Il modello giovanile tedesco: Filosofia e Principi di Gioco, di Piero Nigro

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Il modello giovanile tedesco: Filosofia e Principi di Gioco

Buongiorno a tutti, mi chiamo Piero Nigro, laureato in Scienze Motorie e allenatore UEFA B. Nato e cresciuto in Germania fino all’età di 11 anni, mi sono poi trasferito in Italia con la mia famiglia. Dopo aver allenato per otto anni nella Lodigiani e tre anni nel settore giovanile della AS Roma, ho deciso di vivere un’esperienza all’estero, ritrovandomi così nuovamente in Germania, dove vivo, lavoro e alleno ormai da due anni.

Un’esperienza questa, che è iniziata con non poche difficoltà dovute alle differenze tra i due paesi, in termini di organizzazione e modi di vivere il calcio.

Ho avuto tuttavia la fortuna di iniziare fin da subito con uno dei *centri giovanili di eccellenza – uno dei 57 presenti in Germania – il “Rot-Weiss Oberhausen”, allenando prima l’u16 e poi l’u15, potendo inoltre prendere parte ad uno stage estremamente formativo con la nazionale u16 tedesca. Per la prossima stagione ho già  firmato un contratto con un altro centro d’eccellenza, il “Rot-Weiss Essen”, squadra che nella sua storia vanta anche anche un titolo di campione di Germania.

* i centri giovanili d’eccellenza (Nachwuchsleistungszentrum) fanno capo ai club di Bundesliga, Bundesliga 2 (cui appartengono complessivamente 36 centri), terza serie (12) e leghe regionali (9), per lo sviluppo dei talenti migliori dagli Esordienti(D Junioren) alla Primavera (A Junioren).

Oltre alle differenze strutturali, in Germania ci sono delle vere e proprie linee guida che la “DFB Academy” (settore della federazione dedicato agli allenatori dei settori giovanili tedeschi) cerca di trasmettere ad ogni allenatore, affinché questi lavorino il più possibile trasmettendo la stessa filosofia ai ragazzi che andranno a formare. Il corso per allenatori “DFB Elite Jugend Lizenz” (patentino che bisogna conseguire per poter allenare nei centri d’Eccellenza e da me ottenuto nell’estate 2019, in seguito all’UEFA B) ruota attorno a delle linee guida con gli annessi principi:

  • linee guida generali;
  • linee guida per la fase offensiva;
  • linee guida per la fase difensiva;


Vogliamo la palla
: in fase di non possesso andare, con coraggio, alla riconquista della palla. Una volta conquistata, partecipare attivamente alla fase di possesso e offrire soluzioni ai compagni. D’altronde, se vogliamo mantenere il possesso anche sotto la pressione avversaria, offrire soluzioni – attraverso lo smarcamento – è il modo migliore per mantenerla al sicuro.

Partecipiamo attivamente al gioco in tutte le fasi: partecipare attivamente vuol dire influenzare il gioco. La squadra, ma anche ogni singolo giocatore, non può attendere passivamente gli errori dell’avversario. Gli errori del team rivale vanno provocati con la partecipazione attiva al gioco. In fase di possesso, i giocatori devono prendere parte al gioco in ogni momento, per tenere occupato l’avversario ed essere sempre un passo avanti.

Siamo in grado di interpretare diversi sistemi di gioco: con un’ampia base tecnico-tattica, ogni giocatore può occupare in modo flessibile gli spazi e agire in essi. Le situazioni di gioco sono estremamente variabili e richiedono una varietà di soluzioni che devono essere note ai giocatori per poter scegliere la soluzione migliore. L’obiettivo è quello di allenare la flessibilità tattica.

Anche sotto pressione saremo in grado di trovare la soluzione migliore: risolviamo situazioni di gioco complesse in spazi ristretti attraverso abilità tecnico-tattiche. La pressione dell’avversario, nel gioco moderno, è sempre maggiore. Anche in fase di non possesso è importante analizzare le situazioni di gioco il più rapidamente possibile e prendere la decisione giusta per una difesa efficace.

Non speculiamo ma anticipiamo: riconosciamo le situazioni di gioco in anticipo, le capiamo rapidamente e le risolviamo in modo flessibile. La speculazione nel calcio è principalmente definita da una vaga speranza che accada qualcosa di specifico. D’altra parte, l’anticipazione si basa su qualcosa di più solido, ovvero sullo sviluppo che il gioco prenderà nel momento successivo.

Ci aiutiamo a vicenda: al primo posto mettiamo sempre il successo della squadra. Aiutiamo i compagni con indicazioni chiare e motivandoli. La comunicazione è un aspetto essenziale delle virtù tedesche 2.0. Questo vale sia dalla panchina che dal campo. Spesso i problemi possono essere risolti più facilmente con un coaching specifico. In una squadra, tutti i giocatori sono tenuti a fornire informazioni chiare e concise a chi è in difficoltà.

Cerchiamo e vinciamo tutti i duelli: affrontare situazioni di 1 contro 1 con coraggio e vincerle tatticamente, anche con un pizzico di furbizia. Oltre alle qualità tecnico-tattiche, un’azione offensiva di 1 contro 1 richiede coraggio e determinazione. La forza mentale è richiesta anche per l’1 contro 1 in fase difensiva. Fondamentale è l’abilità tattica di ogni singolo calciatore.


