“Ampiezza Relativa”: Ordine Caotico, di Alessandro Vittorio Formisano

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Nel gioco quasi ogni sviluppo è determinato dal caos, dalla sua comprensione, dalla sua
gestione.

Il Caos attrae a sé le cose in un ordine invisibile, mostrandoci soltanto alcune delle possibilità del disordine. Legare etimologicamente il termine caos alla casualità è sbagliato (specialmente nel gioco del calcio), in quanto i processi caotici sono in grado di creare sistemi e strutture complesse senza alcuna casualità; l’ordine ed il ciclo del gioco nascono dal caos stesso. In ogni situazione. Si manifestano prevalentemente nelle Transizioni ma mettendo bene a fuoco riusciamo a trovarlo in ogni momento della gara.

Morin ci dice che tutto ciò che è fisico, dagli atomi agli astri, dai batteri gli uomini, ha bisogno del disordine per organizzarsi, per diventare sistema. Aggiungiamoci i calciatori e di conseguenza la squadra.

L’organizzazione permette la nascita nello spazio e nel tempo di una realtà nuova, di un sistema. Nel calcio senza il disordine non si avrebbe la necessità di ricercare i principi per un’organizzazione che possa costruire il modello di gioco.

Perché molti allenatori sono ossessionati dal controllo? Perché da sempre si cerca di intrappolare il gioco, le scelte collettive ed individuali in un ordine prestabilito che spesso parte dall’ordine stesso? Semplicemente perché si ha paura del caos e di tutto quello che erroneamente viene definito incertezza. Non si tratta solo di cercare di fare le cose sempre in modo “calcolato”, attraverso le regole, le programmazioni e gli schemi accurati e ripetitivi, ma anche di voler a tutti i costi sorvegliare o “guidare” le azioni dei propri calciatori per il proprio tornaconto.

Ed è proprio in questo ballo delle incertezze che nasce la figura dell’allenatore ossessionato dalle sue stesse manie di controllo. Schemi ovunque, per forza, visti e rivisti, ma che puntualmente restano solo nella sua testa, in una solitudine fredda come il ghiaccio. Si, perché il calciatore che impara a memoria uno schema in una qualsiasi fase del gioco non lo interiorizzerà mai, perché ciò che non nasce dalle nostre scelte non sarà mai realmente nostro.

[..] perché ciò che non nasce dalle nostre scelte non sarà mai realmente nostro.

Le interrogazioni a scuola e gli esami all’università che ricordiamo di meno in futuro, sono quelli che abbiamo imparato a memoria, spesso senza comprendere davvero, è sempre così.

Mi rendo conto che fino a questo punto il discorso può sembrare astratto, ma se riusciamo a rompere il muro dell’apparenza possiamo avvicinarci alla comprensione di un processo complesso ed unico. L’accettazione del caos come parte fondamentale del gioco.

Esistono due strade: la prima porta l’allenatore ad identificare il caos come il caso (spesso definito sfortuna) e quindi a creare enormi strutture ordinate che possano evitare che il gioco sfugga dal suo controllo, ed insieme al gioco anche il risultato. La seconda porta l’allenatore alla comprensione del caos ed alla costruzione di un’identità che possa controllarlo, gestirlo ed ordinarlo senza l’ossessione del risultato.

Ieri ho letto una dichiarazione di Roberto De Zerbi che mi ha colpito moltissimo e sulla quale
tutti noi dovremmo riflettere, tecnici e non:

“Se dovessi dare tutto quello che do solo per il risultato sarei un coglione”.

Roberto De Zerbi

In quel tutto quello che do è racchiusa la figura di una allenatore disposto a mettere in gioco se stesso, le sue idee e soprattutto disposto ad accettare la natura del gioco, per quella che è, non per quella che vorrebbe fosse.

Folle far dipendere tutto dal risultato continuerei. Perché la costruzione e l’evoluzione di una squadra sono parte di un processo che comprende Infiniti aspetti, dalle relazioni, al modello, dalla gestione del caos a quella delle difficoltà, dal bisogno di un’identità, alla metodologia di allenamento.

Ogni aspetto ha la sua importanza, e far si che un risultato possa spazzare tutto via con un soffio, distrugge il senso del gioco nella sua interezza.

Eppure esiste ancora qualcuno che tende a minimizzare la complessità del gioco riducendo tutto a considerazione da bar, sono le stesse persone che dopo una sconfitta meritata parlano di condizione fisica, di sfortuna e di numeri…

 

Credit Immagine: https://www.aforismario.net/2015/10/frasi-caos.html

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About Author

Alessandro Vittorio Formisano

Alessandro Vittorio Formisano. 28 anni e sentirli. Allenatore UEFA B - Under 16 Benevento Calcio. Da sempre alla ricerca del senso nascosto di ogni cosa. La cura del dettaglio e la curiosità mi hanno spinto a mettermi in gioco al servizio dei giovani. Odio i compromessi e gli obblighi. Sono convinto che il gioco sia libero per natura. https://www.potentialfit.it/sport/

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