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Oggi siamo al sesto appuntamento con la Rubrica “In Viaggio Verso la Spagna”. Rubrica curata da Giacomo Venturi e che io mi limito solamente a riproporvi.
Prima della sosta Natalizia Giacomo ha affrontato il primo blocco di esami e oggi ci racconta com’è andata.

Il capitolo è piuttosto descrittivo ma era questa la mia richiesta. Volevo proprio che Giacomo ci raccontasse il più dettagliatamente possibile come si svolgono gli esami fuori dall’Italia.

Il 18 di Dicembre si è concluso il primo blocco di lezioni con la serata di esami dedicata alla verifica dei contenuti esposti a partire dal 13 di Ottobre, giorno di inizio del corso organizzato dalla federazione gallega. Dalle 18 alle 22, io ed i compagni di avventura, abbiamo sostenuto in successione le prove scritte di Preparazione Fisica, Fisiologia/Anatomia, Psicopedagogia e Sociologia dedicando un’ora di tempo a ciascuna di esse.

La struttura delle sedute di verifica prevedeva per Preparazione Fisica e Psicologia 40 domande tipo test a risposta multipla con l’opzione corretta da scegliere tra 4 risposte possibili; per Fisiologia 30 domande tipo test a risposta multipla più una domanda aperta tipo tema da scegliere tra 2 possibili; per Sociologia 4 domande aperte tipo tema da scegliere tra le 6 totali messe a disposizione.

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In questa forma la copertura degli argomenti trattati è stata pressoché totale ed il livello di difficoltà medio alto dal momento che non è stato concesso un margine troppo ampio di errore per il raggiungimento della sufficienza. Ad oggi non siamo ancora stati informati del risultato delle prove e pertanto, per qualche giorno ancora, non ci è dato sapere se e per quali materie siano incorsi spiacevoli contrattempi…

A detta del Prof di Preparazione Fisica il temario esposto in classe non era troppo complicato e pertanto, senza voler essere ostili nei nostri confronti ma solo per poter determinare un certo grado di differenziamento nella valutazione, alcune domande (6/7) volutamente dovevano essere elaborate in maniera ingannevole per testare il grado di approfondimento dei contenuti. Per dare un’idea ci siamo trovati a dover scegliere, per esempio, riguardo il fatto che intensità e volume siano per il carico di allenamento: fattori, aspetti, componenti o contenuti. Un gioco di sinonimi insomma nel quale si pretendeva ricordassimo esattamente il termine specifico utilizzato da lui nelle diapositive.

Per il resto tutta una serie di domande riguardanti i principi di strutturazione dell’allenamento, la pianificazione, il carico dell’allenamento, la sessione di allenamento e la fase del riscaldamento; non impossibili ma solo dopo aver dedicato un po’ di tempo allo studio del materiale.

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Per quanto riguarda la prova di Psicopedagogia ci siamo più o meno trovati nella situazione esposta poco sopra; anche qui il desiderio del docente di rendere più discriminativa la selezione ha determinato la necessità di articolare qualche domanda-trappola con il solo ed unico intento, a detta sua e con il sorriso sulle labbra, di garantire un 10 e non di favorire una bocciatura. Il problema è che la materia in sé e lui come personaggio già in partenza si prestavano ad essere aggrovigliati e complicati tanto che anche tutto il resto delle domande, quelle per così dire non trappola, necessitavano di concentrazione, attenzione e memorizzazione dei contenuti inerenti a: aspetti della motivazione negli sportivi con relative variabili e strategie psicologiche; stress, autostima e livelli di attivazione; psicologia dell’allenamento. Ad oggi, per il suo grado di incertezza, tra i 4 sostenuti è l’esame che lascia a noi tutti il maggior dubbio in riferimento all’esito finale.

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Anatomia è stata la materia che ha richiesto l’impegno più intenso e soprattutto un notevole sforzo di memoria, doppio nel mio caso considerato che tutti i termini tecnici erano ovviamente da ricordare in spagnolo. Articolazioni e movimenti articolari, muscoli, tendini, ossa e legamenti del tratto superiore ed inferiore; sistemi energetici e metabolismo; apparato cardiovascolare, sistema endocrino e nervoso; meccanismi della contrazione muscolare e risposta ventilatoria.

