Es. Tecnico-Motoria: Capacità Cognitive e Ritmizzazione, Controllo e Passaggio

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Esercitazione Tecnico-Motoria: capacità cognitive e ritmizzazione, controllo per il passaggio

Premessa

L’esercitazione non è semplicissima, sia per quel che riguarda l’aspetto tecnico, controllo aereo e passaggio, ma soprattutto per quel che riguarda la parte coordinativa.
Proporrei l’esercizio a partire dall’ultimo anno Pulcini. Con alcuni gruppi si potrebbe provare già dal secondo anno.

Svolgimento

Disponiamo 10-12 cerchi di 3 colori differenti e li disponiamo in modo alternato, senza una sequenza prestabilita. Inoltre non li disponiamo in linea ma sfalsati leggermente a dx e a sx, anche qui senza una sequenza prestabilita.

L’esercitazione quindi prevede:
-saltelli monopodalici col piede dx nei cerchi rossi
-saltelli monopodalici col piede sx nei cerchi blu
-saltelli bipodalici nei cerchi gialli

Es. Tecnico Motoria Capac.Cognitive e Ritmizzazione Controllo e tiro

Osservazione
Possiamo poi invertire le sequenze di colore per non permettere ai ragazzi di schematizzare la sequenza.

All’uscita dai cerchi si entra in rettangolo 5×3 dove l’istruttore invierà palla a parabola.
L’allievo dovrà quindi controllare la palla che arriva con parabola aerea (variare le traiettorie, allenare la lettura delle traiettorie) per poi calciare di precisione in una delle 2 porticine laterali, senza uscire dal rettangolo

Più è alto il livello dei ragazzi maggiori potranno essere le richieste e il carico cognitivo.
Vediamo ora alcuni esempi.

Attenzione però che le ultime sono piuttosto DIFFICILI. Io stesso mi sono dovuto concentrare molto per riuscirci

– rimaniamo sulla sequenza vista in precedenza, rosso piede dx, giallo uniti, blu piede sx. Richiediamo ai ragazzi di battere le mani nei cerchi in cui utilizzeranno il piede sx. Oppure in quelli in cui utilizzeranno il piede dx o ancora in quelli a piedi uniti

– sempre rimanendo sulla sequenza precedente, richiediamo ai ragazzi di battere le mani su ogni cerchio

– sempre rimanendo sulla stessa sequenza, disponiamo 12 cerchi. Chiediamo ai ragazzi di battere le mani sui cerchi multipli di 2, quindi sul secondo, quarto, sesto, ottavo, decimo e dodicesimo. Oppure sui multipli di 3 o di 4. Questa variante vi assicuro che a livello cognitivo ha un carico piuttosto elevato. Con un po’ di esercizio però si vedono velocemente i frutti

– possiamo richiedere agli allievi di controllare il pallone con una parte del corpo specifica (interno, coscia, petto, testa, ecc..). L’importante sarà prestare attenzione al controllo orientato, indirizzando il controllo verso una delle 2 porticine

– possiamo posizionare 2 porticine di 2 colori differenti. Il tecnico, mentre la palla è in aria, suggerisce al ragazzo su quale delle 2 porticine dovrà segnare e di conseguenza su quale orientare il controllo

– alla variante precedente aggiungiamo che l’istruttore, dopo aver inviato palla, alza una casacca colorata associata ad una delle due porticine

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photo credit: KLEB3100 via photopin (license)

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About Author

Diego Franzoso

Franzoso Diego, nato a Rovigo il 15/04/1983. Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dell'Attività Motoria Preventiva e Adattata. Allenatore UEFA B e Istruttore CONI-FIGC. Attualmente allenatore dei Giovanissimi Regionali dell'Hellas Verona.

3 commenti

  1. michele pappalardo on

    Grande Diego….sono bloccato anche per interagire con le pagine di facebook….ne ho fatto troppo uso e mi hanno bloccato…non capisco…ma purtroppo è così….posta tu direttamente sulla pagina GRANDI ALLENATORI… sempre…se ti fa piacere

  2. ciao, bell’ esercizio, complimenti.A parer mio,però il passaggio lo concepisco come espressione comunicativa -tattica ,fra colui che chiude il gesto tecnico (il passaggio) e l’appoggio (colui che riceve la palla e detta i tempi) Così come hai creato l’esercizio, ha poco a che fare con l’espressione del vero gesto tecnico -tattico, che coinvolge più giocatori e deve essere rappresentato con la presenza dell’avversario. Semmai lo considero un esercizio di riscaldamento, di preparazione all’appoggio-passaggio.Ti riconosco che è comunque stimolante e creativo, e sono interessanti le variabili.Se sei d’accordo toglierei la parola passaggio.Il passaggio è un gesto tecnico collaborativo, che deve essere allenato con situazioni reali e vicino alla prestazione.
    Scusa l’introsione, e sinceramente complimenti per l’abnegazione e l’impegno e specialmente per le idee, che ti rassicuro che risultano essere fonte di nuovi stimoli. anche a me (per quel che vale).
    grazie e ciao

  3. Diego Franzoso

    Sono d’accordo con lei mister che il passaggio è comunicazione e la comunicazione, intesa come passaggio, è tra 2 persone. Quindi su questo le do assolutamente ragione ma ne ero consapevole durante la stesura dell’articolo. Quel “passaggio” nella porticina potrebbe essere inteso come tiro di precisione ma non mi suona bene nemmeno così. Mi piaceva l’idea di mettere a terra palla e di giocarla immediatamente. Al posto della porticina ci potrebbe allora essere un compagno e chi riceve palla poi si porta in fila. Chi effettua il passaggio prende il posto del compagno.

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