In Viaggio Verso Berlino – “Capitolo 5” – Ultimo Capitolo, di Cristian Dolce

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In Viaggio Verso Berlino – “Capitolo 5” – Ultimo Capitolo

Per poter essere ammessi alla Licenza B, l’unico requisito necessario è il superamento di un test di ammissione e il versamento di una quota di 60 euro.

Il test prevede:

  • una parte pratica suddivisa in test di palleggio (da svolgere in un area di 4×4 metri, con due tentativi a disposizione e con l’uso dei soli piedi, per un punteggio massimo di 80 palleggi) e da una partita, in cui vengono valutati aspetti tattici, tecnici, atletici.
  • una parte tattica alla lavagna, con la valutazione delle conoscenze tattiche da parte di due trainer ( a me capitò la costruzione di gioco dal portiere di una squadra con modulo 4-4-2, contro una squadra schierata con un 4-4-2 che attua un pressing a meta campo)
  • una parte scritta, in cui ogni candidato, in un tempo massimo di 30 minuti, deve rispondere a domande relative ad aspetti tecnici, motivazionali, atletici.

Superato il test, si ha accesso alle 3 settimane di preparazione ai test della B-Lizenz.

Le 3 settimane sono spalmate in un periodo che va da fine Aprile a fine Maggio (quindi non consecutive).

Pochi giorni prima dell’inizio della prima settimana, via mail arriva la richiesta di iscrizione ad un portale chiamato dfb.edubreak, dove è possibile caricare video, PDF, word, ecc e che permette, comodamente da casa, di lavorare sui temi assegnati a fine di ogni settimana di lezione. Questo permette, nelle settimane di pausa, di poter staccare dal lavoro in campo/ classe, ma di continuare a lavorare sui temi precedentemente trattati.

I primi “compiti per casa” furono un piccolo video personale di introduzione (chi sono, età, lavoro, origine, aspettative) e il commento di una sequenza video, dove ci vennero richiesti i gesti tattici e tecnici fondamentali alla realizzazione di un gol (partita del mondiale in Sudafrica 2010). Per la realizzazione e il commento del video ci fu dato uno strumento per la Video Match.

Questo strumento mi accompagnò per tutte le settimane e fu anche una delle prove da superare (con l’unico svantaggio durante la prova di poter rivedere il video per un massimo di tre volte prima di poterlo commentare).

Le tre settimane di corso sono così suddivise:

  • gesti tecnici individuali di base (conduzione, passaggio con interno ed esterno, finte, controllo di palla dopo una passaggio rasoterra, controllo di palla dopo una passaggio alto, colpo di testa, conclusione, cross) e regole di gioco
  • tattica di gruppo (numero di giocatori per squadra superiore a 2, e che comprende al massimo 2 reparti), fattori biologici, psicosociali, atletici che caratterizzano le diverse fasce di età (dai 4-5 anni fino agli adulti)
  • tattica di squadra, nutrizione, linee guida della federazione tedesca, funzionamento centri federali.

Ogni settimana prevede una combinazione di ore (poche) in aula e altre (molte) sul campo. Ognuno dei partecipanti ha modo, per ogni settimana, di esporre sul campo un argomento a disposizione che viene consegnato. Questo può farlo prima in veste di allenatore sul campo e, successivamente, attraverso un feedback diretto in aula al termine della giornata.

Da sottolineare anche i compiti per casa assegnati al termine della prima e seconda settimana. Uno dei compiti fu quello di filmare una o più sequenze di allenamento con la propria squadra, riguardanti esercitazioni tecniche (dopo la prima settimana) e di tattica di gruppo (dopo la seconda) per poi caricarli sulla piattaforma dfb.edubreak.

Alla ripresa delle lezioni ne seguiva una valutazione con il signor Weniger, responsabile del corso e già citato nei capitoli precedenti.

Ciò permette di cogliere e migliorare alcune lacune personali come ad esempio il linguaggio del corpo, il tono della voce, descrizione breve e chiara delle esercitazioni, modalità di intervento per la correzione di errori.

Le prove per il superamento dell’esame finale sono 5, spalmate nell’arco di tre giornate:

  • test scritto con domande riguardanti tutti i temi trattati (regole di gioco, tecnica, condizione, aspetti biologici e psicosociali, nutrizione)
  • test pratico suddiviso in parte tecnica (palleggi in un area di 4×4 metri, fino ad un massimo di 80, slalom a tempo, colpire una panchina a 5 metri per un numero maggiore di volte, sempre a tempo); partita finale il terzo giorno
  • analisi tattica con un video da analizzare (come spiegato precedentemente) ed esercitazione tattica da disegnare alla lavagna per allenare il deficit mostrato dalla squadra nel video stesso
  • prova pratica sul campo (15´ di tempo). A me capitò la creazione e il corretto utilizzo di azioni offensive dalla fascia laterale
  • autovalutazione in aula della propria prova pratica con i due allenatori che hanno effettuato la valutazione pratica

Al termine della partita finale ci si ritrova tutti in aula per la nomina dei bocciati (in più di un’occasione c’era l’intera prova da ripetere. Una prova non superata prevede infatti la ripetizione della sola prova), promossi ma non con punteggio sufficiente all’accesso diretto alla Licenza Elite, promossi con punteggio massimo e conseguente accesso diretto alla Elite.

Io fui tra quelli promossi ma non con un punteggio sufficiente per poter accedere direttamente alla Licenza Elite.

Da un mio punto di vista tutti i corsi affrontati mi hanno dato molte conoscenze, che sicuramente prima non avevo. Dal punto di vista organizzativo nulla da dire, i tedeschi come organizzazione non hanno eguali.

Quello che mi ha lasciato molto perplesso è la loro poca flessibilità (anche mentale, ma fa parte della loro cultura) nell’insegnamento e che viene dato poco spazio al situazionale mentre il lavoro analitico è stato alla base di tutte le licenze fatte.

La parola a Diego

Ci tenevo a ringraziare Cristian a nome di tutti i lettori che hanno seguito questa sua rubrica con piacere e curiosità. Una rubrica che ci ha dato modo di conoscere “usi e costumi” di Berlino, non che l’organizzazione dei corsi federali, scoprendo una realtà per molti versi differente da quella Italiana.

Buona fortuna per tutto Cristian!!

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About Author

Cristian Dolce

Cristian Dolce, nato a Rovigo il 10.03.1987, scuola superiore ragioneria, università di Padova studio Business Law - diritto dell'economia, a berlino dal 2013, lavoro nel marketing e part time in un hotel a 4 stelle alla reception. Attestato coni-figc nel 2012, patentino base a berlino nel 2015, patentino C nel 2016, attualmente sto facendo il B.

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