Sono anni che ormai sostengo che non esista nessuna relazione FONDATA tra la giustificazione : DEVO STUDIARE e NON VENGO A CALCIO… e così, arrivato… Continua »

Sono anni che ormai sostengo che non esista nessuna relazione FONDATA tra la giustificazione : DEVO STUDIARE e NON VENGO A CALCIO… e così, arrivato a fine anno calcistico sono andato a vedermi il rapporto tra il numero di presenze totali di ogni “giocatore” e l’esito finale scolastico.

SQUADRA ALLIEVI, quindi seconda e terza superiore :

1- B.E. 87% di presenze e PROMOSSO
2- B.B. 81% di presenze e PROMOSSO
3- B.M. 38% di presenze e RIMANDATO con 2 materie
4- B.M. 80% di presenze e PROMOSSO
5- C.L. 86% di presenze e PROMOSSO
6- C.C. 71% di presenze e PROMOSSO
7- C.N. 93% di presenze e RIMANDATO con 1 materia
8- G.A. 72% di presenze e PROMOSSO
9- L.G. 55% di presenze e RIMANDATO con 1 materia
10- M.G. 76% di presenze e PROMOSSO
11- M.K. 62% di presenze e PROMOSSO
12- O.A. 40% di presenze e BOCCIATO
13- P.A. 30% di presenze e PROMOSSO
14- P.A. 73% di presenze e PROMOSSO
15- R.M. 62% di presenze e PROMOSSO
16- S.G. 79% di presenze e PROMOSSO
17- T.F. 47% di presenze e RIMANDATO con 3 materie
18- T.A. 73% di presenze e PROMOSSO
19- U.A. 61% di presenze e RIMANDATO con 3 materie

Come si può vedere, solo il soggetto n.7 si discosta dal mio pensiero, anche se va detto che la materia è lingua straniera e quindi un po’ diversa dalle altre.
Per il resto si può vedere che :
– nei ragazzi in cui la percentuale di presenze è alta, l’esito scolastico è stato positivo
– nei soggetti rimandati (4 casi) o bocciati (1 solo caso) si rileva anche una bassa presenza agli allenamenti, 38% – 55% – 47% e 61%

Come volevasi dimostrare non esiste a mio avviso una vera relazione tra le due variabili prese in esame.
Quasi sempre sono i genitori a mettere lo studio davanti ad ogni cosa e in parte sono assolutamente favorevole. Nel calcio che “non conta” (discorso PROBABILMENTE diverso tra i professionisti), lo studio DEVE AVERE ASSOLUTAMENTE la priorità ma non sono le 2 ore di allenamento a non permettere al ragazzo di studiare.

Su un articolo apparso sulla rivista “IL NUOVO CALCIO” del mese scorso, si parlava appunto di trovare un compromesso con le famiglie nel caso di un cattivo rendimento scolastico da parte del ragazzo e la proposta mi sembra del tutto sensata:
mi vado comunque ad allenare ma per punizione non gioco la partita della domenica

E’ vero che la fascia d’età che ho preso in esame è senza dubbio la più difficile da gestire (le statistiche ci dicono che tra i 16-17 anni c’è la più alta incidenza di abbandono dall’attività sportiva) ma in diversi casi sono ANCORA i genitori a non permettere ai ragazzi di divertirsi un paio d’ore, con la conseguenza poi che sui libri ci stanno ancora più MALVOLENTIERI!!