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Sempre con la Palla

Premetto fin da subito che il mio articolo di oggi non vuole essere una critica verso chi non la pensa come me, ma vuole solamente riportare quella che è la mia esperienza e il mio credo.
Era Maggio 2015 e scrissi un articolo su come era stato possibile vincere un campionato di Giovanissimi Regionali lavorando esclusivamente con la palla.

Oggi siamo ai primi di Novembre e cercherò di spiegare come si sono “evolute” le cose.
Nella stagione in corso alleno i Giovanissimi Sperimentali della Virtus Vigontina (Pd) e in questi due mesi e mezzo ho deciso, perchè fermamente convinto, di continuare a portare avanti la stessa metodologia di lavoro.

Fin dal primo giorno ho sempre e solo lavorato con la palla, ad eccezione del riscaldamento ritmato-coordinativo che ogni tanto riprendo per 4-5′ visto che è la parte iniziale del nostro riscaldamento pre-gara.

Per quanto concerne la forza questa viene allenata mediante situazioni di 1v1, 2v1 e 2v2 in spazio ridotto, in cui i ragazzi vengono sollecitati ad un elevato numero di frenate, accellerazioni e cambi di direzione. In questi momenti, l’obiettivo condizionale (forza) risulta comunque essere un obiettivo secondario, ma consapevole che attraverso queste esercitazioni l’apparato muscolare viene comunque sollecitato.

La coordinazione in questa fascia d’età deve continuare ad essere presa in seria considerazione. Nonostante sia una categoria appena fuori da quella che viene definita “età dell’oro delle capacità coordinative” (6-12 anni), ci si ritrova spesso ragazzi estremamente differenti dal punto di vista dell’età biologica. Nel nostro caso, dalla prima rilevazione fatta ad Agosto, si va dall’ 1.52, dell’elemento più piccolo, all’1.80 per quello più grande.

Ci si ritrova quindi ragazzi in piena fase di crescita staturale, con baricentri da “riassestare” e problemi posturali che sono quasi all’ordine del giorno.
Dunque, continuare a lavorare su frequenza degli appoggi, controllo motorio, ritmo, equilibrio, differenziazione (ecc..), li può solo aiutare a non perdere quelle sicurezze che magari fino all’anno prima avevano.

In questo caso, come magari vi sarà capitato di vedere dai miei articoli, preferisco sempre integrare gli obiettivi coordinativi a quelli tecnico-tattici.
In particolare, nell’ultimo periodo, li ho integrati ai tempi di inserimento.

La rapidità invece viene sempre integrata ad obiettivi tecnici o tecnico-tattici, mentre la velocità, essendo il calcio uno sport situazionale, influenzato da un elevato numero di varianti, per me non è il “sprintare più velocemente” ma

* la velocità d’azione con il pallone
* la velocità d’intervento
* la velocità di reazione
* la velocità di decisione
* la velocità d’anticipazione
* la velocità percettiva

Proprio come sosteneva Weineck già nel 1993.

Capitolo Resistenza, il vero nocciolo della questione.
Dopo 8 partite di campionato posso dire tranquillamente che se c’è una cosa su cui la nostra squadra non difetta è proprio la tenuta fisica nel corso del match.
Devo dire che nel corso del pre-campionato non ho mai dato tanta importanza a questo aspetto, l’ho sempre ritenuta un “sotto-obiettivo” durante esercitazioni quali ad esempio:

* i possessi palla (classici o posizionali)
* le partite a tema

Sarà mai possibile riuscire a reggere certi ritmi non ponendo grande rilevanza all’aspetto fisico?
Per quello che ho potuto vedere in questi anni, sì. Mi spiego meglio.
Non sto dicendo che la condizione fisica non sia importante, ci mancherebbe. Una squadra che arriva sempre seconda sul pallone difficilmente riuscirà ad avere la meglio sull’avversario.

Quello che sto dicendo è che la condizione fisica che mi interessa è quella che riesce a sostenere un determinato modello di gioco, in parole povere il “modo di giocare della squadra”.
Quindi, se durante gli allenamenti, riuscirò a creare delle esercitazioni che si caratterizzino anche per Intensità e Aggressività, l’aspetto condizionale verrà allenato simultaneamente agli obiettivi tecnico-tattici e l’ultima cosa che dovrà fare sarà quella di modulare tempi di lavoro e di recupero.

Ecco i due punti chiave, Intensità e Aggressività, i due parametri fondamentali del mio calcio.

Per quanto riguarda l’Intensità, nel corso degli anni ho trovato diverse definizioni ma quella che più mi interessa e che più s’avvicina al mio pensiero è:
“Un giocatore è intenso quando da continuità di prestazione ad alti ritmi e ad alte velocità di esecuzione tecnico-tattica”

E pare subito chiaro come, a seconda del campionato che dovrà fare la nostra squadra (provinciale, regionale, elitè, nazionale) e a seconda della categoria, la velocità d’esecuzione richiesta sarà differente.

Invece, l’Aggressività per me non è altro che il voler affermare la propria persona, tutelando la propria identità, fondamentale affinchè gli altri non ci calpestino.

Concludo cercando di spiegare in due righe il perchè di questa metodologia.
Mi piace pensare che un giorno questi ragazzi rimpiangeranno il tempo che abbiamo trascorso insieme.
Mi piace credere che si divertano ad avere sempre la palla tra i piedi e che imparino qualcosa di nuovo ad ogni allenamento.

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Credit Immagine: http://www.agrigentosport.com/wp-content/uploads/2015/07/palloni-calcio.jpg