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Possesso Palla in forma “Micro”: Mobilità e Seconde Palle

Nell’articolo di oggi presento un’esercitazione che ho portato sul campo con la mia squadra di Allievi e che può essere indirizzata alle categorie dell’attività agonistica e alle prime squadre.

Gli obiettivi sono quelli da titolo, allenare:
* il possesso palla in forma “micro”, cioè con un ridotto numero di giocatori e in uno spazio di ridotte dimensioni;
* la ricerca della mobilità in fase di possesso, utilizzando interscambi e supportando sempre l’azione dei compagni (viste le regole del gioco e il ridotto numero di giocatori impiegati)
* la conquista delle seconde palle e l’attacco della palla alta

Una premessa è però indispensabile. Per svolgere l’esercizio così come l’ho impostato, è indispensabile la presenza di almeno un collaboratore per una serie di vari motivi, dall’introduzione (eventuale) di nuovi palloni, al fornire feedback che si rivelino utili e di immediata comprensione.

L’esercizio è stato ideato sapendo di avere a disposizione 15 giocatori, di cui 14 di movimento + 1 portiere.
In ogni campo di gioco disponiamo quindi due squadre da 3 giocatori ciascuna più un Jolly. Il portiere viene collocato a 15 metri dai due campi e in possesso di molti palloni.

Possesso micro Seconde Palle Mobilità

Le dimensioni dei campi di gioco sono circa 20×15 con un quadrato di circa 5×5 al centro.
Il gioco inizia con un 2c2 all’interno del campo mentre il terzo giocatore si colloca su uno dei due vertici (più lontani dal portiere) come sponda. Il Jolly si posiziona inizialmente all’interno del quadrato centrale.

Il portiere avvia il gioco mettendo palla a parabola con le mani e indicando il nome di un giocatore a sua scelta.
Le due squadre si contendono il primo possesso (contesa della palla alta) e se la tocca per primo il giocatore indicato, 1 punto per la sua squadra.

A questo punto i due team giocano per il possesso, guadagnando 1 punto ogni 6 passaggi consecutivi.
Ogni volta che si passa la palla alla propria sponda ci si interscambia con essa. Si raccomanda di rimanere utili durante l’interscambio. La sponda infatti, non trovando altre soluzioni all’interno, potrebbe aver bisogno di un ulteriore gioco a muro col compagno che sta uscendo. In questo modo guadagna un tempo di gioco utile a favorire lo smarcamento degli altri compagni.

Quando si passa palla al (J) nel quadrato, ci si interscambia con esso, In sostanza, il (J) riceve, gioca fuori ed esce dal quadrato, mentre chi gli ha passato palla entra al suo posto. Questo avverrà ogni volta che si passerà palla ad un compagno o al (J) nel quadrato.
Sul cambio di possesso il (J) torna nel quadrato e chi deve difendere esce per cercare il recupero.

Le sponde giocano a 1 tocco (ecco il perchè del rimanere utili durante l’interscambio), 3 tocchi all’interno.
Ogni volta che la palla esce dal campo di gioco, il mister potrà decidere se introdurre un nuovo pallone che ha tra i suoi piedi o se chiamare in causa il portiere. In questo secondo caso la palla verrà rimessa in gioco con le stesse modalità iniziali (passaggio a parabola e chiamata di un nome a sua discrezione).

Io ho lavorato con ripetizioni di 3′ intervallate da 1′ di recupero.

 

Credit Immagine: http://sevilla.abc.es/deportes/orgullodenervion/wp-content/uploads/2016/09/Nasri_entreno_champions_ok.jpg