Metodologia di lavoro con la categoria Pulcini

La mia Metodologia di Lavoro con la categoria Pulcini

La mia seduta d’allenamento per la categoria Pulcini, è divisa in 4 fasi.

FASE INIZIALE: O messa in moto. In questo primo approccio all’allenamento mi piace proporre giochi popolari, anche senza alcuna finalità col calcio. Perchè?? Perchè il tempo libero dei bambini è sempre meno e molti giochi che una volta si facevano “per strada” con gli amici, ormai si stanno perdendo ed il risultato è sotto gli occhi di tutti gli istruttori. Bambini di 8 anni che non sanno ancora correre. Lanci e prese con la palla che restano un “mistero” per molti bambini. Saltare, rotolare e tutti gli altri schemi motori di base , per diversi bambini non sono ancora appresi e come possiamo pensare allora di far fare una guida della palla ad un bambino che non ha ancora la padronanza della corsa?
Un primo impatto gioioso e ludico nella nostra prima parte di allenamento, farà si l’entusiasmo condizioni anche il resto della seduta.
Un’ altro obiettivo che mi prefiggo di raggiungere sempre nella fase iniziale, è il dominio dell’attrezzo (palla) o quello di migliorare i cambi di direzione. Ecco quindi che nella prima fase alterno giochi popolari-dominio e cambi di direzione.
Di esercizi per il miglioramento della sensibilità piede-palla se ne trovano moltissimi anche su youtube mentre per quanto riguarda i cambi di direzione seguo alcune esercitazioni proposte dal metodo Coerver Coaching.
Perchè i cambi di direzione? Perchè sul campo si creano molti duelli 1v1 e chi sa vincerli crea superiorità numerica e una buona possibilità di una segnatura. Ecco quindi che mi piace lavorare sulla guida della palla e sui cambi di direzione già dalla messa in moto.

SECONDA FASE/ SVILUPPO DELLA MOTRICITA’ : L’ obiettivo è quello di migliorare le capacità coordinative. Siamo in una fase sensibile per l’apprendimento di queste capacità; di fatti, la fascia d’età che va dai 6 ai 12 anni viene detta appunto fase sensibile perchè una sollecitazione delle capacità coordinative in questa fascia d’età porta a degli incrementi significativi rispetto ad allenarle in un altro momento della crescita del ragazzo.
Le capacità coordinative sono FONDAMENTALI perchè su di esse si costruiscono le capacità tecniche e questo è un concetto che va ribadito più e più volte. Quante volte ci sarà capitato di vedere il più bravino con la palla essere anche il più coordinato nelle es. motorie e viceversa soprattutto.
Proporre però un es. esclusivamente motoria non lo ritengo opportuno visto il poco tempo a disposizione. Ecco quindi che ho sviluppato diverse esercitazioni TECNICO – MOTORIE che potete trovare nella sezione inerente (Es. Tecnico-Motorie).Uno degli aspetti in cui credo di più, è lo sviluppo delle capacità percettive in quanto è importante saper compiere la SCELTA migliore a seconda delle altre variabili sul campo (pallone, compagni, avversari e porta). Le capacità percettive dipendono in gran parte dalla sollecitazione sensoriale; sono utili ad interpretare gli stimoli esterni e permettono di adattarsi all’ambiente. Il loro sviluppo avviene proponendo attività che richiedono l’intervento degli analizzatori —-> utilizzando soprattutto il canale visivo in primis e il canale uditivo come alternativa.
Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, nelle es. tecnico motorie, lavoro molto sul contrasto. Il contrasto è bene ricordarlo, è uno dei gesti tecnici del gioco del calcio e viene troppe volte trascurato. Premetto però che il mio intento non è tanto quello di allenare il gesto tecnico in sè ma più che altro di allenare ciò che “contiene”…l’aspetto psicologico se vogliamo…l’AGGRESSIVITA’. Il bambino al primo trauma, anche al più lieve, cerca sempre o spesso l’aiuto di qualcuno e il più delle volte è più un “grido d’aiuto” che un reale dolore fisico. Fin dal primo giorno ho intrapreso la strada del “ce la puoi fare anche da solo” e dopo due sole settimane ho visto i primi risultati. A distanza di poco tempo ho visto i bambini rialzarsi in piena autonomia e nel giro di pochi secondi, anche in seguito a contrasti decisi. Emblematica fu una mia domanda ad un bambino che s’era scontrato (contrasto ben deciso di entrambi i bambini) non più di un minuto prima con un compagno:” Ti sei fatto male?” la sua risposta fu “Quando??”
Ne consegue un atteggiamento poi in partita sempre deciso e senza nessuna paura. Ho notato anche che se durante la settimana inserisco il contrasto nelle es. motorie poi nella partita del week-end la squadra sembra quasi più decisa, mentre appare più timorosa se non viene allenato durante la settimana.
Sempre nelle es.tecnico-motorie inserisco spesso il tiro e l’1v1.

