Da Verona a Dubai – Quante cose sono Cambiate, di Francesco Tramarin

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Da Verona a Dubai – Quante cose sono Cambiate

Da Novembre a Febbraio quante sono cambiate a Dubai – Numeri impressionanti, novità e vita di tutti i giorni

Buongiorno a tutti, in questo secondo articolo vi racconterò in breve come sta continuando la mia esperienza negli Emirati Arabi. Dall’uscita del primo articolo sono già passati cinque mesi ed oltre ad essermi ambientato molto velocemente, devo dire che le cose stanno andando “fortunatamente” molto bene.

La difficoltà più grande rimane a tuttora la lingua; riesco a farmi capire abbastanza bene ma a volte faccio ancora molta fatica a comprendere dialoghi molti lunghi. Qui tutti parlano inglese, perfino sui cartelli stradali viene utilizzata prima la lingua anglosassone che quella araba. I ragazzini sul campo sono i miei migliori maestri in quanto usano un inglese molto semplice. Condurre un allenamento con efficacia non è poi così difficile grazie alle dimostrazioni e all’utilizzo di un inglese col quale riesco comunque a trasferire le corrette informazioni. La cosa migliore sarebbe quella di poter frequentare una scuola inglese ma questo è impossibile, in quanto tutto il giorno (10-12 ore) e 6 giorni su 7 sono impegnato sul campo; in alternativa sto cercando il più possibile di studiarlo a casa alla sera, ascoltando e traducendo musica o serie tv in inglese.

Numeri e novità

All’interno di questo articolo cercherò di elencarvi gli aspetti che sono migliorati e le novità che ci sono state da Novembre ad oggi, terminando parlandovi della vita di tutti i giorni.

Ad Ottobre vi avevo lasciato dicendo che uno dei problemi principali era il gran caldo e l’alto tasso di umidità che incidevano molto sulla metodologia da allenamento. Da Novembre le condizioni atmosferiche sono decisamente migliorate (ideali per giocare a calcio), con un massimo 28 gradi durante il giorno – con assenza di umidità – e una minima di 15-16 gradi la sera. Fino a fine Marzo la temperatura dovrebbe essere questa, permettendoci di aumentare molto l’intensità durante gli allenamenti, ridurre le pause e di conseguenza la mole di minuti d’allenamento.

Piccola parentesi. Tra gennaio e febbraio, in almeno quattro occasioni, il forte vento ha causato non pochi disagi, alzando talmente tanta sabbia da rendere difficoltosa la visibilità e il regolare svolgimento della seduta d’allenamento.

Ad Ottobre eravamo presenti in sette centri sportivi diversi (Sharjah, Dubai, Ajaman) con circa 450 ragazzi. Ad oggi i numeri dei tesserati e le strutture sono queste:

  • LUOGO: AL QUSAIS (Dubai)

Giorni d’allenamento: Giovedì, Venerdì, Sabato

Orario d’allenamento: 17:00-18:30 (Normal) 19:00-20:30 (Elite’)

Tesserati: 190 Normal players, 40 Elite Player (U6, U8, U10) TOT: 230

 

  • LUOGO: JADAF (Dubai)

Giorni d’allenamento: Venerdì, Sabato

Orario d’allenamento: 17:00-18:30 (Normal) 19:00-20:30 (Elite’)

Tesserati: 88 Normal players , 92 Elite Player  (U12, U14, U16) TOT: 180

 

 

  • LUOGO: WANDERERS CLUB (Sharjah)

Giorni d’allenamento: Venerdì, Sabato

Orario d’allenamento: Mattina 07:00-08:30

Tesserati: 20

 

  • LUOGO: QASBA (Sharjah)

Giorni d’allenamenti: Domenica, Martedì

Orario d’allenamenti: 17:30-19:00, 19:00-20.30

Tesserati: 120 (divisi in due gruppi: fino U10 prima fascia oraria)

 

  • LUOGO: AL NAHDA (Sharjah)

Giorni d’allenamenti: Lunedì, Mercoledì

Orari d’allenamento: 17:30-19:00

Tesserati: 76

 

  • LUOGO: MUWEILA (Sharjah)

