“In Viaggio verso Londra” – Capitolo 4 Quarto appuntamento con la rubrica “In Viaggio verso Londra”. Rubrica curata dal collega Stefano D’Errico, attualmente a stretto contatto… Continua »

“In Viaggio verso Londra” – Capitolo 4

Quarto appuntamento con la rubrica “In Viaggio verso Londra”. Rubrica curata dal collega Stefano D’Errico, attualmente a stretto contatto con la Community dell’Arsenal.

Nel capitolo di oggi entreremo sempre più nell’aspetto metodologico. Buona lettura

“Analitico, o globale, questo è il dilemma…”
Il famosissimo dubbio amletico, in una rivisitazione metodologica che ha sicuramente attanagliato tutti noi addetti ai lavori, e che potrebbe finalmente aver trovato una chiave di lettura semplice e comune.
Ben ritrovati con la rubrica “London Calling”! Con l’articolo di oggi voglio condividere con voi una soluzione metodologica standardizzata dalla Football Association, ed ovviamente richiamata nelle sessioni Arsenal.
La scelta tra metodo analitico o metodo globale è una questione spinosa, che suscita accesi dibattiti tra gli amanti dell’una e dell’altra filosofia. C’è la “vecchia scuola”, a favore del primo approccio, quelli del “tanti tocchi con la palla” e del focus sulla singola abilità ripetuta decine e decine di volte. C’è poi il “nuovo corso”, che sposa indiscutibilmente l’approccio legato al gioco ed alla sua imprevedibilità. Ed infine c’è il girone degli ignavi, quelli del “non prendo posizione”.
Ebbene, io mi rivedo in quest’ultimo partito, credendo fermamente nell’indispensabile integrazione dei due metodi, guidati in un continuum necessario e correlati da un minimo comune denominatore che prende il nome di interferenza contestuale.

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L’interferenza è un fenomeno rilevato nella ricerca sperimentale sull’apprendimento, legato alle caratteristiche di un esercitazione. È l’effetto attribuibile all’indice di variabilità e casualità di una proposta, che va ad incidere sul come e sul quanto l’obiettivo tecnico della nostra attività verrà interiorizzato dai giocatori. È stato visto che più un esercizio è variabile, e più devo parametrizzare il gesto tecnico a diverse condizioni ambientali; più un esercizio è random, e più devo recuperare ed elaborare nuovi programmi motori. Queste due condizioni permetterebbero un migliore effetto sull’apprendimento nel lungo periodo, nonostante richiedano più tempo e comportino nell’immediato un numero di errori maggiore rispetto ad un’esercitazione costante e ripetuta più e più volte.
È indubbio quindi che, in relazione a quest’ultima considerazione, è come sempre l’abilità di adattare e modulare queste strategie al gruppo che si ha davanti, in termini di età e livello tecnico, che fa la differenza e garantisce un apprendimento efficace.
Come formatore, devo essere quindi abile ad agire sulla manopola dell’interferenza aumentando o diminuendo il carico nelle proposte, affinché l’apprendimento dei miei giocatori sia ottimizzato.
Questa possibilità di gestione dell’interferenza è racchiusa nell’acronimo “STEPS”: Space, Time, Equipment, People e Skills. Posso aumentare o diminuire i parametri spazio o tempo, fattori che includono anche l’elemento velocità; posso giocare con l’equipaggiamento (i palloni) in termini di dimensioni, forma e ovviamente numero; posso aumentare o diminuire le persone coinvolte nello stesso momento; e infine posso combinare nella stessa proposta più o meno skills (abilità tecniche funzionali) in maniera più o meno causale. Queste variabili seguono ovviamente una logica di utilizzo, nel senso che devono essere adottate ed inserite con un certo criterio.
Andiamo ora a vedere come è possibile utilizzare questo fenomeno nella pianificazione della nostra attività.

“The Spacial Recognition”

La proposta di oggi si chiama “The Spacial Recognition”. In un rettangolo di 25×12 lavorano 12 giocatori, metà dentro e metà sul perimetro con la palla. I giocatori all’interno si muovono verso un compagno fuori, ricevono palla orientando in una porticina, e trasmettono ad un altro compagno perimetrale, per poi eseguire lo stesso con altri giocatori. Dopo un periodo di tempo prestabilito cambio dei ruoli.

 

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Analisi della proposta attraverso il “4 corners model”:
* Technical Corner: controllo (focus principale), passaggio, movimento, dribbling.
* Physical Corner: ABC’S, con focus sulla capacità di gestione dello spazio.
* Psychological Corner: elevata richiesta decisionale, coinvolgimento, motivazione e ottima possibilità di gestione delle differenze per ottimizzare l’apprendimento.
* Social Corner: divertimento, comunicazione, collaborazione e competizione.
L’interferenza in quest’attività è di medio livello: organizzazione e pianificazione delle skills non elevatissima, ma alta richiesta di parametrizzazione delle stesse, dovendo ricevere e giocare palla da posizioni, distanze e con posture sempre variabili. L’alternanza casuale dei compagni a cui giocare palla, inoltre, supporta ancor di più questa variabilità.

*Come facilitare la proposta? Riducendo l’interferenza, agendo sui nostri STEPS: per esempio limitando lo Spazio di azione chiedendo ad un giocatore di giocare tra due compagni prestabiliti (esempio due posti frontalmente), abbassando la variabilità dei comportamenti, e riducendo il grado di casualità delle Skills.

*Come rendere la proposta più difficile? Sempre agendo sulla manopola dell’interferenza. Azione sulle Skills: dopo il controllo, guida verso un’altra porticina prima del passaggio. Complicando i fattori Spazio e Tempo, chiedendo ai giocatori perimetrali di muoversi dopo ogni passaggio. Manipolando gli elementi People e Equipment, ovvero aggiungendo dei “disturbatori”, giocatori (con o senza palla), che tentano di infastidire i giocatori nel rettangolo. Questa soluzione può progressivamente portare alla costruzione di un possesso palla nel quadrato con obiettivo quello di ricevere la palla tra le porticine per segnare un punto. Oppure di uno Small Sided Games, in cui dopo un numero prestabilito di ricezioni consecutive nelle porticine posso calciare verso una porta difesa da un portiere.

L’intervento sull’interferenza ipotizzato in questa proposta dimostra inequivocabilmente come sia possibile agire su pochi elementi per trovare il giusto compromesso analitico – globale per ogni attività e gruppo di lavoro.

Credit Immagine:https://evanrotundo.files.wordpress.com/2014/09/evantraining.jpg

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