Agnelli: “Dagli Under 8 in su l’obiettivo della Juve è quello di vincere” – Ecco cosa ne Penso!

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Agnelli: “Dagli Under 8 in su l’obiettivo della Juve è quello di vincere”

Chi mi segue da qualche anno sulla pagina Facebook di Ideacalcio sa che spesso abbiamo dibattuto, insieme, argomenti d’attualità o dichiarazioni che suscitano scalpore, ma mai, come questa volta, la Community si è divisa.

L’argomento di discussione sono state questa volta le parole di Andrea Agnelli:

“Deve essere chiaro che, dagli Under 8 in su, l’obiettivo della Juve è quello di vincere”

Nel dibattito che ne è emerso su Facebook gli utenti si sono completamenti divisi.

Da una parte i favorevoli, dall’altra i contrari.

Tra le motivazioni dei contrari (offese a parte che, come avevo preannunciato, sarebbero state rimosse) c’è chi dice che questa chiave di lettura sia uno dei principali motivi della situazione fallimentare del calcio Italiano. Altri fan notare che oltre a Marchisio (Kean aggiungo io) la Juventus non abbia portato altri prodotti del settore giovanile in prima squadra.

Credit Immagine: https://www.ilsussidiario.net

C’è chi sostiene inoltre che questa ricerca ossessiva e prematura della vittoria porti molti giovani ad allontanarsi precocemente dallo sport e che alla lunga crei una cultura del risultato assolutamente sbagliata.

C’è poi chi fa distinzione tra realtà professionistiche e dilettantistiche anche se, a dire il vero, Agnelli nelle sue dichiarazioni dice “[..] l’obiettivo della Juventus è..“, non facendone quindi un discorso generalizzato.

Altri sottolineano come, in seguito ad affiliazioni o corsi d’aggiornamento, siano a conoscenza delle linee guida del settore giovanile della Juventus e di come queste dichiarazioni non corrispondano in realtà al vero.

Cosa ne penso io??

Ancora una volta inizio col citare il compianto J.Wooden, (articolo che potete trovare a questo Link):

“Solo tu sotto la doccia sai se hai vinto o hai perso. Se hai dato tutto hai vinto, se non hai dato tutto hai perso. Il tabellone è un’altra cosa”

Credo che il dibattito nasca dalla differenza che ognuno di noi da al significato della parola VINCERE.

Personalmente non ci vedo nulla di sbagliato nel far capire ad un bambino che l’importante è dare il massimo, divertendosi, rispettando l’avversario dando tutto te stesso fino all’ultimo secondo di gara.

Nessun bambino infatti, come han sottolineato in diversi, va in campo per perdere. I bambini, ma come ogni essere umano in fondo, vogliono vincere; sia che si tratti della partita di pallone sia che stiano giocando ai videogiochi con gli amici.

A parer mio il problema nasce quando si confonde la ricerca della vittoria dando il massimo di sé stessi, giocando nel rispetto delle regole, dei compagni e dell’avversario, con la ricerca della vittoria a tutti i costi.  In quel caso allora NO, NON CI STO!!

Ma allora la domanda che vi faccio ora è un’altra.

Di fronte ad una squadra che scende in campo ricercando la vittoria a tutti i costi, la colpa è dei bambini o dell’allenatore? 

(si parla in questo caso di bambini ma il discorso potrebbe essere tranquillamente trasferito ad ogni categoria)

A voi il giudizio..

Credit Immagine: http://www.juventus.com/it/news/news/2017/a–jacademy–la-carica-dei-40-bimbi-.php

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About Author

Diego Franzoso

Franzoso Diego, nato a Rovigo il 15/04/1983. Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dell'Attività Motoria Preventiva e Adattata. Allenatore UEFA B e Istruttore CONI-FIGC. Attualmente allenatore dei Giovanissimi Regionali dell'Hellas Verona.

2 commenti

  1. Avatar
    Giovann Di Martino on

    Ottima posizione, meno male che ci sono allenatori delle giovanili che ragionano.
    Boniperti è stato un grande presidente, ma quella frase su vincere unica cosa che conta è infelice e sbagliata.
    Io ho sempre rifiutato di allenare giovanili (oltre che per la difficoltà di insegnare ai ragazzi gesti che neanche io avevo così bene imparato da calciatore), proprio per non dover parlare non dico di vittorie, ma proprio di risultati. Ovvio che poi in prima squadra ti arrivano giocatori che non sanno fermare il pallone, colpire di testa e marcare un attaccante.
    E il discorso, purtroppo, è invece generalizzato eccome, perché, ci piaccia o no, Agnelli ragiona in quel modo distorto, eppure guida la società più professionalmente matura del nostro calcio, così matura secondo me da sapere quello che fa nel prendere un Sarri, che poi dovrà difendere così come non ha fatto con gli altri zonisti (Maifredi, Ancelotti, Del Neri…Allegri è un discorso a parte perché si difende da sé).
    Aggiungo che il Torino, fino alla disastrosa presidenza Calleri che ha smantellato tutto, era invece organizzata in base a principi opposti, e spendeva un sacco di soldi per pagare in regola osservatori ed allenatori dei bambini, i risultati delle giovanili arrivavano da sé, senza parole d’ordine industriali.

    Ciao Diego, e complimenti.

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