Giorni d’allenamento: Venerdì, Sabato

Orari d’allenamento: Mattina: 07:00-08:30 Pomeriggio: 17.00-18:30

Tesserati: 74

 

  • LUOGO: AJMAN

Giorni d’allenamento: Venerdì, Sabato

Orari d’allenamento: Mattina: 07:00-08:30

Tesserati: 42

  • LUOGO: UMM AL QWAIN

Giorni d’allenamento: Domenica, Martedì

Orari d’allenamento: 18:00-19:30

Tesserati: 30

 

Riassumendo, ad oggi sono più di 750 i giocatori iscritti (numeri impressionanti) nei vari centri, con la presenza di 22 allenatori. Siamo presenti in otto località diverse grazie all’apertura (avvenuta a Novembre) di un nuovo centro sportivo ad Umm al Quwain (quarto emirato). L’apertura di questo centro è avvenuta con una grande manifestazione (circa duecento persone), dove sono stati svolti due allenamenti dimostrativi, una partita mista tra genitori e ragazzi, per poi chiudere la giornata con lotteria e cena tutti assieme. Prossimamente ci sarà l’apertura di un nono centro sportivo a Dubai, vicino al famoso Burja Khalifa. A quanto pare la società vuole arrivare a 10 centri sportivi per i 10 anni dell’accademy (nata nel 2010).

Il vero problema, con un numero così elevato di tesserati, ora sono gli spazi per allenarsi. A volte ci si ritrova con quasi sessanta ragazzi da gestire in un campo da calcetto.

A Marzo verrà aperto il decimo centro sportivo in India. Nel prossimo articolo vi parlerò proprio dell’esperienza che andrò a fare in India, nella nuova struttura che verrà chiamata:  “IL CALCIO“.

 

Vi racconto un piccolo aneddoto sul nome di questo centro sportivo (Il Calcio). Una mattina di inizio Febbraio mi scrive il mio presidente: “Buongiorno Francesco, tu e altri due coaches andrete in India a fine Marzo per l’inaugurazione del nuovo centro sportivo, divulgando la metodologia d’allenamento ai vari coaches presenti sul posto (precisamente in Kerala nel sud dell’India). Mi puoi dire come si traduce The football in italiano?”. Io rispondo semplicemente: “Il Calcio”. All’inizio non capivo cosa potesse centrare la domanda con l’apertura del nuovo centro, ma dopo una settimana arrivo in ufficio e mi mostra questo…

Il nuovo centro sportivo verrà chiamato ‘Il Calcio”. Questo episodio mi ha reso fiero ed orgoglioso di portare il nostro nome in India e allo stesso tempo mi ha fatto capire ancor di più quanto loro ci credano e tengano a noi; sia per la nostra storia calcistica ma soprattutto per aver sposato in pieno la nostra metodologia d’allenamento (Italian soccer style).

Tornando alle cose che sono migliorate, ad Ottobre vi avevo raccontato che i giocatori Élite hanno la fortuna di partecipare a molti tornei svolgendo almeno una partita a settimana in giro per gli emirati, mentre i giocatori non élite praticano solo ed esclusivamente allenamenti.

Grazie a continui confronti tra lo staff, sono/siamo riusciti a trovare una soluzione: abbiamo creato due tornei interni per i giocatori non élite: la Champions League e la Winter CUP. La Champions League è un torneo che si svolge in ogni centro a fine del mese tra bambini dello stesso gruppo. Ad esempio gli u8 nel centro sportivo di Ajmam, che sono circa 20 bambini, formano cinque squadre da 4 bambini (con nomi reali di squadre che partecipano alla Champions) che svolgono diverse partite nell’arco di un ora e mezza, sfidandosi tra di loro (4c4 o 5c5) con la formula del girone all’italiana (quattro squadre giocano e una riposa facendo un esercizio tecnico). Ad ogni partita viene deciso il “Man of the Match” dal coach presente. Alla fine dell’allenamento viene premiata con delle medaglie la squadra che ha vinto, mentre i “Man of the Match” con dei gadget.

