Apprendimento Lineare e Apprendimento Non Lineare: l’importanza delle emozioni

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Apprendimento Lineare e Apprendimento Non Lineare: l’importanza delle emozioni

Quando parliamo di apprendimento non lineare, gli allievi apprendono attraverso l’esposizione a diversi argomenti, nel tempo, con un alto grado di libertà. L’enfasi è sull’auto-orientamento, l’interesse dello studente e le risorse su richiesta.

Si intende dunque un meccanismo secondo il quale il comportamento dell’individuo viene modificato attraverso esperienze di vita o insegnamenti, ed è frutto di una scelta consapevole presa da parte dell’individuo; l’input arrivato dall’esterno può generare una crisi che a sua volta mette in moto un meccanismo di riorganizzazione interna. Per tanto l’apprendimento è un percorso consapevole della persona.

L’apprendimento lineare invece, è spesso un approccio fortemente orientato, controllato e incentrato sul programma. In un modello lineare, si richiede agli allievi di completare e padroneggiare un certo livello di contenuto prima di passare a quello successivo. Il ragazzo completa le attività di apprendimento seguendo percorsi spesso rigorosi e predeterminati, con poca flessibilità. 

L’apprendimento molto spesso non è lineare, ma è un continuo distruggere le informazioni acquisite precedentemente per crearne delle nuove che incrementino quelle vecchie.

L’insegnante ha il ruolo di creare le condizioni ottimali perché avvenga questo. Infatti, il suo obiettivo è quello di creare un ambiente di apprendimento usando la propria capacità comunicativa, dove si permetta a chiunque di avere un ruolo attivo e di esprimersi in piena libertà. Uno dei principi fondamentali della comunicazione è anche l’ascolto.

Prima di insegnare, l’allenatore/insegnante si deve mettere sempre nella condizione di imparare, poiché non si smette mai di farlo. Successivamente, quando si rende conto che chi ha davanti magari non ha capito, si deve in qualche modo dimenticare di essere un “esperto”. Ci si deve sempre allenare alla libertà, essendo sempre pronti a scoprire cose nuove che a volte si possono osservare da un punto di vista diverso, senza però averne paura.

La pedagogia lineare si concentra in modo più approfondito sugli aspetti dinamici di uno sport. La pedagogia non lineare si adatta ad un approccio di “criteri di coaching leader” allo sport. Ciò suggerisce che non ci può essere una dimensione adatta a tutti in quanto vi è un’ampia varietà di variabili da gestire.

Come si può usare l’apprendimento non-lineare?

La transizione dall’approccio più comunemente usato può essere difficile; questo non a causa della sua esecuzione più difficile, ma per il semplice fatto di dover superare gli ostacoli mentali esistenti. Ecco alcune cose che si potrebbero fare:

  • smettere di pianificare corsi, a favore di progetti che includano risorse interconnesse e indipendenti;
  • consentire agli studenti di assumere il controllo: influenzando cosa, come e quando apprendere;
  • adottare un approccio incentrato sullo studente sia sulla consegna che sul design;

Naturalmente, non esiste una soluzione unica per tutti quando si parla di apprendimento.

L’apprendimento lineare potrebbe avere il suo ruolo in alcune aree. Ad esempio, alcune ricerche sembrano indicare che un approccio lineare sarebbe migliore nella formazione di studenti relativamente non motivati o meno interessati quando si affrontano argomenti complessi. Tuttavia, crediamo che sia utile diversificare e non attenersi alla linearità forzata solo per motivi di comodità. Piuttosto, identifica l’approccio migliore in base all’argomento e alle risorse a portata di mano.

La grande maggioranza degli insegnanti/allenatori è solita utilizzare una pedagogia lineare, dal facile al difficile, per arrivare all’obiettivo prestabilito; un po’ come avviene a scuola, dove fin da piccoli iniziamo ad imparare a scrivere le lettere, a leggerle, fino ad arrivare a scrivere dei temi.

Spesso però non funziona così, soprattutto nello sport. L’apprendimento è emozionale, sia per quanto riguarda il rapporto maestro-allievo, sia nella creazione del rapporto empatico; ma anche nel coinvolgimento dell’allievo nell’attività, nei legami con le persone circostanti (i compagni di squadra ad esempio).

