Situazioni di gioco semplici: cambiamo le situazioni e gli obiettivi L’esercitazione può essere proposta già a partire dalla scuola calcio e, apportando le giuste varianti,… Continua »

Situazioni di gioco semplici: cambiamo le situazioni e gli obiettivi

L’esercitazione può essere proposta già a partire dalla scuola calcio e, apportando le giuste varianti, può essere utilizzata anche con categorie superiori vista la sua duttilità

Formiamo due squadre e disponiamole sulle due linee di fondo campo. Le dimensioni dovranno variare a seconda del livello tecnico-tattico degli allievi a disposizione (più sono piccoli e più le dimensioni dovranno essere maggiori per aumentare il tempo e lo spazio per le loro giocate) e a seconda degli eventuali obiettivi condizionali che si intendono allenare (con le categorie superiori).

Posizionate le due squadre, numeriamo ogni componente (come nel gioco “bandierina” o “fazzoletto”).
In prossimità delle due linee di fondo campo posizioniamo due rettangoli 4×2 e al suo interno posizioniamo un cono dentro ad un paletto (potremmo mettere solamente il cono ma nel caso il birillo venga colpito il cono si sposterebbe; in questo modo il cono rimane sempre in posizione).

Situazioni di gioco semplici e mutevoli

Il mister chiama un numero e i giocatori corrispondenti corrono nel mezzo per contendersi la palla messa in gioco dal tecnico. L’obiettivo sarà il duello 1c1 per cercare di colpire il cono dell’avversario. Nota: né attaccante né difensore potranno entrare nelle zone delimitate (nei rettangoli).

Fin qui l’esercitazione appare un po’ scontata (anche se già così risulta molto divertente sopratutto per i più piccoli) ma piano piano inseriremo diverse Varianti:

* L’istruttore può mettere in gioco la sfera a parabola. In questo modo svilupperemo la lettura delle traiettorie aeree, il contrasto e la difesa della palla alta e la ricezione.
* L’istruttore può chiamare 2 o 3 numeri per il 2c2 o il 3c3.

* L’istruttore invece di chiamare i numeri può chiamare particolari fisici o di vestiario (“entrano in campo i giocatori con le scarpe gialle” ad esempio). In questo modo si possono generare situazioni di inferiorità e superiorità numerica.

* L’istruttore può aggiungere dei numeri mentre il duello precedente è ancora in corso. Durante un 1c1 può chiamare altri numeri che si aggiungono alla situazione di gioco. Così facendo la situazione cambierà continuamente e si potrà passare velocemente da una situazione di 1c1 (il dribbling è l’unica soluzione) ad una magari di 2c2 (posso chiedere la collaborazione del compagno). Può anche chiamare in gioco magari solo un componente delle 2 squadre per aiutare magari un giocatore in difficoltà (2v1).

* Se la palla esce l’azione può terminare oppure l’istruttore potrà mettere in gioco un altro pallone.

* Una variante che ho inserito e che mi ha dato notevoli risultati è stata quella di cambiare in corsa gli obiettivi. Vedendo magari un 2c2 che “ristagnava” (azione troppo lunga e lenta) ho cambiato l’obiettivo: “si gioca per realizzare un 1-2”. Ecco allora che i ragazzi non dovranno più giocare per colpire il cono avversario ma per realizzare un 1-2 (l’1-2 è valido solo prendendo in mezzo un avversario e solo se il passaggio di ritorno viene fatto di prima intenzione).

* Possiamo inserire altri obiettivi, come una combinazione a 3 giocatori (corto-corto-lungo o tutte le combinazioni possibili sulla figura geometrica del triangolo per es.) o una sovrapposizione, ma è chiaro che questa variante necessità di buone conoscenze tecnico-tattiche da parte degli allievi.

* Si può anche pensare di togliere il cono e sostituirlo con una o due porticine laterali. Il cono però rende l’obiettivo finale (punto) più difficile e quindi i giocatori calciano solo se sono sicuri di colpirlo.

* Possiamo dare continuità al gioco non interrompendolo mai. Quando la palla esce il mister ne mette immediatamente in gioco un’altra e ci sarà sempre almeno un 1c1 all’interno del campo. In sostanza il tecnico non lascerà mai il campo vuoto. Quando chiamerà una coppia ad uscire dal campo si accerterà che all’interno ve ne sia già almeno un’altra. Un esempio: dentro si sta giocando un 2c2 che vede impegnati i numeri 1 e 3. Chiamerà “esce il numero 1”, dentro si continua a giocare l’1c1. In caso di punto il mister introduce nel mezzo un altro pallone. L’unico accorgimento sarà che il mister abbia sempre a disposizione un buon numero di palloni. Attenzione che questa variante diventa utilissima per allenare gli aspetti condizionali.

* Se un allievo ottiene un punto, esce dal campo chiamando un numero che si aggiungerà al gioco. La chiamata del numero passa quindi nelle mani degli allievi.