La Winter Cup  è un torneo più complesso che viene svolto a metà del mese, dalla mattina alla sera. Durante il mese vengono scelti (per comportamento, presenze e abilità tecniche) i migliori 12 bambini per ogni annata (U6, U8, U10, U12) in ogni centro diverso. Essendoci otto centri sportivi, si creano otto squadre per ogni annata, dividendole in due gironi da quattro. Le prime due di ogni girone partecipano alle semifinale e le due vincitrici alla finale. U6 e U8 giocano 5c5, U10 7c7 e U12 9c9.

Il primo torneo è stato svolto a metà febbraio con un grandissimo successo. E’ stata una vera e propria festa con la presenza di stand gastronomici, lotteria finale e premiazioni per tutte le squadre partecipanti, con molte premiazioni individuali: dai man of the match, ai premi per miglior portiere, difensore, centrocampista e attaccante di ogni annata. Torneo che sicuramente verrà ripetuto nei prossimi mesi. Questo torneo ci ha inoltre dato la possibilità di osservare le varie differenze tecniche tra i ragazzi dei diversi centri e la crescita futura. Grazie a questo torneo durante gli allenamenti tutti bambini sono portati ad allenarsi con ancora più intensità e concentrazione per poter essere selezionati e partecipare al torneo, creando una sorta di competizione (cosa che manca molto, giocando poco).

Da settembre ad oggi di strada ne è stata fatta tanta, ma c’è ancora molto lavoro da fare per continuare a migliorare ed avvicinarsi il più possibile al calcio europeo.

Come si vive qui la quotidianità: Tra Sharjah e Dubai

La vita fuori dal campo non è semplice. Il mio appartamento si trova a Sharjah, situata a 25 km da Dubai. Qui la città è in uno degli emirati più chiusi e per certi versi conservatori del paese. Fa parte di uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti, compreso tra Umm Al-Quwain e Dubai, con 800.000 abitanti.

Una città che divenne nel 1998 la capitale della cultura araba e che tutt’oggi è considerata come una sorta di museo a cielo aperto per quanto riguarda la vita nella regione.

La cultura e le regole di questo emiro sono molte rigide. Ad esempio, alle 5 di ogni mattina inizia la prima messa mussulmana (sono cinque durante l’arco dell’intera giornata – ciò comporta dei problemi anche duranti gli orari di allenamento, obbligandoci a fermarci per riuscire a farci sentire dai ragazzi), che parte a tutto volume da dei giganteschi megafoni che si trovano all’esterno delle moschee (ciò mi porta spesso a svegliarmi durante la notte…).

L’alcol è assolutamente vietato. Anche una semplice birra non si trova nemmeno nei supermercati, così come non esistono pub, bar e discoteche in questo emiro. La popolazione qui è per lo più Indiana, Filippina, Pakistana o Nigeriana. La città è molto povera e di conseguenza la vita non è costosa (con 8 euro si mangia tranquillamente al ristornate). Gli affitti rispetto a Dubai sono molto bassi e non a caso molta gente vive a Sharjah e lavora a Dubai.

Sharjah non è una città molto pulita. Per le strade si trovano molti rifiuti e molti bidoni della spazzatura che rimangono pieni per giorni e giorni, con la presenza di sgradevoli odori, animali e insetti che si aggirano.

A soli 20 minuti da qui si trova Dubai, dove lavoro e passo il mio tempo libero. Sembra di vivere in tutt’altro mondo. Due città così vicine ma con regole e stili di vita completamente diversi. Per recarmi al lavoro mi vengono a prendere ma un grosso problema è il gran traffico; a volte per fare 20 km ci si mette anche più di un’ora; solo 40 anni fa c’erano tredici macchine mentre oggi ci sono strade a otto corsie!

Nel mio giorno libero utilizzo il bus che mi conduce alla fermata della metro più vicina. Tutto super pulito, la metro è velocissima e puntualissima (c’è una metro ogni due minuti), con collegamenti molto semplice ed economici (il biglietto costa 1 euro). Le stazioni sono aperte dalle 8 del mattino alle 23.30.

Se sono di fretta o la metro è chiusa utilizzo i taxi, anch’essi non molto costosi. Una volta arrivati a Dubai sembra di essere arrivati nel paese dei balocchi. Una città europea (anche e soprattutto per la presenza di moltissimi italiani, francesi, tedeschi) con più di tre milioni di abitanti.