Ottenuto il possesso, l’obiettivo è segnare
: nella fase di possesso sono richiesti coraggio ed efficienza. Pertanto, quando si sviluppa un attacco, l’obiettivo costante è quello di guadagnare spazio. Per fare ciò, creiamo soluzioni e occupiamo gli spazi alle spalle dell’avversario. La regola è guadagnare spazio nel giusto tempo, ma anche essere determinati in quello che si fa.

Cercare profondità e ampiezza: guadagniamo la massima profondità e ampiezza necessaria. L’ampiezza non necessaria rallenta il gioco e in quel caso offriamo la possibilità all’avversario di muoversi in avanti. Nel fare ciò, la migliore scala possibile di attacchi in termini di ampiezza e profondità deve essere adattata alla situazione specifica.

Attrarre l’avversario, smarcarsi, marcature preventive: in campo tutti hanno un compito e una funzione da eseguire, in qualsiasi momento dell’attacco, indipendentemente dalla loro posizione in quel momento. Questo principio può essere applicato anche al calcio dei bambini, semplicemente attraverso la richiesta di una partecipazione attiva e costante al gioco. Quindi possiamo dire: più i giocatori maturano, più complesse saranno le richieste.

Riconoscere e sfruttare gli spazi alle spalle dell’avversario: i giocatori che partecipano alla fase offensiva devono riconoscere e occupare gli spazi alle spalle degli avversari. La trasmissione della palla, alle spalle degli avversari, richiede lo smarcamento in profondità dei compagni nei tempi giusti. La situazione ottimale la creiamo se alle spalle degli avversari si smarcano, a turno, diversi giocatori per destabilizzare la loro organizzazione difensiva e creare così nuove opzioni.

Trasmettere la palla con la giusta forza e precisione: ogni passaggio ha un “messaggio”. Va fatto al momento giusto e deve essere più preciso possibile, con la forza necessaria. Gli spazi alle spalle dell’avversario, di solito, possono essere utilizzati solo in brevi intervalli di tempo. Ecco perché va fatto al momento giusto, preciso e con la giusta forza per favorire l’occupazione dello spazio del compagno. La trasmissione è ottimale se il destinatario può ricevere la palla e orientarla verso la porta avversaria.

Difendiamo a zona, ma sempre con orientamento sull’avversario: creiamo compattezza attraverso un’azione orientata verso la zona palla, ma allo stesso tempo ogni giocatore non perde di vista l’avversario di riferimento. I giocatori più vicini alla palla hanno come riferimento l’avversario, togliendo così gli appoggi al possessore. Chi è lontano dalla palla si muove di conseguenza mantenendo compatto il blocco.

Siamo costantemente compatti in fase difensiva: agiamo sempre in modo organizzato e controllato, compatti in profondità e in ampiezza. Un’organizzazione compatta in fase di non possesso è la base per la riconquista della palla. È importante formare un blocco compatto e orientare la pressione affinché l’avversario entri in questo blocco. Se ciò riesce, la riconquista sarà più semplice ed efficiente.

Riconquistiamo la palla attraverso la pressione, riducendo lo spazio ed il tempo all’avversario: le situazioni di pressione aumentano le possibilità di riconquistare la palla. Bisogna quindi esercitare sempre una pressione sull’avversario. La base per questo atteggiamento è il movimento compatto della squadra verso chi ha la palla. A causa dell’elevata densità intorno alla palla, restringeremo il raggio d’azione di chi ha il possesso.

Più siamo vicini alla nostra porta e più saremo vicini all’avversario: per difendere attivamente la nostra porta è necessaria una vicinanza fisica all’avversario. Invece di muoversi avendo come riferimento la palla, i difensori dovrebbero muoversi avendo come riferimento gli avversari, specialmente nell’area di rigore. La marcatura a uomo in area di rigore è il modo più efficace per difendere la propria porta.

Siamo coraggiosi nella riconquista perché vogliamo difendere la nostra porta: avere il possesso della palla è la strategia più efficace ed efficiente per difendere la propria porta. Pertanto, è importante essere coraggiosi nella riconquista della palla, soprattutto quando siamo distanti dalla nostra porta poiché, più l’avversario è vicino alla nostra porta, più sposteremo l’attenzione sulla difesa della stessa.

La DFB, oltre alle linee guida sopra illustrate, fornisce diverse “Tabelle di Sviluppo” dei giovani calciatori, suddivise per categorie, alle quali i tecnici possono ispirarsi e che illustro di seguito.

Quanto fin qui esposto non viene imposto dalla DFB. Ogni allenatore è libero di interpretare il calcio a proprio modo. Personalmente ho trovato molto utili queste linee guida, in quanto mi hanno dato diversi spunti di riflessione, oltre ad aver arricchito il mio bagaglio di conoscenze.

 

 

Sitografia:

  • www.dfb-akademie.de
  • https://www.dfb.de/sportliches-leitbild/spielvision/spielauffassung/leitlinien-fuer-die-offensivphase/
  • dfb.de

 

Foto: https://www.wallpaperup.com

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About Author

Diego Franzoso

Franzoso Diego, nato a Rovigo il 15/04/1983. Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dell'Attività Motoria Preventiva e Adattata. Allenatore UEFA B e Istruttore CONI-FIGC. Attualmente allenatore dei Giovanissimi Regionali dell'Hellas Verona.

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