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Oggi siamo al quarto appuntamento con la Rubrica “In Viaggio Verso la Spagna”. Rubrica curata da Giacomo Venturi e che io mi limito solamente a riproporvi.
La lettura mi risulta sempre più piacevole e appassionante per rimanere aggiornato con l’amico che ha deciso di cambiare vita, intraprendendo un percorso coraggioso e che spero lo porti alla meta che cerca.

Nel capitolo di oggi Giacomo ci illustra le modalità e i prerequisiti per accedere al corso allenatori.
Un percorso non così scontato e semplice e che mi ricorda, per la sua burocrazia, la nostra “cara e amata” Italia.

L’iscrizione ad un corso Allenatori in Spagna, per un cittadino straniero, non è cosa impossibile però nemmeno da improvvisare all’ultimo minuto perché si rischierebbe di incappare in qualche inconveniente burocratico imprevisto o sottostimato che andrebbe a comprometterne la fattibilità.

In genere i bandi di ammissione a tutti e 3 i livelli vengono pubblicati nei mesi di Luglio/Agosto e restano in vigore fino ai primi giorni di Ottobre, circa cioè un paio di settimane prima dell’inizio delle lezioni. Dalla metà di Ottobre, infatti, ho iniziato a frequentare il corso UEFA A (nivel 2 in Spagna) presso un istituto scolastico che mette a disposizione aule ed impianti sportivi e nella stessa struttura, in concomitanza alle nostre lezioni ed in stanze attigue, procedono di pari passo le attività del corso UEFA B (nivel 1 in Spagna) e UEFA PRO (nivel 3 in Spagna).

Nella documentazione da presentare alla Federazione Gallega di Futbol (nel caso si scelga la Galizia come luogo per i propri studi) va indicata la sede di preferenza dal momento che in Spagna, a differenza di quanto succede in Italia, anche per i livelli successivi al primo l’organizzazione dei corsi è di tipo decentralizzato e ciascuna provincia allestisce il proprio. L’unico possibile inconveniente si presenta nel momento in cui non si raggiunga il numero minimo di iscritti (15) o si ecceda il numero massimo (35), nel qual caso si viene automaticamente dirottati al corso di una provincia limitrofa mantenendo ovviamente la possibilità di rifiutare e recuperare, in tal caso, interamente la quota di denaro spesa per l’immatricolazione.

Per la graduatoria di ammissione non esiste alcun tipo di punteggio, unico criterio di selezione è la cronologia di presentazione delle domande ed in merito a questo mi venne comunicato che il rischio di rimanere esclusi sussiste praticamente solo per il nivel 1 che ogni anno accumula un alto numero di potenziali partecipanti.

Il primo requisito di ammissione al nivel 2 prevede ovviamente di essere in possesso del titolo nivel 1 (UEFA B). A Giugno mi recai pertanto presso la sede della Federazione Gallega a La Coruña che verificò l’autenticità dell’attestato italiano e ne inviò copia alla sede centrale di Madrid la quale avrebbe poi provveduto ad omologarlo ed equipararlo al corrispondente spagnolo. Corrispondenza teorica perché nella pratica con il nivel 1 in Spagna si possono allenare solo le categorie giovanili e non le prime squadre.

Come secondo requisito si richiede un certificato medico per la pratica sportiva come Allenatore, il quale deve essere necessariamente emesso da un medico specialista appartenente al Collegio Officiale dei Medici Spagnoli.

 

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Terzo, una documentazione di identificazione territoriale. Sempre a Giugno mi recai presso un ufficio di polizia locale che mi registrò come straniero e mi attribuì un numero identificativo personale (N.I.E).

Quarto requisito, quello che mi diede maggiormente da fare e per il quale ho temuto di non riuscire a fare in tempo ad iscrivermi, prevede di dimostrare di avere svolto la scuola dell’obbligo nel proprio paese. Dopo avere girovagato per i diversi uffici ministeriali di istruzione e politiche sociali di La Coruña, mi venne spiegato che la maniera più veloce sarebbe stata quella di far tradurre in spagnolo le pagelle degli ultimi 4 anni di liceo (minimo indispensabile) e di consegnare originali e copie tradotte agli uffici stessi per la relativa omologazione. Per accelerare i tempi decisi di rivolgermi direttamente ad un traduttore giurato residente in Spagna che provvide ad adempiere i suoi compiti notarili per un costo finale tutt’altro che indifferente!

A questa spesa preliminare si devono aggiungere ulteriori decine di euro previste per bolli e tasse varie ed ovviamente il costo del corso, 1000 euro da pagare in 3 rate separate: la prima di 450 euro in occasione della presentazione della domanda di immatricolazione, la seconda di 335 euro entro la fine di Dicembre e l’ultima di 250 euro entro la fine di Febbraio 2015.