Ovviamente non si tratta di un corso universitario di medicina o biologia e pertanto gli argomenti sono stati debitamente ridotti e presentati su misura per il contesto e le persone a cui erano indirizzati, ma nonostante questo la preparazione ha richiesto un certo impegno ed un bel po’ di tempo da dedicare alla lettura e rilettura delle diapositive. La domanda aperta andava scelta tra articolazioni e muscoli di tutto il tratto inferiore oppure risposta muscolare, cardiovascolare e respiratoria in seguito all’esercizio fisico. Io ho scelto di descrivere la prima.

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L’aspetto positivo è che il Prof si è sempre dimostrato disponibile, ben conscio della difficoltà dei temi trattati; ha reso tutto il corso gradevole da ascoltare grazie alla sua capacità di coinvolgimento ed all’abilità di saper rendere interessanti argomenti ostici e spigolosi e persino durante lo svolgimento stesso dell’esame, nei limiti del possibile, ha dato una mano con qualche suggerimento più o meno diretto.

L’ultima prova, quella di Sociologia, per quanto mi riguarda era la più temuta non tanto per i contenuti (che comunque non è che mi provocassero un grande appeal…) quanto per il fatto di dover rispondere solo ed esclusivamente a domande aperte. Un conto è capire grossomodo chi ti parla in spagnolo e riuscire a tua volta a farti capire dialogando in maniera più o meno elementare, altra questione è scrivere bene la grammatica spagnola articolando frasi che siano decentemente esaustive e sappiano trasmettere un buon livello di comprensione della materia.

Materia che, come ho già accennato in un capitolo precedente, riguardava le differenze tra sport antico e contemporaneo, l’evoluzione etimologica della parola sport nonché vari altri aspetti dello sport nella società attuale quali il suo contenuto etico, il ruolo ed i fattori che ne hanno propiziato l’espansione in maniera così massiva, ecc ecc… La Prof mi disse che, se avessi voluto, avrei potuto scrivere tutto o parte dei concetti in italiano e che si sarebbe appoggiata ad un’amica per eventualmente tradurli; io ho preferito procedere sforzandomi di scrivere direttamente in spagnolo dal momento che i concetti li avevo ormai memorizzati in quella maniera e come tali mi risultavano più fluidi ed immediati da estrapolare.

 

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Di positivo c’era il fatto che la richiesta pretendeva esplicitamente risposte brevi e mirate al punto specifico della domanda.
Questa, a grandi linee, è la cronaca descrittiva della lunga serata che ci ha visto esaminati e alla quale mi sono presentato con un modesto mal di testa frutto delle intense giornate precedenti dedicate allo studio “matto e disperatissimo” e che ho concluso con un mal di testa di dimensioni notevolmente ampliate come conseguenza della richiesta di concentrazione prolungata nel tempo senza troppi momenti di pausa tra una prova e la successiva.

In questi brevi istanti l’aspetto divertente era uscire dalla stanza, guardarsi negli occhi ripensando ad alcune domande e senza dire nulla scoppiare in una plateale e liberatoria grossa risata!!

Dopo il “rompete le righe” in concomitanza delle festività natalizie, l’avventura è ripresa lo scorso Lunedì con l’inaugurazione del secondo blocco di lezioni che ci vedrà coinvolti da qui a metà Marzo per poi concludere con l’ultimo terzo che indicativamente si svilupperà da dopo Pasqua fino al mese di Giugno.

In queste settimane affrontiamo lezioni teoriche e pratiche di Tattica e Sistemi di Gioco, Metodologia e Regole di gioco. Il primo approccio con gli argomenti di Tattica è notevole! Si comincia a percepire il nocciolo duro di tutto il corso, i temi si fanno caldi ed interessanti e personalmente mi confronto con aspetti del gioco che mi piacciono particolarmente.
Non mi resta che continuare nel lungo percorso intrapreso qualche mese addietro ed insistere a dar forma e realizzazione all’avventura spagnola…

continua….

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Credit Immagine: http://cdn-2.ideeviaggi.it/o/orig/spagna-consigli-per-girarla-in-auto_954f65b2da53f6a305e676ae8dfa4164.jpg