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Sulla pagina Facebook di Ideacalcio, la scorsa settimana, ho proposto un argomento del quale si parla poco e che meriterebbe molta più attenzione da parte di.. beh, come vedrete le opinioni sono diverse.

Dalla domanda ne sono emersi numerosi spunti di riflessione, tutti a mio avviso condivisibili.
Ecco il post che avevo pubblicato:

“Si sente spesso parlare di Cultura Sportiva..
ma che cos’è per voi?

In Italia potremmo tranquillamente dire che, tanto per usare un eufemismo, non sia tra le nostre migliori qualità.

Possiamo dire che manca cultura sportiva quando sentiamo parlare di genitori che si picchiano in tribuna, di istruttori che utilizzano un linguaggio inappropriato già nella Scuola Calcio, di mancanza di rispetto nei confronti di avversari e arbitri, ma soprattutto in Italia manca a mio avviso la cultura della SCONFITTA.. Il non riconoscere i meriti dell’avversario.
“Prima di saper vincere bisogna saper perdere”.

“COSA FARESTE CONCRETAMENTE PER FAVORIRE LO SVILUPPO DELLA CULTURA SPORTIVA” ??
Soluzioni e Idee..”

Ho pensato quindi di raccogliere tutti i vari commenti perchè lo reputo un argomento davvero interessante.

Marco Canzilla, Matteo Martora, Virgilio Palotta puntano il dito verso la scuola elementare, ecco un insieme dei loro commenti:

L’educazione nasce nella scuola elementare. La scuola non fa niente e le società, allenatori e dirigenti, devono poi comportarsi come gli apostoli: devono portare avanti “il verbo” l’educazione anche severa se serve.

Sino a quando non sarà nuovamente istituito l’insegnamento dell’attività motoria nelle scuola primaria, con un programma prestabilito che affronti l’aspetto della cultura sportiva e non solo la pratica, il risultato sarà questo! Le scuole calcio, come tutte le attività sportive in età evolutiva, possono essere un mezzo importante ma non possono fare miracoli. Il tempo dedicato allo sport pomeridiano può non superare le 4 ore settimanali in questa fascia d’età. Un tempo insufficiente.

Concordo con chi sostiene l’inserimento dell’attività motoria nelle scuole, secondo me di ogni ordine e grado. E sempre M.Martora aggiunge: In secondo luogo solo istruttori formati in Scienze Motorie accompagnati da tecnici formati come si deve presso i centri federali. Terzo inserirei il terzo tempo dai tornei delle scuole calcio almeno fino alle categorie dilettanti serie D compresa perché manca il culto della sconfitta e della socializzazione. Quarto una adeguata formazione anche per i dirigenti perché al 99% sono lontani anni luce dalla parola sport perché lo intendono esclusivamente come lucro e interesse

C’è poi chi sposta l’attenzione sulle famiglie, come Matteo Rossi, Matteo Zanetti, Roberto Floris, Fausto Monnanni, Mattia Rizzo, Luciano Faccioli:

Cercherei, come padre prima ancora che come allenatore, di essere un buon esempio condivedendo, con gli altri adulti significativi per i bambini, il motivo delle mie azioni. Ad esempio spiegando ai genitori: faccio giocare tutti i bambini, anche i meno bravi in uguale misura per questo motivo.

Credo che bisogna partire dalla Famiglia, è lì il grosso dell’educazione e dell’ insegnamento che viene dato. Far capire ai genitori che tutti i bambini hanno il diritto di divertirsi e giocare, ma non l’obbligo di diventare Maradona, o di portare a compimento i sogni dei genitori, oppure soldi , prestigio , fama ecc. Nel nostro piccolo possiamo dialogare con i genitori e fargli capire questo ma da solo forse non basta. Tutte le componenti che fanno sì che il bambino cresca, ed incontra nel suo percorso di vita dovrebbero andare in questa direzione.