La struttura dei corsi federativi qui è infatti differente da quella italiana; si frequenta solo per 2/3 sere la settimana, nel mio caso i Lunedì ed i Mercoledì (saltuariamente qualche Martedì e più avanti i Sabato per le lezioni sul campo) dalle 19.30 alle 22.30. Questo rende necessario prolungare la durata degli stessi per un periodo piuttosto lungo, da Ottobre fino circa a Giugno dell’anno successivo. In questa fase si seguono le lezioni e si sostengono i relativi esami. Come ho già detto nel capitolo precedente, in questa prima parte di corso il programma prevede lezioni frontali di Fisiologia, Psicopedagogia, Sociologia e Preparazione fisica. La valutazione avverrà per esami svolti in un’unica giornata verso la metà di Dicembre.

Dopo una quindicina di giorni di sosta in concomitanza delle festività natalizie, l’attività riprenderà a Gennaio con lezioni di Primo Soccorso, Statuto e Legislatura, Tecnica individuale e collettiva, Tattica e Sistemi di gioco, Regolamento, Metodologia, Direzione di squadre, Sviluppo professionale e Preparazione fisica specifica. Il tutto per un totale di 275 ore di lezioni teoriche e pratiche alle quali far seguire, solo dopo il superamento di tutti gli esami, ulteriori 6 mesi di tirocinio come Allenatore di una squadra giovanile presso una qualsiasi società calcistica locale. Solo dopo tutto questo percorso si potrà ricevere il diploma ed il relativo patentino UEFA A.

Sono evidenti quindi aspetti positivi e negativi dell’avventura che sto vivendo: se da un lato la Spagna offre praticamente a chiunque voglia e ne abbia disponibilità la possibilità di proseguire la carriera formativa, dall’altro lo concretizza con tempi molto lunghi considerando i 15 mesi effettivi del mio caso specifico!

Il nivel 2 in Spagna conferisce facoltà di allenare fino alla categoria di Tercera Division esclusa; non permette inoltre di allenare la categoria “Division de Honor Juvenil”, una sorta di campionato Primavera riservato alle squadre giovanili di club professionistici. Il nivel 3 determina il grande salto conclusivo con il quale è possibile allenare a qualsiasi livello nel panorama calcistico nazionale.

Un aspetto interessante da far notare è che in Spagna l’emissione dei patentini non è prerogativa esclusiva delle organizzazioni federative. Esiste la possibilità infatti di svolgere i corsi presso enti privati, come ad esempio le scuole di formazione Allenatori afferenti alle società di calcio professionistiche (il Real Club Deportivo de La Coruña possiede la propria scuola Allenatori). In termini di applicabilità in ambito territoriale non esiste alcuna differenza tra una licenza conseguita mediante una delegazione della R.F.E.F (Real Federacion Espanola de Futbol) o un ente privato; tuttavia, per ora, solo le prime sono ufficialmente riconosciute al di fuori dei confini nazionali e dalle altre federazioni europee.
In calce al bando di ammissione compare infatti scritto quanto segue: “In virtù dell’accordo sottoscritto tra U.E.F.A e R.F.E.F in data 31 Agosto 2010, agli alunni provenienti dai corsi federativi viene riconosciuta totale equivalenza con la licenza UEFA A, in termini lavorativi, in qualsiasi Paese affiliato al suddetto accordo”.

Curiosamente, quando qualche mese fa cercai di informarmi presso il settore tecnico di Coverciano sulla reale possibilità di frequentare all’estero il corso UEFA A, non ricevetti esattamente la stessa risposta… Non esprimo commenti a riguardo; mi limito a dire soltanto che nel panorama calcistico italiano forse di vecchi ed antiquati non sono rimasti solo gli stadi…

Voglio concludere rivolgendo un ringraziamento davvero speciale al Console italiano a La Coruña. Trovai casualmente il suo contatto in internet mentre cercavo informazioni logistiche sulla città e sugli obblighi burocratici da espletare in previsione del trasferimento. A Giugno, quando ancora avevo notevoli difficoltà di comunicazione, letteralmente mi accompagnò per mano in tutti gli uffici che prima ho citato e di fatto rese possibile un’iscrizione che ad un certo punto sembrava dovesse rimanere solo un sogno almeno per quest’anno. Condivide con me le origini veronesi e questo davvero sembra essere un incredibile scherzo del destino! Non so come proseguirà in futuro questa mia avventura, quello che è certo ora è che tutto questo incredibile susseguirsi di vicende mi ha dato modo di incontrare un amico vero!

continua….

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Credit Immagine: http://cdn-2.ideeviaggi.it/o/orig/spagna-consigli-per-girarla-in-auto_954f65b2da53f6a305e676ae8dfa4164.jpg