Functional Play: “The playmaker, who is?”, di Stefano Cassani e Facundo Styk

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Una delle variabili più dinamiche nel calcio attuale è sicuramente il  “playmaker”, o come viene chiamato dalla scuola scuola spagnola “cerebro” . A differenza degli altri ruoli funzionali trattati nei precedenti articoli, abbiamo preferito non specificare quale ruolo originariamente statico andremo ad osservare, poiché questa funzione oramai non è più identificabile da una ubicazione sul campo.

Il compito di dettare i tempi del gioco è stato affidato al mediano per diversi decenni; molto probabilmente trova uno dei suoi massimi esponenti in Pep Guardiola, mediano catalano del dream team di Johan Crujiff di inizio anni ’90.

In Italia ne ha narrato le gesta anche Ligabue, nella celebre canzone "Una vita da mediano". Un ruolo che per molto tempo è stato visto e interpretato per di più di rottura, fino a quando Carlo Mazzone decise di arretrare davanti alla difesa un trequartista di qualità, regalandoci uno dei gol più belli visti in serie A: lancio di Andrea Pirlo per Baggio a tu per tu con Van Der Sar, allo stadio Delle Alpi. La magia che ne seguì, come si suol dire, è storia.

Un’altra icona di questo ruolo è sicuramente Sergio Busquets, che ha reso celebre un comportamento diventato un must, la “Salida Lavolpiana” (prende il nome dal tecnico Ricardo La Volpe, allenatore argentino diventato celebre nel campionato messicano e poi con la nazionale tricolore). Ciò prevedeva l’abbassamento del mediano fra i due difensori centrali che si allargavano, facendo alzare i due esterni difensivi e disponendo di un giocatore abile ad impostare fin dall’inizio dell’azione.

Nell’ultimo decennio questo ruolo - che come detto consisteva nell’identificazione del mediano a cui affidare la palla per costruire l’azione offensiva - è mutato, iniziando, come per gli altri ruoli che abbiamo osservato in questa rubrica, a venire considerato un compito da svolgere, indipendentemente dal ruolo statico iniziale del giocatore.

Come abbiamo già scritto più volte, non crediamo nell’individuazione di un compito e, identificare un playmaker nel gioco attuale, è assolutamente fuori luogo. L’articolo di oggi è una provocazione e un'analisi di come un ruolo standardizzato sia cambiato nel corso dell’ultimo decennio.

Pensiamo che il ruolo del “playmaker” sia cambiato così tanto da non avere più un ruolo di partenza identificativo e nemmeno un'ubicazione standard sul terreno di gioco. Il ruolo non ha più significato e la dinamicità del gioco porta i giocatori ad assumere funzioni diverse nell’arco della stessa azione.

Andiamo a vedere alcuni esempi di come la liquidità dello scaglionamento sul campo sposti diversi giocatori nella funzione di attrattore oltre la prima linea di pressione avversaria.

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About Author

Stefano Cassani Facundo Styk

Stefano Cassani, nato a Faenza, classe 1989; Allenatore Uefa B. Ha allenato nei settori giovanili di alcune società romagnole, quali Ac Solarolo e Fc Sparta-Castelbolognese. Collaboratore tecnico al Cesena con le categorie pulcini, esordienti e Under 17 A e B. Per diverse stagioni ha allenato nel settore giovanile del Ravenna Fc. Attualmente allenatore degli Allievi Nazionali under 16 dell'Alma Fano Juventus. Facundo Styk, nato a Buenos Aires, classe 1993. Laurea Triennale in Scienze della Comunicazione. Allenatore UEFA B and Head of Match Analysis Department Malta Football Association