Vincere Eliminando il Lavoro a Secco, FATTO !! Dicevano che era impossibile e qualcuno lo sostiene ancor oggi.. Dicevano che il lavoro a secco era… Continua »

Vincere Eliminando il Lavoro a Secco, FATTO !!

Dicevano che era impossibile e qualcuno lo sostiene ancor oggi..
Dicevano che il lavoro a secco era “Necessario”..
Dicevano che il lavoro a secco non ha mai ucciso nessuno (sì ma che c’entra??)..

Bene, sono lieto di poter dire che oggi ho vinto due volte!

Chi segue la mia pagina o il mio sito, ormai saprà che in questa stagione ho allenato i Giovanissimi Regionali dell’ Este (società in provincia di Padova e che milita nel campionato di serie D), gruppo che seguo dalla passata stagione.

Fin dal mio arrivo sono stato chiaro, nessuna ripetuta, nessun giro di campo, solo palla. Uno “stile di vita” che mi accompagna da ormai diversi anni e che nelle ultime due stagioni è ormai il mio unico credo.

Oggi non sono qui a scrivere di quella che è stata (e che è) la mia Metodologia di Lavoro e di quelli che erano gli obiettivi, quello magari sarà il tema di un altro articolo, oggi sono a ribadire un concetto che nel corso degli ultimi anni si sta facendo sempre più largo ma che in molti ancora definiscono MODA..

Sì perchè, la tendenza, da parte dei più ostinati, non è quella di aprire gli occhi e di guardare verso una nuova strada, ma di rimanere ancorati a vecchie convinzioni che hanno fatto la fortuna di preparatori e mister della “vecchia scuola”.

Perchè definire “Moda” il cambiamento??
Forse perchè è più facile non mettersi a studiare e proporre ai ragazzi ciò che magari ci facevano fare a noi dai nostri vecchi mister?
Forse perchè in Italia la parola cambiamento ci fa sempre un po’ paura??

Ma andiamo con ordine..

Per prima cosa è doveroso sottolineare che la parola Vittoria non ha per tutti lo stesso significato.
Per molti è il fattore numerico, quello legato al “segnare un gol in più degli avversari”, per me è un insieme di circostanze:

1)Dare il massimo impegno fino all’ultimo secondo di gara, evitando cali di tensione anche a risultato acquisito (credo che i ragazzi ricordino bene una “sfuriata” dello scorso campionato e a fine partita, dopo una vittoria per 4-0 in cui la squadra non aveva praticamente giocato gli ultimi 15′)
2)Giocare un buon calcio. Ogni mister può avere la sua personale visione di che cosa significhi, per me si traduce con “voler fare la partita, sia che si giochi contro l’ultima in classifica, che contro la prima”)
3)Far entrare i cambi dalla panchina e trovare sempre risposte positive

Il risultato finale deve essere solamente una conseguenza delle 3 precedenti situazioni.

Dopo un campionato Sperimentale concluso al secondo posto nella passata stagione, quest’anno ci siamo imposti nel campionato regionale (Veneto), girone B, con un margine di 11 punti sulla seconda.

La squadra fin dal primo giorno ha sempre lavorato con la palla, con proposte, a volte integrate, in cui i lavori di prevenzione venivano miscelati con obiettivi tecnici e talvolta pure tattici.

La rapidità e la velocità, curate a secco nel corso della stagione precedente, quest’anno sono state integrate a proposte con finalità tecnico-tattiche (in particolare conclusione e cross).

Per quanto riguarda la resistenza, questa è stata curata esclusivamente in forma specifica e subordinata anche in questo caso a finalità tecnico-tattiche e psicologiche-emotive.
I mezzi di allenamento utilizzati sono stati prevalentemente i possessi palla, i possessi posizionali e le “partite a pressione”.

La resistenza specifica, intesa come la capacità di sostenere i carichi di lavoro propri di uno sport in particolare, è sempre stata un sotto-obiettivo e legata ad esercitazioni in cui gli obiettivi principali potevano essere:
– il pressing ultraoffensivo;
– il recupero immediato del pallone sulla perdita di esso (fase di transizione negativa);
– la pressione costante sul possessore

Ancor oggi si sente spesso dire “Agosto è il periodo chiave per mettere benzina nelle gambe”.. ma veramente c’è ancora qualcuno convinto che 3-4 settimane di lavoro possano servire per far correre la squadra per 9 mesi?
E seconda domanda, con carichi di lavoro massacranti nelle prime 3-4 settimane, non c’è forse il rischio di trovarsi una squadra imballata nel corso delle prime uscite?

Spesso sento dire: “sì, bello far tutto col pallone.. ma ciò è possibile solo se il livello tecnico della squadra è alto, altrimenti certe intensità non è possibile raggiungerle lavorando solo con la palla”.
E ancora: “sì, ma nei campionati provinciali ciò non è sempre possibile a causa delle carenze tecniche dei giocatori”.

Essendo entrambe le affermazioni riconducibili alla stessa corrente di pensiero (“il livello dei ragazzi è basso e quindi meglio integrare a secco per raggiungere certe intensità”), spero di poter essere esaustivo nella mia risposta.

A mio avviso sono solo scuse.
E’ vero che nei campionati provinciali si ha spesso a che fare con ragazzi carenti dal punto di vista tecnico, ma non è forse vero che l’intensità delle gare è nettamente inferiore a quelle dei campionati regionali-sperimentali-elite e nazionali? All’aumentare del livello tecnico-tattico dei ragazzi, aumenta anche il livello del campionato.

La domanda è retorica, in quanto la risposta è chiaramente sì. Ho lavorato in una società provinciale per 8 anni e ben conosco le difficoltà tecniche (e non solo..) che si possono ritrovare ma è anche vero che il dispendio fisico-mentale è nettamente inferiore a quello di campionati superiori.

Quindi per affrontare al meglio un campionato provinciale non avrò la necessità di lavorare alla stessa intensità di chi affronta campionati superiori e quindi trovo “fuorviante” nascondersi dietro a scuse banali.

Nel voler rispondere ancor più dettagliatamente, non posso non citare un altro “dato”, probabilmente più importante del precedente.
Se il livello tecnico dei ragazzi è scadente, perchè non impiegare tutto il tempo che ho a disposizione per farli migliorare? Perchè, già a livello di Giovanissimi e Allievi, sento dire: “ho una squadra scarsa, quindi per vincere dobbiamo correre più degli altri e incentrare la stagione su questo aspetto”??

Quando sento dire queste parole, rabbrividisco..
In primo luogo si stanno trascurando delle carenze tecniche che col tempo sarà sempre più difficile recuperare e in secondo luogo non si favorisce l’autostima dei ragazzi, facendoli sentire magari da un lato “leoni” (“noi corriamo più degli altri”), ma dall’altro assolutamente timorosi se si tratta di imbastire un azione di gioco.

Cosa ne consegue??
Ne consegue che il livello tecnico dei campionati è al ribasso, che di calcio “vero” se ne vede gran poco e che di gran calcioni al pallone se ne vedono sempre di più!!

Puoi rimanere ogni giorno aggiornato sui nuovi articoli di Ideacalcio seguendomi alla pagina Facebook di Ideacalcio che trovi a questo Link