Riscaldamento Tecnico-Coordinativo-Preventivo, Proposta num. 8

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Riscaldamento Tecnico-Coordinativo-Preventivo, Proposta num. 8

Proposta di attivazione che utilizzo con i miei Giovanissimi nella seduta del Lunedì, giorno successivo alla partita domenicale.

La struttura dell’esercizio è quella che si vede nella figura che segue e richiede un discreto tempo di preparazione

Riscaldamento Tecnico Coordinativo Preventivo 8

Ho creato due stazioni di partenza.
Il numero minimo di giocatori è 12.

I giocatori si dividiono in quattro file. I giocatori (A) eseguiranno la prima parte dell’esercizio mentre i giocatori (B) saranno gli iniziali “assistenti”.
I due giocatori (A) dovranno partire contemporaneamente.

Il primo giocatore (A1) in fila esegue uno slalom frontale tra 4 paletti e un successivo superamento dei due over con le modalità a lui preferite.
Nota: i giocatori alterneranno un giro con lo slalom frontale ad un giro con slalom dorsale (all’indietro)

Il giocatore (A2) esegue invece uno skip basso laterale con 2 appoggi tra tre aste orizzontali a terra e un successivo skip basso 2 appoggi frontale, muovendosi avanti-avanti-indietro-avanti.

I due giocatori (A) a questo punto si ritroveranno a dover interagire tra loro.
Nella zona centrale del campo ho creato infatti una sorta di “castello”, uno spazio compreso tra due linee (4 sagome).
Uno solo dei due giocatori (A) potrà entrare nel castello, l’altro dovrà muoversi in una delle altre quattro direzioni, sul corto, sul lungo o in ampiezza (a dx o a sx).

I due giocatori (A) ricevono la rimessa laterale di (B) opposto, quindi (A1) riceve da (B2) e viceversa.
I due giocatori (A) lavorano per il controllo su rimessa laterale, indicando anticipatamente a (B) dove intendono ricevere la rimessa laterale.
I due giocatori (A) lavorano quindi sull’utilizzo di Parole Chiave al fine di occupare spazi differenti.

Riscaldamento Tecnico Coordinativo Preventivo 8(2)

A questo punto il giocatore (A) si porta nella fila di (B) mentre quest’ultimo cambia fila eseguendo degli esercizi di mobilità sui 3 ostacolini.
(B1) lavorerà solamente sulle aperture, mentre (B2) sulle chiusure. I due giocatori (B) si portano nella fila di (B) eseguendo l’esercizio di mobilità o di stretching dinamico proposto dal mister

I due giocatori (A) si invertono la posizione ogni qualvolta tornano in fila.
La frequenza degli appoggi nella prima parte dell’esercizio va via via aumentando.

A questo genere di proposte dedico in genere circa 20-25′

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Credit Immagine: http://www.salernomania.it/wp-content/uploads/2012/02/sasasa.jpg

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About Author

Diego Franzoso

Franzoso Diego, nato a Rovigo il 15/04/1983. Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dell'Attività Motoria Preventiva e Adattata. Allenatore UEFA B e Istruttore CONI-FIGC. Attualmente allenatore dei Giovanissimi Regionali dell'Hellas Verona.

2 commenti

  1. Andrea Ardenti on

    Ciao, leggendo l’articolo si capisce che vi allenate tre giorni alla settimana (immagino lunedì mercoledì e venerdì). In questa seconda parte di stagione, anch’io sto provando ad introdurre, con la mia squadra giovanissimi, il terzo allenamento (di lunedì). Poiché sono molto giovane vorrei capire come suddividi il lavoro nelle tre sedute di allenamento (velocità, forza, aerobico, tecnica e tattica); tenendo conto che con un’esercitazione come questa si va a lavorare su più obiettivi. Il mio interesse, oltre che essere legato al miglioramento dei singoli e della squadra, è dovuto alla mia volontà di non creare “danni” (intesi come fisici ma anche perdite di tempo in lavori poco adeguati all’età) ai ragazzi! Lo so che l’argomento è complesso e ampio, ma chiedo se hai tempo una sintesi (consigli) molto schematica e di poche righe. Complimenti per il sito che offre moltissimi spunti e per le tue capacità non indifferenti!

    • Ciao Andrea,
      scrivere in poche righe com’è suddiviso il lavoro è un po’ difficile ma ci proverò.
      Utilizzo alcune linee guida della Periodizzazione Tattica, per quel che posso fare. In sostanza lavoro esclusivamente con la palla e ogni proposta contiene dei principi o sotto principi del nostro modello di gioco. Il lavoro a secco è escluso e quindi le varie capacità condizionali diventano secondarie, secondarie al nostro modello di gioco.
      Queste sono comunque sempre contestualizzate e mai allenate singolarmente.
      Il lunedì lo utilizzo prevalentemente per il recupero fisico, con proposte come questa e molte sequenze di gioco per migliorare i fondamentali tecnici del controllo e del passaggio.
      Quando la squadra non è molto affaticata (dipende dalla partita del giorno prima), sempre il lunedì propongo una mia progressione sulla fase difensiva in spazi ridotti, dove inserisco alcuni lavori di forza legati a frenate-ripartenze ecc.. Ma con molta attenzione.

      Il mercoledì è l’allenamento più intenso, sia a livello fisico che mentale, perchè richiede un’alta concentrazione per arrivare a sviluppare principi e sotto principi legati al nostro modello di gioco.

      Il venerdì è in sostanza il giorno del “ripasso”. Anche se è un po’ riduttivo chiamarlo così.

      Ma dipende moltissimo dal contesto in cui operi. Lavorare nei provinciali, con una metodologia così, è impossibile. Ci sono passato e quindi so di cosa parlo. Io ora mi sento molto fortunato a seguire i ragazzi che seguo

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