NOTE: Siccome so di far storcere il naso a qualche istruttore con queste mie ultime righe, ci tengo a precisare che nei casi in cui è palese che lo scontro di gioco sia andato oltre i limiti, il gioco viene fermato e mi assicuro delle condizioni del ragazzo. Allenare l’aggressività non significa allenare la violenza ma bensì un atteggiamento psicologico che si riperquote positivamente poi in gara. Purtroppo ho commesso l’errore opposto quando iniziai ad allenare 7 anni fa. Squadra pulcini ultimo anno, ad ogni scontro mi fermavo a sincerarmi delle condizioni del ragazzo e fischiavo fallo per ogni minimo contrasto. Quel gruppo di ragazzi lo seguo ancor’oggi, secondo anno Allievi..gruppo con buone doti tecniche ma carente proprio dal punto di vista dell’aggressività e della determinazione.

FASE CENTRALE: APPRENDIMENTO TECNICO : L’obiettivo è il miglioramento dei 5 principali gesti tecnici: guida della palla/dribbling, calciare (passaggio e tiro), colpo di testa, ricezione e contrasto (gli altri due, parata del portiere e rimessa laterale vengono inseriti occasionalmente). Nella prima parte di stagione ho lavorato soprattutto su finta e dribbling e come conseguenza l’1v1. Nella seconda parte di stagione su controllo- passaggio e come conseguenza l’1-2. Per quanto riguarda questi due aspetti, il controllo è stato sviluppato come controllo orientato mentre per quanto riguarda il passaggio l’ho curato prima in forma “semplice”, inserendolo magari in un esercitazione per il tiro in porta e poi sottoforma di 1-2. 1-2 che ci permette di lavorare sia sull’aspetto tecnico ma anche sull’aspetto COLLABORAZIONALE. Ha poi un innegabile efficacia ed instaura nei ragazzi una forma d’aiuto da portare al possessore. Troppe volte, anche tra i più grandi si assiste al possessore di palla che viene quasi “abbandonato al suo destino”, con appoggi troppo lontani tra loro.
Nell’ultimo periodo, durante l’apprendimento tecnico, ho inserito l’uso delle Parole Chiave. Semplici parole che non sono altro che riferimenti spaziali sul terreno di gioco che permettono ai bambini di capirsi più velocemente. Le parole che ho inserito e che potete trovare nella sezione Scuola Calcio, sono scarica (passaggio dietro), cambia (inteso come aprire il gioco) e dentro (passaggio all’interno del campo quando la palla è sull’esterno). Devo dire che già dopo 2-3 sedute si son visti i primi risultati e fa una certa “impressione” (positiva) sentirli usare un linguaggio CONDIVISO durante le partite.

FASE APPLICATIVA E FINALE: Vengono sviluppate tutte le situazioni di gioco semplice, dall’ 1 contro il portiere al 4v4, anche se le più articolate non le ho ancora affrontate. Come detto in precedenza, nella prima parte di stagione ho curato l’1v1 in seguito al lavoro svolto sul dribbling e in questa seconda parte il 2v1 come conseguenza dell’1-2. La fase applicativa non è altro che l’evoluzione della fase di apprendimento, in cui si complica quasi sempre l’esercitazione precedente. Di recente ho provato anche il 3v1 e il 4v2.
La seduta termina sempre con la classica partitina libera. Nella seconda parte di stagione ho inserito l’1-2 anche nella partitella finale, dando all’1-2 un punteggio maggiore che al gol.

LE MIE CONCLUSIONI: Una capacità coordinativa che ritengo FONDAMENTALE è la capacità di apprendimento. Lavoro con bambini non selezionati e i vari “step” non procedono sempre come si vorrebbe. Fortunatamente però ho un gruppo abbastanza omogeneo. Di recente però mi ha sorpreso un bambino arrivato al campo da un mese e che non aveva mai praticato calcio..La sua capacità di apprendimento è tale che nel giro di un mese ha appreso buona parte delle cose fatte durante tutto l’anno dal resto del gruppo. Ecco quindi che ritengo estremamente fortunato chi ha la possibilità di lavorare con bambini selezionati e con una buona capacità di apprendimento generale.
Un ulteriore aspetto è l’ 1v1 in fase difensiva. Dietro giochiamo l’1v1,non tengo la superiorià numerica. Sia perchè ho un buon riferimento centrale ma soprattutto perchè trovo avvilente tenere giù un bambino in più quando si attacca. Se prendiamo gol in contropiede, perdendo l’ultimo 1v1, non è un problema.
L’allenatore poi deve avere ben chiaro ciò che vuole ottenere, gli obiettivi che vanno perseguiti in questa categoria e come perseguirli. Ed è proprio il COME a fare la differenza. Più volte mè capitato di vedere la medesima esercitazione proposta da mister differenti, assumere esiti diametralmente opposti.

CIO’ CHE HO SCRITTO NON E’ NE’ UNA GUIDA NE’ ORO COLATO..SE A QUALCUNO PERO’ PUO’ SERVIRE PER PRENDERE QUALCHE SPUNTO DI RIFLESSIONE, MI FA SOLO CHE PIACERE. SE POI QUALCUNO VOLESSE COMMENTARE PER APRIRE UNO SCAMBIO DI IDEE,BEN VENGA 😉

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