Cari amici di Ideacalcio, oggi sono a presentarvi una nuova “rubrica” che spero ci accompagnerà per molto tempo.. Il progetto Ideacalcio è nato nel Febbraio… Continua »

Cari amici di Ideacalcio,
oggi sono a presentarvi una nuova “rubrica” che spero ci accompagnerà per molto tempo..

Il progetto Ideacalcio è nato nel Febbraio del 2012 con l’intento di farmi conoscere e di condividere con gli altri le mie idee.
Ideacalcio però mi ha dato l’opportunità di conoscere molta gente e tra questi c’è ormai un amico con il quale mi scrivo da quel lontano Febbraio di 2 anni fa.

L’amico in questione si chiama Giacomo Venturi e in questi anni abbiamo spesso scambiato opinioni e idee, condividendo la stessa voglia e passione di far calcio.
Giacomo era da un po’ che me ne parlava ma pensavo fosse la solita “gogliardata” che si dice tanto per dire e invece me l’ha fatta sul serio.. e per questo lo ammiro, perchè ha avuto il coraggio di partire verso una terra nuova, con poche certezze e molti sogni.

Giacomo è partito per la Spagna, in cerca di fortuna e per intraprendere un percorso formativo che qui in Italia puoi fare solo se sei stato un ex giocatore, il famoso corso UEFA A, che per molti di noi resterà un’utopia.

Ho deciso quindi di invitarlo a scrivermi come procede il suo viaggio e nel mentre lo pensavo mi è venuta l’idea.. Perchè non aprire una rubrica Domenicale in cui raccontiamo le motivazioni che spingono un uomo verso la Spagna? Di come si vive in Spagna? Di come si entra al corso Uefa A in Spagna? Che materie si studiano? Come ha fatto con una lingua diversa? Di come si guadagna da vivere e come si fa calcio in Spagna.

Argomenti e domande certo non mancheranno ma ora è tempo di dar spazio a Giacomo, per questo suo nuovo capitolo della sua nuova vita.

Capitolo Uno

Mi chiamo Giacomo Venturi, ho 36 anni, sono nato a Soave un paesino poco distante da Verona e da un paio di mesi ho deciso di dare una svolta alla mia vita… O almeno ci sto provando!

Inizio così il mio racconto e la mia collaborazione con Diego per entrare subito nel nocciolo dell’ argomento che insieme cercheremo di trattare nelle prossime settimane. Ho deciso di accettare per l’amicizia e la stima professionale che nutro nei suoi confronti, per la condivisione di idee e punti di vista, per la voglia di sapere e di perfezionamento che ci accomuna.

Ovviamente si parlerà di calcio, come è giusto che sia per qualsiasi rubrica appartenente ad IdeaCalcio.net, ma in maniera diversa dal solito e con gli occhi (i miei) di chi nutre per questo sport passione, dedizione e desiderio di miglioramento e conoscenza.

Partiamo dall’inizio… Sono biologo, come tale mi sono laureato nel 2003 presso l’Università degli Studi di Padova e più o meno da quella data ho sempre lavorato presso il reparto di Pediatria di uno dei 2 maggiori Ospedali di Verona, città nella quale ho vissuto questa mia prima parte di vita. Presso l’Università di Verona ho conseguito in seguito anche il titolo di Specializzazione in Biochimica Clinica. Per riassumere brevemente, la mia carriera lavorativa si è svolta lungo un arco di tempo di 12 anni passando attraverso le più svariate peripezie contrattuali (borse di studio, assegni di ricerca, assunzioni temporanee,…), rigorosamente a tempo determinato, come è ben noto oggi a chiunque condivida con me lo stesso profilo professionale ma non solo… Ho sempre trovato la forza per resistere ed andare avanti in questa situazione difficile e per certi versi frustrante tra i miei colleghi più stretti ed i pazienti per i quali lavoravo. Loro costantemente gratificavano con un gesto, un parola, dei semplici sorrisi il mio impegno quotidiano. Loro sono sempre stati il vero motore pulsante in grado di dare energia alle mie giornate. Per loro ho profuso il mio impegno e la massima dedizione per 12 anni. E sono loro quelli che davvero non dimenticherò mai!

