“Coaching Mentale ed Emotivo”: Approccio alla Prestazione, di Giampaolo Runello

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“Coaching Mentale ed Emotivo”: Approccio alla Prestazione

Buongiorno a tutti!

In questo nuovo appuntamento della rubrica vediamo insieme uno degli aspetti più importanti in ambito sportivo e calcistico. Ci occupiamo di quello che riguarda il cosiddetto approccio alla gara o approccio alla prestazione.

Ogni atleta è una persona, un individuo unico dotato di proprie caratteristiche personali e caratteriali. Questo è un concetto troppo spesso trascurato, a cui non viene dato il giusto peso e valore.

Abbiamo già trattato in un precedente articolo, la differenza tra gruppo e squadra. Qui, vorrei soffermarmi più sugli aspetti del singolo giocatore.

È assolutamente lecito, normale e comprensibile da parte degli allenatori, preoccuparsi di preparare e predisporre la squadra, nel suo complesso, alla miglior prestazione possibile. Sono convinto che si debba ragionare sempre, negli aspetti positivi e meno positivi, in ottica di squadra. Ma non dimentichiamoci mai che la squadra è composta da persone uniche nella loro diversità. Può essere fuorviante e poco funzionale, pensare che la squadra sia un “blocco umano omogeneo”.

In tema di approccio alla prestazione quindi, pensare che tutti i membri di una squadra siano tenuti a rispondere agli stimoli interni ed esterni ai quali sono sottoposti tutti nella stessa identica maniera, è un presupposto pericoloso.

Diversi sono gli elementi che entrano in gioco quando parliamo di prestazione e approccio alla prestazione. I più importanti da tenere conto sono gli stimoli intrinseci e gli stimoli estrinseci.

Per stimoli intrinseci, intendiamo quegli stimoli che riguardano il compiere una specifica attività. In questo caso, l’attività sportiva e calcistica.

Sono esempi di stimoli intrinseci: il piacere, la gratificazione, la passione nel farla e portarla avanti solo per sé, indipendentemente dal risultato che si può ottenere e raggiungere.

Con stimoli estrinseci, ci riferiamo a quegli stimoli riguardanti uno scopo per cui viene fatta un’attività specifica.

Esempi di stimoli estrinseci: il premio, il trofeo, la ricompensa, tutto quello che è strettamente legato ad un risultato da ottenere e raggiungere.

Correlato al tema della differenziazione degli stimoli, è il tema degli obiettivi. Svolgere un’attività, qualsiasi natura essa abbia, significa porsi degli obiettivi. Inoltre, porsi degli obiettivi è sempre un bene per la crescita ed il miglioramento del singolo individuo.

A patto che gli obiettivi vengano definiti nel modo giusto. Esistono tipologie diverse di obiettivi.

Le due più importanti sono: obiettivi di prestazione obiettivi di risultato.

Gli obiettivi di prestazione si concentrano sul miglioramento della prestazione o performance. Sono obiettivi che tendono ad essere molto più flessibili e sono sotto il nostro controllo diretto, perché riguardano le nostre azioni.

Esempi di obiettivi di prestazione sono: quante volte alla settimana mi alleno per la partita del sabato o della domenica?

Gli obiettivi di risultato si caratterizzano per essere frutto della combinazione data dalla prestazione di un soggetto e dalla reazione del contesto alla prestazione di quel soggetto.

Per esempio, vincere una partita dipende dal proprio livello di prestazione ma anche da quello dell’avversario.

Quindi, gli obiettivi di risultato non sono totalmente sotto il nostro controllo diretto, perché dipendenti in parte dalle nostre azioni ed in parte dall’azione del contesto.

Questi aspetti sono da tenere in considerazione perché quanto più ci focalizziamo su quello che dipende totalmente dal nostro controllo, tanto più aumentiamo la possibilità di raggiungere un obiettivo che desideriamo.

Ovvero, quanto meglio ci prepariamo dandoci dei corretti obiettivi di prestazione (per esempio allenare e migliorare un nostro aspetto mentale, fisico, atletico, tecnico o tattico in cui siamo poco efficaci), tanto più potremo aumentare la possibilità di raggiungere un obiettivo di risultato (vincere una partita, dieci partite o il campionato).

Focalizzarsi e concentrarsi solo ed esclusivamente su obiettivi di risultato, non fa altro che aumentare il rischio di subire il contesto, facendoci entrare in uno stato ansioso e di stress, nemico della prestazione ottimale, allontanandoci progressivamente dall’obiettivo che tanto desideriamo raggiungere.

Uno dei casi emblematici, in cui può verificarsi questa situazione, è quando un giocatore subentra a partita in corso dalla panchina. Il giocatore, escluso in partenza dagli undici titolari, si ritrova in campo, magari in situazione di punteggio non proprio favorevole per la propria squadra.

Inconsciamente, potrà sentire su di lui la pressione di essere stato fatto entrare in partita proprio con lo scopo di rimediare alla situazione sfavorevole di punteggio. Potrà crearsi nella sua testa un obiettivo di risultato.

Potrà sentire, paradossalmente, molto di più il peso emotivo della situazione, rispetto magari agli altri suoi compagni che sono in campo dall’inizio della partita. Con il rischio di giocare in uno stato emotivo di ansia, paura e stress, e non offrire una prestazione efficace né per sé, né per la squadra. Dando la sensazione all’esterno di non dare nulla quelle volte che viene “chiamato in causa”.

  • Come si può gestire questo tipo di situazione?

Diventa fondamentale trasmettere ai singoli giocatori il concetto che la miglior prestazione sportiva la si può ottenere quando si è in uno stato d’animo di “centratura” su di sé.

Focalizzando e concentrando la propria attenzione su quello che si può controllare: le proprie azioni. Definendo specifici obiettivi di prestazione.

Allenando i giocatori a dirigere l’attenzione sugli stimoli intrinseci dell’attività calcistica: il piacere e la passione di giocare; il desiderio e la voglia di migliorare; la felicità di giocare per sé; la gratificazione personale; la voglia di aiutare sé e i compagni.

 

 

Credit Immagine: https://www.pianetamilan.it

 

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About Author

Giampaolo Runello

Giampaolo Runello, nato il 6 luglio 1982 a Genova. Coach Umanista diplomato presso la Scuola di Coaching Umanistico diretta dal Dott. Luca Stanchieri. Appassionato di calcio, allenamento del talento e Fondatore di Potential Fit, un Team di Coach operante in ambito sport e business. https://www.potentialfit.it/sport/

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