Il lusso è ovunque, con la sensazione di voler primeggiare su tutto: palazzi immensi e bellissimi come il Burja kalifha, l’edificio più alto al mondo, con più di 850m d’altezza; spiagge stupende e ben attrezzate, con la presenza dell’hotel più lussuoso al mondo, l’unico a 7 stelle: il Burj al-Arab (al suo interno lavorano più di 1600 persone).

Ci sono centri commerciali enormi come il Dubai Mall – il più grande al mondo – si estende per un’area di oltre 220.000 metri quadrati, di sola area commerciale, a cui si aggiungono un cinema da 14 sale e un teatro.

All’interno di un altro centro commerciale, il Mall of the Emirates vi è un’area interamente dedicata agli sport invernali: lo Ski Dubai, un complesso indoor con tre piste da sci (all’esterno 30 gradi, all’interno -2 con la possibilità di sciare), una da slittino e uno snowpark per i bambini.

A Dubai, a differenza di Sharjah, l’alcol non è vietato o meglio, si può bere ma solo all’interno dei locali, dei pub e delle discoteche (assolutamente vietato all’aperto, ad esempio in spiaggia).

Qui tutto è in ordine, pulito, non c’è una cartina o una sigaretta per terra. Le regole sono però molto rigide e per chi non le rispetta ci sono sanzioni molto salate. Posso dire che qui la mentalità è molto più aperta, molto più vicina alla nostra, nonostante ci si trovi comunque in un paese arabo e mussulmano.

Al di la di tutto questo devo dire che l’Italia è l’Italia. Sono orgoglioso di essere italiano e lo sono diventato ancor di più vivendo all’estero. Diamo per scontate tante cose. Qui siamo in mezzo al deserto: il cibo e qualsiasi altra cosa è importata o artificiale. L’Italia ci offre il mare, la montagna, i colli e il lago, prodotti alimentari che nascono dalla nostra terra (pomodori, arance, vino, ecc).

Qui sono forti col petrolio. La benzina costa 0,22 centesimi al litro. Con 8 Euro fai un pieno. L’IVA è all’5%. Stanno crescendo e vogliono primeggiare sempre di più. Ma ripeto, quello che c’è qui non è comparabile a quello che può offrirci l’Italia. Anche a livello di rapporti personali qui la gente è molto più fredda. L’Italia mi manca, mi manca tanto…

Giornata tipo

Lavoro 6 giorni su 7. Dal Lunedì al Giovedì la mattina sono in sede dalle 9 alle 14 per programmare gli allenamenti, organizzare tornei e svolgere varie riunioni coi coaches e con gli sponsor. Il pomeriggio dalle 17 alle 21 sono in giro per i vari centri.

Il venerdì e il sabato sono un po’ diversi: la sveglia è alle 5.45. Mi passano a prendere alle 6.20 e alle 7 iniziano gli allenamenti. Rientro a casa alle 10, riposo e alle 16.30 mi vengono a prelevare di nuovo per le due sedute serali. Rientro fissato per le ore 21.30.

La Domenica, durante il mio giorno libero, faccio il turista il più possibile: spiagge, palazzi, deserto, musei, moschee, centri commerciali e le diverse attrazioni che questo paese può offrire. Una delle mie prossime mete sarà Abu Dhabi (dista a un’ora e mezza da Dubai) per visitare una delle più grandi e famose moschee al mondo.

A fine Maggio tornerò in Italia e ci ritroveremo per l’ultimo articolo, dove vi racconterò della mia prossima esperienza in India, gli ultimi mesi trascorsi qui e quale sarà il mio futuro al termine di questa bellissima esperienza.

Prenderò in considerazione qualsiasi proposta calcistica, con la possibilità di rimanere negli emirati per un altro anno senza precludermi nessun altro tipo di opportunità, all’estero o in qualsiasi altra parte del mondo.

Anche se come vi ho detto prima, L’ITALIA MANCA E MANCA TANTO!

 

 

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About Author

Diego Franzoso

Franzoso Diego, nato a Rovigo il 15/04/1983. Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dell'Attività Motoria Preventiva e Adattata. Allenatore UEFA B e Istruttore CONI-FIGC. Attualmente allenatore dei Giovanissimi Regionali dell'Hellas Verona.

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