Allenare alla difficoltà nella Scuola Calcio: corri ad aiutare il compagno
Nell’articolo di oggi vediamo la seconda esercitazione del collega Luca Fattore, tecnico dell’U12 dell’Academy SVS. Quando Luca mi ha presentato questa serie di proposte gli ho chiesto di poterle condividere perché le ritengo davvero interessanti e pertinenti per far fronte alle criticità che abbiamo riscontrato sul campo con la sua squadra (Esordienti primo anno) nel corso di una delle recenti partite di campionato.
Il problema nasce dalle evidenti criticità nell’essere squadra, con una serie di comportamenti alquanto spiacevoli tra i vari componenti della rosa. Ne cito giusto alcuni per rendere l’idea:
✔️ giocatori che in fase di non possesso camminano per la maggior parte del tempo
✔️ giocatori che perdono palla e si fermano
✔️ giocatore che ogni volta che riceve palla prova il “numeretto” fine a sé stesso; esito quasi sempre negativo, palla persa, avversari che ripartono e lui torna camminando
✔️ si accusa e si rimarca l’errore del compagno con frasi davvero spiacevoli (“te pensa a segnare”, “vieni tu allora in porta”, ecc.), soprattutto in virtù dell’età degli allievi
✔️ pigrizia generale a correre all’indietro
Parlandone insieme a fine gara ho evidenziato a Luca come in questo momento della stagione ritenessi fosse più utile concentrarsi sulla coesione/unione tra i vari elementi piuttosto che su finalità tecnico-tattiche; l’essere Squadra permette infatti di colmare disparità di valori con avversari anche più quotati. Luca, allenatore alla prima esperienza ma decisamente sveglio e in gamba, ha colto il consiglio e ha ideato una serie di proposte che mi hanno convinto per originalità e per le regole di provocazione che ha inserito. Quella che ora vedremo è una di queste.
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