Portieri – Attività Agonistica: Allenamento numero 2 Quarto appuntamento, il secondo per quanto riguarda l’attività agonistica, dedicato alla sezione portieri e seguito dall’amico Andrea Brunello,… Continua »

Portieri – Attività Agonistica: Allenamento numero 2

Quarto appuntamento, il secondo per quanto riguarda l’attività agonistica, dedicato alla sezione portieri e seguito dall’amico Andrea Brunello, attuale allenatore del settore giovanile della Spal.

L’esercitazione di oggi è stata proposta, come la precedente, ad un gruppo di Giovanissimi e Allievi (un po’ di tecnica anche ai più grandi non fa mai male).
L’obiettivo dell’esercitazione è la presa in forma statica, ancora la didattica del tuffo rasoterra sia in modo facilitato che in modo dinamico.

Partendo dal presupposto di avere un numero di 3-4 portieri, come si vede in figura ci sono tre file di lavoro: una para, una calcia in presa, l’ultima calcia per
il tuffo.

Nello specifico:

1. Il portiere (A) con palla in mano, dopo aver scavalcato il paletto per far partire l’esercitazione, passa la palla al portiere (B) e esegue un rotolamento sotto l’elastico, andandosi a posizionare (in ginocchio questa volta) in attesa della presa del compagno.

Portieri numero 2 bis

2. Il portiere (B) calcia in presa centrale ad (A) che, con palla in mano e con “passo-spinta” andrà a spingere la palla ferma a terra in direzione del compagno (C) (restituendo il pallone che ha in mano a B);

3. A questo punto (A) si andrà a posizionare all’interno della porta più grande costituita dai coni arancioni in attesa del tiro rasoterra di (C) a fare punto
nella porticina più piccola.

Il cambio dei ruoli avviene in senso orario, cioè chi para va a tirare, chi tira va a fare la presa, chi ha fatto la presa va a parare.
Due-tre cose da puntualizzare:

* il rotolamento all’apparenza può sembrare inutile e noioso ma provate a chiedere a un portiere l’ultima volta che ne ha eseguito uno…ed è comunque coordinazione;

* il fatto di eseguire il gesto tecnico del tuffo da una posizione di partenza in ginocchio, stimola l’ aprire correttamente il piede di spinta (può essere visto anche come un leggero lavoro di forza);

* la componente teorica applicata in forma statica e dinamica costringe il portiere ad adattare il suo bagaglio tecnico-motorio alle varie situazioni;

Le varianti anche qui sono molteplici ma la componente podalica rimane fondamentale, oltre al fatto di dare un compito ad ogni portiere nell’ esercitazione per mantenere sempre viva l’attenzione.

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Credit Immagine: https://soccerelitefa.com/wp-content/uploads/2011/09/DPP_0079-e1372329335891.jpg