Partita a pressione: scalate in avanti e ricerca dell’anticipo
Nell’articolo di oggi vediamo un’esercitazione rivolta a tutte le categorie dell’attività agonistica, dai Giovanissimi agli adulti.
Si tratta di quelle che mi piace catalogare alla voce “partite a pressione”, ossia esercitazioni il cui focus è incentrato all’osservanza e all’emergenza di tutti quei comportamenti collettivi e individuali in fase di non possesso.
La proposta è a mio avviso completa, coniugando finalità tecnico-tattiche con quelle condizionali. Per promuovere la struttura fisica sarà tuttavia necessario tener conto del numero di giocatori impiegati, delle dimensioni del campo di gioco, dei tempi di lavoro e di recupero, del numero di ripetizioni, ecc.
Trattandosi poi di partite a tema, sono in genere esercitazioni particolarmente gradite dai giocatori, il che aumenta il coinvolgimento e la partecipazione emotiva da parte di tutto il gruppo.
Formiamo due squadre. In figura sono state predisposte due compagini da 10 elementi quella rossa e da 9 quella blu, ipotizzando di avere a disposizione un solo portiere. Anche il sistema di gioco scelto potrà prevedere varianti differenti; nel nostro caso lavoreremo sulla base del 3.5.2 (senza uno dei tre centrocampisti).
Il campo di gioco, di dimensioni variabili, viene diviso in due corridoi laterali e una zona centrale più grande. Al centro del campo delimitiamo un quadrato 4×4.
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