Oggi siamo all’ottavo appuntamento con la Rubrica “In Viaggio Verso la Spagna”. Rubrica curata da Giacomo Venturi e che io mi limito solamente a riproporvi.… Continua »

Oggi siamo all’ottavo appuntamento con la Rubrica “In Viaggio Verso la Spagna”. Rubrica curata da Giacomo Venturi e che io mi limito solamente a riproporvi.
Nell’ultimo capitolo Giacomo ci aveva parlato della prima sessione di esami e dopo un lungo periodo di studio e ricco di impegni, oggi torna a raccontarci l’evolversi della sua esperienza.

Un capitolo interessante, che mette in guardia tutti coloro che volessero intraprendere la stessa strada, ricca di difficoltà e insidie.

Come si suol dire il gruppo ha scollinato, ha dato il giro di boa. Questa è la sensazione dopo gli esami di Febbraio che hanno messo fine al secondo blocco di lezioni e sancito l’inizio del terzo ed ultimo che si concluderà a Giugno con la valutazione delle ultime tre materie rimaste: preparazione fisica specifica, tecnica e direzione di squadra. Le frequenze sono già iniziate nella metà del mese di Marzo e, fatta eccezione per una piccola pausa di una settimana in occasione delle festività di Pasqua, si protrarranno per una durata effettiva di circa due mesi e mezzo dando vita al frammento più lungo dell’intero corso. Nella “truppa” comincia a comparire qualche primo segno di stanchezza che, come si sa, non è solo fisica ma anche e soprattutto psicologica; le tante settimane già trascorse si fanno sentire, i momenti di studio e di avvicinamento agli esami, la parvenza in lontananza del traguardo da raggiungere, la primavera che incalza e che rende tremendamente appetibile il mare, le spiagge, le passeggiate… un insieme di circostanze che aumenta il desiderio di concludere in fretta e di passare quanto prima alla parte più piacevole del corso: i mesi di pratica sul campo come Allenatore.

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Dopo il solito lungo periodo di attesa durante il quale i Professori si sono prodigati a correggere gli esami dei corsisti dell’intero territorio gallego (non solo il nostro gruppo di La Coruna), due settimane fa ho ricevuto comunicazione dalla federazione degli esiti di Febbraio e preso atto felicemente di aver superato anche questa volta, come già era successo in occasione della prima sessione di Dicembre, tutte le prove relative potendo proseguire senza strascichi e pensieri di dover ripetere qualcosa a Luglio. Archiviati quindi anche regolamento di gioco, metodologia e tattica.
Regolamento di gioco non ha destato grossi problemi; classico esame a risposta multipla con argomenti e pretese del tutto simili a quanto già vissuto con il corso UEFA B in Italia.
Più complessa la situazione per le altre due materie. Metodologia in particolare per la maniera di formulare le 40 domande, anch’esse a risposta multipla, determinata dal fatto di dover complicare un programma abbastanza contenuto e vertente su aspetti quali i diversi stili metodologici di insegnamento e la pianificazione della sessione di allenamento. In aggiunta a ciascun corsista veniva chiesto di presentare il disegno di tre sedute complete di allenamento differenziate secondo i metodi analitico, globale e misto.

 

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Tattica invece a causa della peculiarità del Professore: un tizio sulla sessantina, ex Allenatore, fermamente convinto della sua maniera particolare di interpretare il gioco ed altamente propenso ad uscire di nervi di fronte a situazioni considerate errate per motivi concettuali o ancor peggio per mancanza di applicazione e studio. Per questi aspetti, a detta di tutti, lo scoglio decisamente più insidioso dell’intero corso; mi è stato detto che non è raro assistere a situazioni di ragazzi costretti a ripetere l’esame due o anche tre volte. La valutazione è stata duplice e ha riguardato una prima attività pratica sul campo ed una seconda teorica in aula. Il giorno della pratica resterà a lungo impresso nella memoria! Sveglia alle 6.30 del mattino ed otto ore ininterrotte di presenza sul campo in una giornata invernale ancor più aggravata per la presenza quasi incessante di pioggia e vento forte. Inizialmente, ad ognuno di noi è stato consegnato un foglio con su scritta la richiesta da sviluppare e da presentare successivamente con la collaborazione attiva degli altri colleghi.

