Il Periodo Transitorio nel gioco del calcio - La mia tesi di Laurea Specialistica

Il Periodo Transitorio

– Considerazioni Generali –

Nei dilettanti è consuetudine ordinare l’immediato “rompete le righe” al termine dell’ultima gara di campionato o di play-off o play-out. Si arriva a fine stagione stanchi, bisognosi di riposo, con la comprensibile voglia di smettere con allenamenti e partite. Non è però la situazione ottimale che permetterà ai nostri giocatori di ripresentarsi in buona condizione alla stagione seguente. Considerando che mediamente i campionati dilettantistici terminano intorno alla prima metà di maggio e la preparazione spesso non è antecedente a ferragosto, si corre il rischio che gli atleti siano inattivi per ben quattordici settimane.
Nel calcio e negli altri sport, il lasso di tempo che va dalla fine del campionato alla ripresa degli allenamenti viene definito come –Periodo Transitorio– . Soprattutto tra i dilettanti questo intervallo viene “snobbato” da moltissime società che “chiudono”, con allenatori e preparatori che vanno in vacanza.
E’ giusto? Ritengo proprio di no.
Intendiamoci le vacanze sono indispensabili dopo una lunga stagione agonistica ma devono però essere organizzate al meglio. Spesso assistiamo infatti a ragazzi che in questo periodo si annoiano e non sanno cosa fare, dormono troppe ore durante tutta l’estate e mangiano anche se non hanno fame.
In altri ambienti sportivi, come la Pallavolo, ci si riposa quindici giorni e poi si ricomincia. Stiamo parlando di uno sport (la pallavolo) dove la cultura dell’allenamento ha radici profonde, ma anche in uno sport importante come il calcio, non possiamo, noi addetti ai lavori, essere da meno.
E’ quindi opportuno sollecitare le squadre a proseguire la stagione anche al termine del campionato, sfruttando in tal modo il tempo a disposizione per interventi individuali e specifici, approfittando delle giornate che si allungano e dei campi in buone condizioni. Al di là dell’innegabile valenza di tale proposta, posticipare la fine della stagione è un ottimo sistema per diminuire il periodo di totale inattività. In ogni caso, al termine dell’annata è indispensabile programmare e limitare lo “stop” dei giocatori per evitare di ritrovarli in pessime condizioni atletiche.

I programmi di lavoro saranno indirizzati agli atleti che vorranno prepararsi in maniera ottimale alla preparazione pre-campionato e che non vogliano abbassare di molto la soglia della condizione fisica generale. Il “ PROGRAMMA DI “TRANSIZIONE”, da eseguire durante l’estate e intensamente almeno 20 giorni prima dell’inizio della preparazione precampionato, è indirizzato prevalentemente a tutti gli atleti dotati di un elevato spessore professionale e le cui condizioni psicofisiche siano ottimali da non pregiudicare la stagione a venire.
Tuttavia, dopo nove mesi di calcio, con due o tre allenamenti serali e tutte le domeniche impegnate è importante che, oltre al fisico, si riposi anche il cervello. Praticare calcio agonistico, sia pure dilettantistico, presuppone che la propria vita sia scandita da allenamenti e partite. Due o tre sedute settimanali dopo il lavoro o lo studio sono un impegno importante e essere legati ad ogni domenica limita la vita sociale dei giocatori. Perciò, si arriva stanchi a fine stagione ed è necessario pensare ad altro e fare altro. Non significa necessariamente interrompere qualsiasi tipo di attività calcistica, ma potrebbe voler dire giocare a calcetto con gli amici o iscriversi a qualche torneo serale con il solo scopo di divertirsi, lasciando a casa l’agonismo esasperato del campionato. E’ vero che spesso i tornei serali sono tutt’altro che un’ attività ludica ma è bene riportare questo tipo di attività entro limiti accettabili, affrontandoli, visto che possono essere utili alla nostra condizione, con il giusto spirito, evitando il rischio di spiacevoli infortuni. Oltre al calcio, a giugno e luglio, prima di partire per le vacanze, sarebbe ideale concentrarsi su discipline sportive che normalmente non si praticano, tipo escursioni in bicicletta, tennis, beach-volley o attività che danno modo di tenersi in forma, divertendosi e migliorando nel contempo qualità organiche e coordinative utili al calcio. Purtroppo, si sente ancora dire da qualche “pseudo- esperto” che il calciatore non deve praticare altri sport e soprattutto non deve andare in biciletta perché si “imballa le gambe” : di cosa stiamo parlando ? Di atleti o di … scatoloni per traslochi ?

2.2 Il Periodo Transitorio – Raccomandazioni Generali –

Il prof. Vincenzo Pincolini, famoso preparatore atletico italiano attualmente al lavoro con la Dinamo Kiev ( Ucraina ), ha recentemente suggerito alcune raccomandazioni pubblicate sulla rivista “Il Nuovo Calcio (2011):

 I programmi di lavoro sono sconsigliati per chi è ancora alle prese con infortuni della stagione agonistica appena trascorsa (come ad esempio pubalgia, infiammazioni varie, stress da carico, etc.).
 Per non creare una prematura “saturazione mentale” da calcio, si consiglia di tralasciare partite di calcio stesso o di calcio a cinque e di preferire discipline alternative .
 Eseguire l’attività fisica di prima mattina e nel tardo pomeriggio per evitare i momenti più caldi della giornata e possibilmente usando un copricapo in presenza di sole battente.
 Regolare il ritmo sonno-veglia a quello che sarà poi l’orario del periodo della preparazione precampionato.
 Fare una “dieta d’atleta” evitando fritture, pasti ricchi di grassi, etc. e/o eccessi alimentari di vario genere che potrebbero “ingolfare” gli organi deputati allo smaltimento delle scorie già di per sé super attive per l’eliminazione delle tossine prodotte dall’ esercizio fisico.
 Mangiare prima d’ogni pasto principale una porzione abbondante d’insalata mista e durante la giornata non fare economia di frutta di stagione e di liquidi ricchi di Sali minerali.
 Tenere sempre sotto controllo le pulsazioni cardiache durante l’attività (utilissimo l’uso di un cardiofrequenzimetro) e lavorare ad un ritmo sotto soglia se si è in soprappeso.
 Ogni attività fisica dovrebbe essere preceduta da un riscaldamento e dovrebbe terminare con un defaticamento questo perché il primo serve per mettere il giocatore nelle condizioni ottimali per le attività successive ed è fondamentale nei confronti della prevenzione degli infortuni. Per quanto riguarda il defaticamento non è raro trovare allenatori che fanno svolgere qualche giro di campo di corsa lenta a fine allenamento a scopo defaticante.

L’utilità del correre intorno campo al termine della seduta è estremamente discutibile mentre sono maggiormente consigliabili:

• Esercizi di mobilizzazione attiva per abbassare il tono muscolare indotto dalla fatica.
• Effettuare giri di campo di corsa lenta solamente alla fine di esercitazioni intense per l’apparato cardiovascolare o all’inizio del riscaldamento.