Il Calciatore Intelligente. Percezione (visiva) , Elaborazione ed Interpretazione Sport Vision Training Academy Presentazione Con questo primo articolo, voglio presentare una “nuova via” di allenamento… Continua »

Il Calciatore Intelligente. Percezione (visiva) , Elaborazione ed Interpretazione

Sport Vision Training Academy

Presentazione

Con questo primo articolo, voglio presentare una “nuova via” di allenamento il cui scopo è quello di permettere al calciatore (ma anche a qualsiasi altro atleta), di esprimere al meglio il suo potenziale “competitivo” andando a stimolare in “particolar modo” ed in maniera “ottimale” quella affascinante fonte di meraviglie motorie nella quale risiede l’origine del talento e di qualsiasi capacità, il cervello.

 

L’occhio vede, il cervello codifica, il corpo si muove. E’ questo il processo neurofisiologico di “integrazione sensoriale” che si innesca durante la performance calcistica e sportiva in genere.

Il calcio moderno richiede sempre di più una grande capacità cognitiva da parte del calciatore nei parametri spazio e tempo, che deve essere sempre in grado di far fronte alle mille variabili della situazione di gioco, a partire dalla gestione del proprio corpo nello spazio in relazione a palla, compagni e avversari ed in condizioni di elevata dinamicità e che necessitano di una continua presa di coscienza di ciò che accade in campo. Il tutto deve poi essere espresso a livello tecnico (con la palla) e tattico nel tentativo di percepire, elaborare e mettere in atto la strategia (giocata) più idonea alla variabile di gioco.

Spesso si sente parlare del famoso PAD che enfatizzato particolarmente dalla metodologia del Barcellona, principio “fondamentale” sul quale si basa lo sviluppo delle capacità sensoriali, cognitive e tecniche di cui un calciatore ha bisogno per esprimersi al massimo ed in tempi rapidissimi. Esiste oggi un metodo, che punta ad una ulteriore ottimizzazione di tale metodologia che mira all’incremento delle capacità percettive (che fino ad ora nessuna esercitazione situazionale è in grado di stimolare, vedremo nei prossimi articoli perchè) riguardo la visione, attraverso un “contemporaneo” training tra sistema visivo e cognitivo, riferito  alla situazione di gioco, all’ ottimizzazione della gestione del proprio corpo massimizzando la coordinazione, ma sempre  in relazione a ciò che si elabora grazie alle abilità visive. Lo scopo è mettere in atto e tempestivamente un gesto motorio, tecnico e tattico in un tempo più breve e più efficace.

Riuscire a ridurre i periodi di cecità causati da un inadeguato controllo dei movimenti saccadici (movimenti a salto degli occhi) dai quali deriva un ritardo dell’elaborazione cerebrale per un mancato arrivo di stimoli visivi al cervello, padroneggiare la fissazione (la capacità di puntare lo sguardo in maniera rapida e più consapevole su un target di riferimento (compagno, porta, spazio), aumentare la capacità di mettere a fuoco target vicini e lontani potenziando il senso della profondità e di conseguenza di modulazione della forza espressa nel gesto tecnico, di tempismo, e parallelamente aumentare la consapevolezza della visione periferica, sono solo “alcuni” dei benefici che il calciatore moderno può trarre da questo training che (dovrebbe essere di base più che di potenziamento), per incrementare la sua performance.

Partendo dal presupposto che ottimizzando lo stimolo visivo, le informazioni in arrivo alle stazioni intermedie del cervello saranno più complete e dettagliate, si assiste ad una ottimizzazione dei processi cognitivi (integrando il tutto ovviamente con le esercitazioni situazionali che richiamano le dinamiche di gioco; vedi Funinho ecc.) che si ripercuotono sulla coordinazione, sulla tecnica e sulla tattica.

Qualsiasi errore nasce da una interpretazione sbagliata a livello cerebrale (che sia uno stop, un passaggio, un tiro al volo ecc.).

Il giocatore intelligente ha bisogno di amplificare le sue capacità di percezione, comprensione ed elaborazione di un gesto relativo alla situazione di gioco (e non fine a se stesso); riuscire a vedere mi mette in grado di “capire”. L’anello mancante di ottime metodologie, riguarda l’ottimizzazione del raccordo continuo mediante l’integrazione sensoriale, tra la situazione esterna e ciò che elaboro. Stimolazione simultanea a livello visivo, neurologico, cognitivo e coordinativo (si apre un mondo su questa capacità), tecnico- tattico (individuale e collettiva) e psicologico, oggi possono essere allenate in sinergia alla ricerca di una crescita e di una performance migliore, a tutte le età ed in tutte le categorie.

Nei prossimi articoli (che non hanno fini del tutto esaustivi sull’argomento in quanto troppo ampio e con uno spettro di applicazione vastissimo) si presenterà l’utilizzo di tale metodologia per dare uno spunto su quanto effettivamente il calcio, possa beneficiare di una nuova metodica che mette il calciatore nella condizione di utilizzare al massimo il proprio potenziale.

La passione per il gioco più bello del modo, unita a quella per le scienze del movimento mi hanno portato ad essere lungimirante su questo progetto con l’obiettivo di dare la possibilità al calciatore pensante (ma non solo, il lavoro in questione è di conseguenza doverosamente applicabile a livello coordinativo e tecnico analitico) di poter esprimere al massimo le proprie capacità di pensiero mettendolo in grado di capire (vedere) più degli altri con una velocità di interpretazione superiore .

E’ per quanto appena riportato che da  oggi, il metodo S.V.T.A. è anche al servizio di calciatori, società e scuole calcio

Inoltre è da pochissimi giorni parte integrante di Juventus medical con il suo ideatore Andrea Cagno.  Nuovi orizzonti, nuove conquiste.

 

Dott. Vincenzo Ciolino laureato in Scienze delle Attività Motorie e Sportive presso L’Università degli studi di Torino tesi di laurea:

Allenamento visuo-neuro-motorio ed integrazione sensoriale nella performance calcistica. Tra S.V.T.A e SFERA

Credit Immagine: http://jqube.it/wp-content/uploads/2015/05/iniesta-bcn.jpg