La valutazione, attraverso la scala di Borg, del carico interno nel gioco del calcio..

Scala di Borg – Utilizzo e Vantaggi –

COS’è

La Scala di percezione dello sforzo, definita anche Scala di Borg in richiamo al suo inventore, Gunnar Borg, è una scala che serve a valutare la percezione soggettiva dello sforzo in relazione all’entità o intensità dello sforzo stesso durante l’attività fisica.

Svariate ricerche hanno dimostrato che la scala di Borg è fortemente relazionata con l’elevazione dei livelli di lattato ematico in risposta all’esercizio. Il lattato è un sottoprodotto tipico del metabolismo dei glucidi, e nell’ambito dell’esercizio aerobico o cardiovascolare, ciò significa che più l’entità dello sforzo assume caratteristiche anaerobiche, più lo sforzo viene percepito. I livelli di lattato infatti sono strettamente correlati ad un maggiore o crescente impiego di carboidrati durante l’esercizio, pertanto un esercizio aerobico ad un’intensità tale da massimizzare la produzione di lattato sarà percepita più faticosa di un’attività aerobica dove i lattato riesce ad essere smaltito più facilmente, e questo è ancora proporzionale all’intensità dello sforzo. (Wikipedia)

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COME L’UTILIZZO

Da quest’anno, in seguito all’esperienza positiva fatta la scorsa stagione nel settore giovanile del Padova Calcio, ho deciso di inserirla nella mia metodologia di lavoro.
Al termine quindi di ogni seduta e di ogni partita, la sottopongo ai ragazzi e il tempo necessario per la raccolta dei dati non va oltre il minuto di tempo (quindi non porta via molto tempo). I ragazzi sono quindi chiamati ad un’autovalutazione (primo aspetto importante) in merito dunque alla percezione dello sforzo percepito durante l’attività appena conclusa.

Qui potrebbe nascere la prima criticità (visto che più di qualcuno me l’ha fatto notare). E se i ragazzi “mentissero nell’autovalutazione, indicando un valore più alto del reale per condizionare le future sedute”?
Francamente credo che questo sia solo uno strumento utile per i vari vantaggi che vedremo in seguito e che quindi non sia una scienza esatta. Preferirei di certo avere a disposizione 20 cardiofrequenzimetri con tanto di GPS ma questo purtroppo (coi tempi che corrono) non mi è possibile. Credo che l’occhio esperto del tecnico possa dare importanti indicazioni per confermare o meno la media dei valori raccolti e credo inoltre (visti i primi dati raccolti con la categ. Giovanissimi Sperimentali) che se i ragazzi debbano “falsificare” i dati lo facciano più verso il basso che non verso l’alto, per far vedere che “sono in forma”, piuttosto che dare un valore alto che potrebbe far fare al tecnico delle valutazioni assai diverse da quelle che pensa il ragazzo

I VANTAGGI

-Il primo importante aspetto (già citato) è l’autovalutazione, molto utile sopratutto coi giovani.
-Il secondo vantaggio, che è poi quello che a me interessa maggiormente, è quello di avere un indicatore sull’intensità della seduta. Mettiamo che voglia impostare una seduta molto intensa e che voglia quindi “caricare”. Al termine della seduta mi accorgo che i valori si discostano dal mio obiettivo, in un senso (troppo bassi) o nell’altro (eccessivo).
Nelle sedute successive potrò quindi avere un indicatore per pianificare in modo migliore la seduta, avvicinandomi maggiormente al mio obiettivo. Questo anche nel caso volessi una seduta di scarico e magari mi ritrovo a fine seduta con valori troppo alti.
E’ quindi utile per valutare l’efficacia della seduta da un punto di vista fisico

-E se sono solo 1 o 2 valori a discostarsi dalla media? Le motivazioni potrebbero essere diverse, come ad esempio

  1. condizione di forma non ottimale rispetto al resto del gruppo. Questo perchè? e’ rientrato in gruppo da poco o ci sono altre ragioni?
  2. condizione psico-fisica non buona. Sopratutto la categoria giovanissimi risente di svariati sbalzi di umore che possono condizionare lo stato di forma dei nostri ragazzi
  3. anche un semplice raffreddore può far cambiare la percezione dello sforzo e quindi ci da la possibilità di indagare su disturbi fisici
  4. condizioni di stanchezza e fiacchezza che potrebbe far pensare a casi di anemia

-Indagare sulla percezione dello sforzo durante la partita. Qui è interessante notare come i valori si discostano in base al ruolo (esterni avranno valori maggiori dei difensori centrali)

-Mettere a confronto i valori di una seduta d’allenamento con quelli di una partita per capire quanto lontani si sta lavorando dall’intensità della gara. Si calcola la percentuale del carico tra il numero di presenti e la si confronta con quella della gara

CONCLUSIONI

Per il primo anno la Scala di Borg entra a far parte della mia metodologia di lavoro. Non mi impiega molto tempo per la raccolta dati e quindi non vedo perchè non portarla avanti per tutta la stagione per avere uno strumento in più per indagare sull’intensità di sedute d’allenamento e gare. Chiaramente non è una scienza e non potrà mai sostituire l’occhio esperto del tecnico

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Credit Immagine: http://www.ilsussidiario.net/img/_THUMBWEB/marchisio_juventus_shakthar_stanchezzaR400_thumb400x275.jpg