Educare i genitori in primis, se non parte da loro, il bambino rischia di prendere tutto troppo sul serio invece di pensare a divertirsi. La scuola purtroppo fa veramente troppo poco! Le società con i loro istruttori devono trasmettere ai ragazzi soprattutto nelle prime fasce di età dei messaggi importanti: rispetto delle regole, per gli avversari e per i compagni. Il risultato deve essere secondario a tutto questo!! Purtroppo si vedono troppi mister che per raggiungere una vittoria in competizioni che non fanno nemmeno classifica, che per vincere non fanno giocare lo stesso minutaggio dei bambini che magari sono anche quelli che sono presenti a tutti gli allenamenti. Ci vuole maggiore senso civico nella vita come nello sport.

I bambini quello che vedono, ripropongono… sia in famiglia, che nello sport, questo è il primo passo. Poi concordo in pieno che il sistema va cambiato, migliorato, ma se i grandi, sono i primi che razzolano male, i bambini non cresceranno mai come persone!

L’educazione la insegnano i genitori, la storia che deve essere la scuola ad insegnare l’educazione è un modo per scaricare colpe, a scuola metti in pratica ciò che ti è stato insegnato a casa, siamo noi genitori a doverla insegnare!!

E c’è poi chi offre delle vere e proprie idee, come Luca Sonego e Giuseppe Pagnin

Parlando in termini calcistici, sarebbe opportuno che la FIGC regionale e provinciale organizzasse degli incontri obbligatori per i dirigenti e presidenti delle società dilettantistiche, pena la sanzione di punti di penalità in classifica. Poi come per il patentino del motorino per i quindicenni, organizzare degli incontri nelle società oppure dare l’opportunità ai giovani calciatori anche minorenni di ottenere l’abilitazione ad allenare nelle categorie della scuola calcio.
Poi agire nelle scuole: che l’ora di educazione fisica sia proficua e non la solita partita di calcetto e pallavolo. I professori mettano in condizione gli alunni di conoscere il corpo umano, le varie discipline sportive, le tecniche, la cura dell’alimentazione, insomma insegnare bene la parte teorica e pratica della materia. Nella scuola possiamo creare passione e cultura sportiva. L’importante è crederci e amare il proprio lavoro!

Aspettando che la scuola cambi, che le società diventino scuole di vita, che la FIGC entri in campo, sogni che tutti noi aspettiamo e speriamo arrivino. Io proporrei questa idea: il riscaldamento a squadre “unificate” con esercizi studiati a tema nel proprio impianto da tutte le squadre con obbiettivi comuni mensili. In questo modo faremo vedere ai genitori che tra i ragazzi esiste un unico modo di concepire il “gioco calcio” fatto di concentrazione,sacrificio, studio, volontà, collaborazione, uniremo il distacco tra i “mister” che vedo troppe volte alla domenica ognuno per la propria strada (purtroppo) salutandosi solamente per dovuto.Faremo vedere i limiti e i miglioramenti e la crescita dei propri ragazzi negli esercizi. Ed infine la partita, che dovrebbe essere il “riassunto” anche comportamentale di quello che si e’ visto nel riscaldamento. Sorrisi, aiuto tra giocatori, strette di mano, collaborazione e riconoscere i meriti di chi ha di più

Chiudo con il commento di Jack Flash che da la sua interpretazione di cultura sportiva

Come cultura sportiva, per essere estremamente sintetici, intendo il valore e la funzione che si da allo sport. In Italia questo valore è visto come un passatempo, questo rende triste il nostro livello di cultura sportiva. Tutto dovrebbe partire dalla scuola, ma non nutro molte speranze, il nostro paese è in mano a pochi poteri forti e una scuola migliore sarebbe la prima minaccia per questi poteri. In Italia servono persone che siano più interessate a pensare ai propri soldi o più attratte dai gossip. Per questi motivi credo che una ripresa italiana avrà bisogno di molti anni, perchè la crisi non è solo economica, fosse solo economica

Un ringraziamento a tutti coloro che commentano e che condividono quanto scrivo.
Ho la speranza di poter cambiare una goccia nell’Oceano.
Grazie a tutti

Diego Franzoso

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