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La mia Metodologia di lavoro con la “Categoria Piccoli Amici” – Seconda Parte

Ho deciso di continuare il mio precedente articolo perchè in 6 mesi sono mutati diversi aspetti e quindi ho ritenuto opportuno continuare il mio precedente articolo.
La prima parte, sulla mia Metodologia di lavoro coi Piccoli Amici, la potete trovare a questo link.

La struttura della seduta è rimasta grosso modo invariata, sono cambiati però gli obiettivi.
Come avevo scritto, abbiamo la fortuna di avere 25 bambini del 2006-07 e abbiamo ritenuto opportuno dividerli in due gruppi per capacità omogenee.

Questa è la prima considerazione che voglio fare.. Ad inizio anno qualcuno mi aveva chiesto se era questa la strada corretta e arrivati a Maggio mi sento di dire proprio di sì.
Di recente abbiamo svolto una partitina a ranghi misti tra i due gruppi e ne è emerso che il “gap tecnico” è aumentato tra i bambini delle due squadre.
Se ad inizio anno si intravedeva soprattutto una differenza a livello coordinativo, arrivati al termine della stagione posso affermare che il differente bagaglio motorio l’ha fatta da padrone nell’apprendimento tecnico.
Come ormai tutti sappiamo, le Abilità Tecniche si costruiscono sulle Capacità Coordinative e appare quindi chiaro come possedere un buon bagaglio motorio sia un fattore determinante per l’apprendimento della tecnica (di qualsiasi sport).

Nel corso della stagione io ho lavorato col “gruppo di bambini più pronti” (chiamiamolo per semplicità GRUPPO -A-) e nella partita a ranghi misti si è visto come i bambini del gruppo -A- cercassero di dialogare coi bambini del gruppo -B-, senza però trovare esito positivo.
Un esempio: il passaggio (ricordiamo che il passaggio è una forma di comunicazione). I bambini del gruppo -B- non riuscivano quasi mai a controllare il passaggio. Da un lato per difficoltà tecnico-coordinative, dall’altro per una trasmissione a velocità maggiore rispetto agli standard del gruppo -B-.

Oltre al divario tecnico-coordinativo, è emersa una notevole differenza per quanto riguarda la velocità del gioco, nettamente inferiore nel secondo caso.
Qualcuno potrebbe sostenere che in questo modo i bambini del gruppo -B- non cresceranno mai ma la mia risposto è che cresceranno rispettando i loro naturali tempi di matuazione.
Se fossimo a scuola, può un bambino che arriva in prima elementare e che non sa leggere, essere inserito in quinta elementare dove magari già fanno l’analisi grammaticale?? La risposta è chiaramente NO e allo stesso modo credo che un bambino che fatichi a correre non debba essere inserito con chi già lavora sul “doppio passo”.

Certo, non tutti hanno la fortuna di poter lavorare numericamente con due gruppi di lavoro e di conseguenza non è sempre possibile, però a mio avviso è la strada migliore per lavorare coi bambini secondo le loro normali capacità.

Qualcuno poi sostiene che se anche si formano due gruppi, gli obiettivi dovrebbero rimanere comunque gli stessi. Non sono d’accordo nemmeno qui. Se -A- arriva al campo che sa già condurre la palla mentre -B- denota grosse difficoltà a livello coordinativo, come possono i due bambini avere gli stessi obiettivi da raggiungere nel corso dell’anno???

Detto questo, rispetto al mio precedente articolo, abbiamo deciso di lavorare fin dalla messa in azione coi due gruppi separati perchè rispetto alla prima parte di stagione (iniziavamo sempre con un “gioco popolare”) mi capita di iniziare la seduta con un partitina a squadre ridotte (2v2 o 3v3) e di conseguenza si è deciso di dividere fin da subito i lavori.
La messa in azione prevede quindi un gioco popolare o una mini-partita (anche tornei 1v1).

Il successivo metodo di lavoro segue sempre la metodologia del lavoro “globale-analitico-globale”, lasciando, nell’ultima parte di stagione (aprile-maggio), quasi esclusivamente spazio all’attività globale a discapito del lavoro analitico.
Come dicevo anticipatamente, sono cambiati in parte gli obiettivi. La prima parte globale prevede sempre un lavoro sull’1v1 con una componente coordinativa.
Dunque, il duello 1v1, è sempre presente in ogni mia seduta e rimane la soluzione che i bambini dovranno ricercare con maggior frequenza. Gli aspetti coordinativi non vengono mai allenati singolarmente ma sono sempre inseriti in un’ esercitazione tecnico-tattica (tattica individuale/tecnica applicata).

Per quanto riguarda il lavoro analitico, da febbraio ho cominciato a lavorare sulla trasmissione.
Perchè?? Non è una scelta forse in controtendenza rispetto all’1v1??
La mia risposta è no e in diversi miei articoli ho già spiegato il motivo della scelta.. Dopo aver lavorato da Settembre a Gennaio sull’1v1 e con buoni risultati, si era arrivati a Febbraio che i bambini in campo si ignoravano completamente. L’1v1 era ormai l’unica soluzione, addentrandosi in “tripli duelli” (1v3), ignorando compagni completamente liberi e creando qualche piccolo malcontento da parte dei compagni.

Arrivati a questo punto ho ritenuto opportuno fornir loro un’ulteriore soluzione, ossia la scoperta del compagno, la gestione della superiorità numerica.
Ho quindi cominciato ad inserire dei piccoli lavori sulla trasmissione in forma ludica, per poi passare ad esercitazioni globali di 2v1. Nel giro di un paio di mesi le situazioni si son sviluppate poi in 3v1 e 3v2, utilizzando principalmente i giocatori Jolly.
Questo è per esempio un lavoro abbastanza complesso/strutturato che sono arrivato a svolgere ad Aprile e che potete trovare a questo link

I risultati son stati incredibili e neppur troppo sorprendenti. I bambini ora sanno di poter da un lato contare sulle proprie capacità attraverso il dribbling e dall’altro sanno di potersi affidare all’aiuto offerto dal compagno.
Per facilitare l’apprendimento abbiamo lavorato anche su alcune parole chiave (metodologia di lavoro di M. De Paoli), come “dentro” e “1-2” ed è un piacere per le orecchie sentirli comunicare in piena autonomia.

L’ultima parte dell’allenamento è dedicata alla Partita Finale in cui si possono assegnare punti bonus per ogni “dribbling” effettuato o per ogni 1-2.
Chi ha visto questi bambini giocare a Settembre non può che rimanere soddisfatto e meravigliato di quello che sono riusciti ad imparare nel corso di una stagione!!

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