A me è toccato disegnare un’esercitazione offensiva in una sotto-fase di gioco a mia scelta con il vincolo di dover dimostrare che la mia squadra, giocando combinativo, fosse in grado di saper sfruttare come fondamento tattico specifico l’ampiezza (di campo e di gioco). La “sorte” ha voluto che fossi 37imo di una quarantina di ragazzi circa (con noi anche gli aspiranti Mister di Santiago de Compostela e Ferrol) e che arrivassi pertanto al mio momento abbastanza esausto per l’attesa e le condizioni climatiche. Ho visto scorrere davanti agli occhi scene tra le più svariate e pittoresche mentre mi apprestavo a rendermi disponibile a svolgere gli esercizi altrui con la speranza di percepire il meno possibile il freddo che si insinuava attraverso l’abbigliamento da “palombaro” appositamente predisposto… Alla fine, il mio turno è scivolato via rapido ed indolore; l’esercizio sembra essere piaciuto ed il Prof si è limitato ad aggiustare un piccolo dettaglio che a detta sua rendeva ancor più convincente la proposta. Ovviamente trovò la mia più ampia e compiacente approvazione… Non era né il momento né il luogo di prolungare la discussione! La prova teorica, svolta in aula, prevedeva invece il disegno di due esercitazioni (singole o come progressione analitica) e di rispondere brevemente a dieci domande aperte; il tutto in riferimento ad un programma di studio riguardante aspetti della tattica e modelli di gioco offensivi e difensivi, sistemi di gioco e strategie su calci piazzati offensivi e difensivi.

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Alla fine qualche dubbio e perplessità sia metodologia che tattica l’avevano lasciato ma, come detto, fortunatamente i risultati sono stati positivi e nel sollievo di essersi tolti un bel pensiero trovo nuova energia per affrontare al meglio lo sprint finale.
Di pari passo prosegue ovviamente l’avventura con il Silva. Ad un mese dalla fine del campionato e con quattro partite da disputare la squadra si trova al 15imo posto con 42 punti in classifica, 5 squadre alle spalle ed una appena sopra di un punto. Quattro squadre retrocedono sicuramente: una lo è già ora matematicamente e quella che andiamo ad affrontare Domenica lo sarà molto probabilmente dopo questo turno, le altre due distanti 8 e 9 punti rispettivamente da noi hanno ormai un piede e mezzo nella fossa. Tuttavia il rischio da non correre è per la quintultima posizione perché nel caso in cui dal campionato di Segunda B dovesse retrocedere una squadra della Galizia ed in seguito agli spareggi promozione nessuna squadra del nostro girone dovesse risultare promossa, allora a retrocedere dal campionato di Tercera National sarebbero cinque squadre anziché quattro. Il calendario che ci attende ci permette di essere artefici del nostro destino in quanto affrontiamo proprio quattro delle cinque squadre che ci seguono in classifica. L’umore è buono e c’è sentore di essere vicini all’obbiettivo tanto desiderato da tutti. Contiamo di raggiungere i punti che mancano quanto prima per evitare di doversi giocare tutto nell’ultima giornata quando non è mai prevedibile sapere quello che può succedere.

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Nella settimana di Pasqua ho ricevuto la visita di mia madre e mio padre, un caro zio e la sua compagna. Dopo mesi ha fatto senz’altro piacere poter vivere qualche giornata insieme a persone di famiglia che non mancano mai di farmi sentire il loro affetto e l’appoggio partecipe nei riguardi della scelta che ho fatto. Il clima ottimo ha reso il tutto ancora più gradevole e ci ha dato modo di visitare in condizioni perfette alcuni dei luoghi che fanno della Galizia una terra da vedere e non smettere mai di scoprire. Tra questi, le suggestioni ed il valore simbolico di Santiago de Compostela e Finisterre.

Un’avventura che come dico sempre continua. Nata per il calcio e nel segno del calcio ma che inevitabilmente sarà costruttiva per altri mille aspetti della vita quotidiana e dell’essere persona. Non è tutto rose e fiori come può sembrare; le difficoltà ci sono per me come per qualsiasi altro al mondo. Ne avevo nella mia vita italiana prima di stravolgere tutto, ne ho ora che sono qui dopo aver stravolto tutto per una passione ed un desiderio di cambiamento. C’erano e continuano ad esserci, quello che cambia è il loro sapore. Che sia proprio questo il segreto per rendere meno insormontabili le difficoltà di tutti i giorni? Avvolgerle di sogni, progetti e soffocarle di passioni?!…

continua….

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Credit Immagine: http://cdn-2.ideeviaggi.it/o/orig/spagna-consigli-per-girarla-in-auto_954f65b2da53f6a305e676ae8dfa4164.jpg