In Viaggio Verso Londra – La Sessione di Allenamento Parte 3 – Capitolo 7 Settimo appuntamento con la rubrica “In Viaggio verso Londra”. Rubrica curata… Continua »

In Viaggio Verso Londra – La Sessione di Allenamento Parte 3 – Capitolo 7

Settimo appuntamento con la rubrica “In Viaggio verso Londra”. Rubrica curata dal collega Stefano D’Errico, attualmente a stretto contatto con la Community dell’Arsenal.

Ben ritrovati con la rubrica “London Calling”. Continua con un nuovo capitolo la saga dedicata alla sessione di allenamento tipo, secondo la filosofia “Play the Arsenal Way”, le linee guida tecniche di casa Gunners. Arrival Activity, Warm Up e Technical Development sono le fasi trattate negli articoli precedenti, in cui l’elemento tecnico di riferimento è stato dapprima scoperto e familiarizzato, e successivamente scorporato, analizzato e affinato nei suoi sottoprincipi più intrinseci e caratteristici. What’s next?

Skill Practice

Il termine “skill” significa abilità, intesa come realizzazione di un compito, a sottolineare l’importanza dell’applicazione all’ambiente di gioco di un saper fare. Dunque una tecnica che deve essere adattata a variabili spazio temporali in continuo cambiamento.
Come suggerito quindi dalla denominazione di questa fase, la prosecuzione della sessione prevede l’applicazione del coaching point in un contesto variabile, imprevedibile, casuale.

Cosa determina questa variabilità? L’aggiunta di uno o più difensori o avversari, in un tipo di attività denominato “opposed” (appunto con opposizione). Quest’azione, da un punto di vista metodologico, può essere ricondotta ai principi “STEPS”, in particolare alla voce People, che agendo sulla manopola dell’interferenza garantiscono quel continuum analitico globale di cui abbiamo già sottolineato l’importanza.
Nella proposta che segue cercheremo di applicare quanto appena descritto.

Find the Friend

Per quest’esercitazione consideriamo un rettangolo di 10×15, con due aree esterne larghe 4m, in cui 10 giocatori sono divisi in due squadre 7v3 (quest’ultimi i difensori). Obiettivo degli attaccanti è il mantenimento del possesso palla. Dopo un numero di passaggi consecutivi, un giocatore attaccante deve cercare di muoversi in una delle aree laterali per ricevere palla. Se ricevuta, passa nuovamente la palla nel campo principale per riprendere il possesso. Il difensore, se conquista palla, cerca di guidarla in meta in una delle due aree laterali, eventualmente collaborando coi compagni. Dopo un tempo prestabilito (90 – 120’’) cambio i ruoli dei giocatori.

1

Osservazioni

In questo possesso palla condizionato l’enfasi è volontariamente posta sul movimento, obiettivo dell’allenamento, attraverso regole che ne stabiliscono la logica interna. I feedback saranno concentrati principalmente su quest’aspetto, e su tutti gli elementi sviluppati in precedenza. Il focus, tuttavia, dovrà concentrarsi maggiormente sugli aspetti percettivi e decisionali dei giocatori: “Perché muoversi in quello spazio?” “Perché in quel momento?”, privilegiando appunto domande che sappiano stimolare la creatività dei ragazzi verso le situazioni, non limitandosi al poco costruttivo “botta e risposta”. Compito del coach sarà appunto quello di anticipare le situazioni in fase di pianificazione, preparando domande da poter fare ai giocatori nelle diverse situazioni relative a diversi elementi.

L’intensità è abbastanza alta, soprattutto per i difendenti, che dovranno essere cambiati con una certa frequenza. Il rapporto attacco-difesa consente un coinvolgimento importante, soprattutto nei gruppi abbastanza esperti, in cui il livello tecnico garantisce continuità e partecipazione consapevole. Quest’aspetto è inoltre incentivato dalla specificità della proposta rispetto al contesto di gioco, che la rende senz’altro un’attività divertente. Incoraggiando alla collaborazione ed alla comunicazione reciproca, infine, viene assicurato un impatto positivo sul gruppo, aspetto sociale, quest’ultimo, non indifferente ai fini della prestazione e del valore dell’esperienza.

Progressioni e Variazioni

l’azione sulle variabili dell’elemento tecnico, combinate con l’azione sui principi metodologici STEPS, permettono la modificazione dell’attività secondo personali esigenze. Ecco di seguito alcuni esempi:

* tocchi limitati, dando ancora più importanza ai movimento di supporto al portatore
* aumento o diminuzione numero dei passaggi

* variazione rapporto attacco-difesa, esempio 6c4, 8c2 (doppia metà campo), etc.

* azione sugli spazi di gioco, ampliati o rimpiccioliti per diminuire o aumentare le difficoltà degli attaccanti (inversa proporzionalità)

* doppio movimento di smarcamento: dopo il primo passaggio fuori sul primo, altro movimento nello spazio (con applicazione di sviluppi di gioco quali la ricerca del terzo uomo, la sovrapposizione, etc.)

* gioco di posizione, con due giocatori (vertice e sostegno) sui due lati corti, rendendo “specifico” e direzionato il possesso palla.

Abbiamo visto come il lavoro sulla tecnica sia stato catapultato in un contesto di gioco, fatto di attacco contro difesa, abbastanza generico, con l’obiettivo di creare “ponti cognitivi” necessari ai giocatori per comprendere quando, dove e perché eseguire uno specifico comportamento tecnico, essenza dell’intelligenza di gioco.
Nel prossimo appuntamento scopriremo l’ultimo tassello della nostra sessione tipo “Play the Arsenal Way”!

Credit Immagine: http://www.papinobello.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/lavorare_londra_olimpiadi.jpg

Puoi rimanere ogni giorno aggiornato sui nuovi articoli di Ideacalcio seguendomi alla pagina Facebook Ideacalcio