“Coaching Mentale ed Emotivo”: Tecniche per Migliorare la Prestazione, di Giampaolo Runello

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“Coaching Mentale ed Emotivo”: Tecniche per Migliorare la Prestazione

Buongiorno a tutti.

In questo terzo appuntamento vi parlerò di tre tecniche di Coaching Mentale che potete trasmettere ai vostri calciatori, o che potete utilizzare voi stessi, per migliorare da subito l’andamento della prestazione.

  1. Intervieni sulla Fisiologia (movimenti – postura – respirazione)

La fisiologia è direttamente collegata ai nostri stati d’animo quindi dobbiamo capire come ci muoviamo e come questo è collegato alle sensazioni che proviamo.

Quello che ti invito a fare è diventare consapevole di come sei quando rendi al tuo meglio e come sei quando vai sotto stress.

Non vedrai mai una persona fiduciosa e sicura camminare gobba e una persona depressa camminare bella dritta sulla schiena e sorridente.

Se comprendi come i nostri stati d’animo influenzino la nostra fisiologia, sappi che la cosa funziona anche al contrario quindi è anche l’uso del corpo che influenza lo stato d’animo.

Quello che dobbiamo fare è “agire come se”:

  • Pensa a come dovresti essere a livello fisico prima, durante e dopo la gara;
  • Esercitati a ricreare questa situazione.

Alzati in piedi e prova a tornare con la mente a un momento in cui ti sei sentito particolarmente sereno. Quindi tira un respiro profondo e cerca di ricreare questa sensazione di serenità dentro di te.

Esercitati a usare la tua fisiologia per “agire come se”.

Se il giorno prima della gara sei teso e nervoso, invece che iniziare a dirti “devo fare questo”, “devo fare quello”, prova a riprodurre dal punto di vista fisico, la postura di quando sei rilassato e concentrato sull’obiettivo, senza pensare a nient’altro.

La maggior parte degli atleti quando va sotto stress tende ad andare in apnea e a respirare molto meno e, respirando molto meno, contrae il diaframma e crea tensione nel corpo.

Quindi un’altra cosa che puoi fare è esercitarti a respirare in maniera più profonda. Rilassi il diaframma, ossigena il cervello e riproponi la respirazione di una persona in uno stato psicologico di serenità.

Inoltre quanto più lo fai, tanto più questo avviene in maniera naturale, anche quando non ci pensi, proprio come un allenamento fisico.

  1. Migliora il Dialogo Interno

Per migliorare il proprio dialogo interno due tra le cose principali da fare sono:

  • Modificare il linguaggio specifico;
  • Smettere di “etichettare” negativamente le situazioni difficili.

Linguaggio specifico

È importante stare attenti al linguaggio che utilizziamo perché le parole definiscono le esperienze.

Se sono in difficoltà è più funzionale dire a me stesso “sono in un momento dove è importante dare il meglio di me” piuttosto che “sono nei guai!”. Sono modi di comunicare completamente diversi e che generano quindi sensazioni e di conseguenza risultati completamente differenti.

“Etichettare” le situazioni

Le etichette che appiccichiamo e le parole che utilizziamo per descrivere le situazioni o i pensieri, sono gli stessi che creano delle condizioni e delle credenze che per noi sono fondamentali.

Per esempio: definire la squadra che dovrai affrontare la settimana prossima “una squadra imbattibile”, la renderà imbattibile nella tua testa e, molto probabilmente, la renderà imbattibile anche nella realtà. Cosi facendo, senza accorgertene, crei un’immagine anticipata di quello che può accadere.

In realtà nessuna squadra è imbattibile, ma il definire “imbattibile” o “insuperabile” qualcosa, spesso lo rende davvero tale.

Se impari a comunicare con te stesso e a usare le giuste parole, le giuste frasi, crei già i presupposti per fare in modo che la tua percezione della realtà si concretizzi.

Infatti, la comunicazione insicura crea e porta insicurezza, e così come quando senti parlare qualcuno in modo incerto o insicuro fai fatica a fidarti, allo stesso modo funziona con te stesso.

È molto diverso dire “non voglio più sbagliare” da “voglio farlo in questo modo”.

  1. Focalizzati su ciò che stai facendo

La cosa davvero fondamentale da fare è quindi correggere il proprio dialogo interiore. Uno degli elementi più importanti sono le domande che ci facciamo, perché sono quelle che dirigono la nostra attenzione.

Una domanda come “e se sbaglio?” ci farà immediatamente focalizzare sul possibile errore e genererà automaticamente dubbio, tensione e insicurezza.

Rendersene conto e passare da “e se sbaglio?” al dire a se stessi “beh, ci può anche stare di sbagliare, ma ciò che voglio fare è…” e rifocalizzarsi sul giusto gesto tecnico o sul risultato che si vuole ottenere con quell’azione, corrisponde a riposizionare la mente sul presente e su ciò che deve essere fatto per ottenere la migliore prestazione.

Infatti le domande che poni a te stesso devono spostare il tuo focus sul “qui e adesso”, su quello che sta accadendo nel presente e non sulle probabilità di sbagliare o sugli errori già commessi.

Tirare un calcio di rigore, per esempio, è uno dei gesti tecnici più semplici che un calciatore possa trovarsi a compiere. Eppure, in molti lo sbagliano (a volte anche i più grandi fuoriclasse), proprio perché è una delle situazioni più difficili da gestire emotivamente e mentalmente.

Quindi, nel momento in cui inizi a pensare di sbagliare, inizi ad aver paura di compiere un gesto tecnico, di deludere il tuo allenatore, di fare una brutta figura davanti al pubblico, di essere deriso dagli avversari, automaticamente (senza che tu te ne accorga) cominci a mettere in atto quei processi mentali che molto probabilmente renderanno reali le tue paure.

Quello che è meglio fare quindi, è rimanere focalizzati su ciò che vogliamo.

Capita spesso, anche in gara, che quando commetti un errore in un particolare momento, quell’errore ti accompagni poi durante tutta la prestazione, diventando più grande di quello che è e, di conseguenza, in grado di condizionare l’esito della gara.

Queste sono tre semplici strategie utili ed efficaci con le quali potete predisporre la vostra mente, quella dei calciatori e della vostra squadra alla prestazione ottimale per sviluppare la forza mentale.

 

Credit Immagine: https://bestfreephotos.eu/sergio-ramos-2018-wallpaper-82-images.html

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About Author

Giampaolo Runello

Giampaolo Runello, nato il 6 luglio 1982 a Genova. Coach Umanista diplomato presso la Scuola di Coaching Umanistico diretta dal Dott. Luca Stanchieri. Appassionato di calcio, allenamento del talento e Fondatore di Potential Fit, un Team di Coach operante in ambito sport e business.

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