Migliorare l’apprendimento nel contesto del calcio di strada

Il calcio di strada può essere visto come il modo più naturale per imparare il gioco del calcio e può essere un ottimo punto di partenza per sviluppare capacità percettive, decisionali, tattiche e motorie. È importante sottolineare che i giocatori coinvolti nel calcio di strada possono sviluppare un forte legame emotivo con il gioco attraverso le loro esperienze di gioco in un ambiente informale e alla fine ciò, potrebbe supportare la loro partecipazione in un ambiente di gioco più strutturato.

Tuttavia, al giorno d’oggi, i bambini di talento hanno ridotto le opportunità di giocare in questo ambiente informale, vivendo principalmente il gioco attraverso la partecipazione in contesti organizzati, come ad esempio società sportive e accademie giovanili.

È importante sottolineare che tali ambienti strutturati e formali offrono ai bambini un ambiente di apprendimento più rigido e meno rappresentativo, che potrebbe potenzialmente inibire lo sviluppo della creatività e dell’adattabilità tra questi giovani giocatori.

Lo scopo potrebbe essere quello di mirare all’importanza del calcio di strada per lo sviluppo dei giocatori e il suo ruolo, in un quadro di pedagogia non lineare (PNL) che supporti la progettazione di un approccio centrato sul giocatore e basato sul gioco, che può contribuire a migliorare l’apprendimento creativo e comportamenti adattivi nel calcio.

I principi pedagogici della PNL, sostenuti da concetti provenienti da Ecological Dynamics e dal lavoro attraverso canali pedagogici (istruzione, feedback e pratica), possono facilitare la progettazione di compiti di formazione rappresentativi per migliorare l’apprendimento. La PNL enfatizza un approccio centrato sullo studente ed evidenzia il ruolo che l’allenatore svolge come facilitatore, nel fornire agli studenti una pratica significativa che porti a un efficace trasferimento dei comportamenti di gioco. Il calcio di strada offre funzionalità che catturano alcuni dei principi pedagogici chiave, sopra indicati, e presenta una piattaforma adatta a supportare l’acquisizione di comportamenti di gioco significativi per il singolo allievo.

In definitiva, si può affermare che attraverso il riconoscimento dell’attuale necessità di progettare un ambiente di apprendimento che catturi elementi chiave del calcio di strada, evidenziamo la rilevanza della PNL come quadro pedagogico per sostenere un approccio centrato sullo studente e basato sul gioco.

Pertanto, attraverso questo ambiente di apprendimento rappresentativo, si può migliorare l’apprendimento nel gioco del calcio e contribuire allo sviluppo di giocatori “intelligenti” e creativi.

Apprendimento per salti e catastrofi

L’allenatore, spesso, ordina un movimento da fare, richiedendo di rispettarlo nei minimi dettagli; tuttavia, la tecnica ideale non esiste. L’essere umano non è in grado di ripetere per due volte consecutive lo stesso movimento (esso può essere costante a livello macroscopico, ma a livello microscopico non è così).

L’allenatore deve piuttosto provocare un’auto-organizzazione del movimento, stimolando l’emergere di nuove soluzioni spontanee, risultato della variabilità dei movimenti eseguiti dall’allievo.

L’apprendimento non lineare avviene per salti e catastrofi, infatti, in relazione all’ambiente circostante, l’individuo riorganizza la propria rete concettuale e inizia un percorso di allenamento del cervello. In conclusione, conoscere, inteso come processo, non è tanto una somma di conoscenze, ma piuttosto un percorso ad ostacoli.

 

 

 

Sitografia

  • http://life.ekis.it/apprendimento-vs-insegnamento/
  • https://web-oggi.com/service/search?hl=it&gl=it&ei=A5m_XtTwO4 TkwW2w7bADQ&q=apprendimento+non+lineare+sport
  • https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/17408989.2018.1552674
  • https://ieeexplore.ieee.org/abstract/document/1024356

Per il contributo si ringraziano le studentesse Da Re Mariaemma, Bondesani Alice e Vendemiati Aurora, del Liceo Bocchi-Galilei di Adria.

 

Foto: https://www.geekoeditor.it

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About Author

Diego Franzoso

Franzoso Diego, nato a Rovigo il 15/04/1983. Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dell'Attività Motoria Preventiva e Adattata. Allenatore UEFA B e Istruttore CONI-FIGC. Attualmente allenatore dei Giovanissimi Regionali dell'Hellas Verona.

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