E poi c’è il Calcio… Una grande passione! Come lo è per tantissime persone d’altronde, in Italia e nel mondo. Ognuno immagino possa raccontare centinaia di aneddoti grazie ai quali si sente fortemente legato a questo sport. I miei credo siano gli stessi, né più né meno, di tante altre persone comuni: un pallone tra i piedi praticamente fin da poche ore dopo il parto, una maglietta del Flamengo con il numero 10 regalatami da piccolino da mia madre dopo un suo viaggio di lavoro a Rio de Janeiro e che ho indossato fino all’inverosimile e a non starci più dentro tanto mi piaceva, una gioventù da calciatore dilettante (portiere, dal primo giorno di allenamento della mia vita all’ultimo minuto ufficiale di carriera) tra i vari campi e le diverse società della provincia e come ultimo l’esperienza da Allenatore che coltivo da pochi anni a questa parte.

Ho intrapreso questa nuova attività dopo una pausa di qualche anno dalla cessazione della carriera agonistica, allenando per ora nelle categorie giovanili ma proiettando il pensiero, per mia natura, alle categorie del Calcio dei grandi. Ho acquisito in Italia i titoli di Istruttore CONI-FIGC per giovani calciatori e quello UEFA B di Allenatore Dilettante.

E poi?… E poi arriva un momento strano in cui mi fermo a pensare; succede spesso a tutti noi, però questa volta con una sensazione diversa, con più fermezza e convinzione. Penso a quello che sono, a quello che ho fatto, a quello che non ho fatto, che mi manca, che sogno, rimpiango, a quella che è la mia vera natura! Ascoltandola senza fare finta di niente, senza deviarla per di qui o di là perché si deve fare così o perché è giusto fare così… Dando per una volta retta al cuore, io che da sempre e fin troppo mi sono trovato ad aggrovigliarmi il cervello per dare retta alla ragione.

E quindi facendo un grosso respiro e prendendo il coraggio ho deciso! Cosa?.. Di cambiare tutto per seguire una passione!

Non ho moglie né figli per cui nulla di veramente vincolante mi tratteneva forzatamente alla mia città, però ugualmente la decisione di lasciare un lavoro (seppur precario) a 36 anni e di questi periodi credo non sia facile. Ma non è solo quello. Si tratta di una voglia di cambiamento a 360°, seguendo la rotta tracciata dalla passione per il Calcio, per “respirare aria nuova” e vedere come va la vita 2000 km più in là.

Ho scelto la Spagna perché rappresenta la mia natura latina, perché sono attratto e affascinato dal loro stile e modo di fare Calcio, da come viene proposto metodologicamente e (mi auguro) insegnato.

Ho scelto La Coruna in Galizia, dove vivo stabilmente dai primi di Settembre, per la sua vicinanza

al Portogallo paese in cui è nata una metodologia di allenamento che ho imparato a conoscere qualche mese fà, che sto studiando e approfondendo in maniera personale, che mi convince e che considero appropriata, razionale e moderna; che mi ha dato la spinta decisiva per iniziare questa avventura. La Coruna quindi per trarre, se possibile, i benefici di entrambe le culture: spagnola e portoghese.

Qui mi sono iscritto al corso Allenatori UEFA A (nivel 2 in Spagna) e qui sto cercando di farmi una nuova vita per il tempo che deciderò di permanere.

L’idea di Diego e del sottoscritto, è quindi di usufruire di questa mia esperienza quotidiana come ipotetico ponte di passaggio tra Spagna e Italia. Per informare, per quanto mi sarà possibile, riguardo come viene vissuto il Calcio qui; professionistico ma anche e soprattutto quello più comune, dilettantistico e di provincia. Cercherò di mettere a disposizione i miei sopralluoghi sui campi e le mie ore di lezione sui banchi. Informerò su tutto quanto è necessario fare per potersi iscrivere ad un corso Allenatori in Spagna qualora qualcun’ altro, leggendo le mie vicende, percepisca il desiderio di provare a fare lo stesso.

Cercherò di farlo umilmente e con tutti i miei limiti, solo per il desiderio di informare e condividere opinioni e usufruendo di questa opportunità per mantenere un ipotetico “cordone ombelicale” di contatto con il Paese che mi ha dato i natali e che, nonostante i mille difetti, non posso non amare

continua….

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Credit Immagine: http://cdn-2.ideeviaggi.it/o/orig/spagna-consigli-per-girarla-in-auto_954f65b2da53f6a305e676ae8dfa4164.jpg