale – Analitica – Globale

Per spiegare tale metodo voglio riportare alcune righe dell’intervista fatta al grande Horst Wein sulla rivista “Il Nuovo Calcio” (numero 248, Settembre 2013):
” Anzichè dare un’importanza eccessiva all’insegnamento dei gesti tecnici, noi preferiamo puntare sul gioco. Infatti, a nostro avviso, nel calcio si apprende maggiormente giocando e non meccanizzando un gesto tecnico dopo l’altro con il metodo analitico. Esercizi isolati dal gioco non stimolano quella parte di cervello che presiede allo sviluppo della creatività, dell’immaginazione e della fantasia. I gesti tecnici li alleniamo singolarmente solo dopo l’effettuazione del gioco semplificato che ha un tema preciso”.

Ci sarebbe poco da aggiungere alle sue parole ma ci proverò..
Dopo il gioco iniziale propongo un “Gioco semplificato” (ne potete trovare alcuni qui).
I giochi semplificati si possono riassumere a mio avviso in poche parole: “fan sentire l’allievo maggiormente coinvolto“. Grazie al ridotto numero di giocatori, rispetto al contesto di gara, e grazie a regole semplificate, fan sentire il bambino come l’attore protagonista ed ecco che, sopratutto coi bambini più timidi, questa è un ottima strategia per stimolarli a “Giocare” !!

I principali obiettivi tecnici della stagione saranno la guida della palla e il dribbling.
In questo primo mese ho lavorato quindi esclusivamente sull’1v1 e lo farò per circa 2/3 dell’anno. I bambini a quest’età risentono ancora di un forte egocentrismo e quindi sarebbe una forzatura enorme chiedere loro un giro palla. Certo, mi par doveroso fargli capire che in alcuni frangenti del gioco sarà più conveniente passare la palla ad un compagno, piuttosto che addentrarsi in un dribbling contro 2 avversari, però la linea generale sarà quella di “Sfidare il proprio avversario diretto“.

Ecco allora che propongo un gioco semplificato, con la modalità del torneo, in cui i bambini si sfideranno per la meta, per il gol o per entrambi.
Al termine mi soffermo giusto 30” per far capire ai bambini l’importanza del dribbling per superare l’avversario

Passo poi ad un’esercitazione a carattere analitico dove i gesti tecnici principali saranno appunto la guida della palla e il dribbling. Ho scelto di concentrarmi su una sola finta e su un solo dribbling e quando saranno assimilati e provati con naturalezza anche nel contesto di gioco, ne inserirò altri.

Per la finta ho scelto la finta di corpo, mentre per il dribbling ho scelto la “forbice”. Le esercitazioni che possono essere proposte sono innumerevoli. Possiamo chiaramente abbinarle al passaggio per un compagno (dopo la finta), al tiro in una porticina o al tiro in porta.

Terminata l’esercitazione analitica torno al situazionale. Gioco quindi degli 1v1 molto più dinamici dell’esercizio precedente e qui il bambino ha la possibilità di sperimentare ciò che ha provato poco prima e di vedere direttamente sul campo l’efficacia di quanto appreso. Nel corso degli allenamenti seguenti potrà “toccare direttamente con mano” i suoi miglioramenti potendo vedere il buon esito dei suoi tentativi crescere di volta in volta.

Fase Finale

La tanto attesa “Partitina” è finalmente giunta..
All’interno di ogni seduta non dovrebbe mai mancare in quanto i bambini vengono al campo “solo per quella” e non vedono l’ora che cominci.

Quì c’è molto lavoro da fare. Io le chiamo “le formiche sulla bricciola di pane”. Vederli giocare le prime volte mi ha dato la stessa impressione. Come detto anche sopra, questa fascia d’età è ancora caratterizzata da un forte egocentrismo e quindi par quasi naturale vederli tutti ammassati sulla palla. Con un po’ di pazienza e con qualche accorgimento, sto iniziando a dargli un po’ di ordine sul campo.

Ieri per esempio ho adottato uno stratagemma che ha funzionato alla perfezione. Giocatori zonati, 2 in attacco, 2 in difesa e 2 porte difese dai portieri. Campo diviso in due metà e nessuno può cambiare di campo. Ogni 2′ cambio portiere, attaccanti e difensori. Si gioca in pratica un doppio 2v2 con il vantaggio che comincia ad esserci più ordine. Col passare dei minuti ho poi permesso ad un difensore di inserirsi nella metà campo offensiva quando effettuava il passaggio, per poi tornare nella sua metà campo ad azione conclusa.

Non andrei oltre i 2’30” per ruolo, altrimenti i bambini rischiano di annoiarsi.
Concludere poi la seduta togliendo la regola della metà campo e osservare se c’è qualche miglioramento
Per stimolare il dribbling talvolta uso un piccolo stratagemma durante la partita. Assegno 1punto per ogni dribbling “particolarmente bello”. E’ quindi a mia discrezione e serve per sollecitare i bambini al duello 1v1

La seduta dura 1h 30′-40′
C’alleniamo il martedi e giovedi dalle 17:00 alle 18:40-45, con la possibilità di usare la palestra
Gli obiettivi tecnici dell’anno come detto saranno la guida della palla e il dribbling. Mentre per quelli tattici lavorerò principalmente sull’1v1 con qualche accenno al 2v1.

Voglio fare un appunto doveroso prima di concludere..dal portiere partiremo sempre col gioco sul corto. Odio veder buttar via la palla. I bambini van stimolati fin da piccoli a gestire la palla anche sotto pressione e facendogli capire che se la giochiamo vicina siamo sicuri di darla ad un nostro compagno, mentre se la calciamo lunga non si saprà a chi arriverà.

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Credit Immagine: http://www.quincitava.it/images/foto/Raggruppamento.jpg