Valorizzare il Riscaldamento Pre-Partita, di Alberto De Nardi

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Valorizzare il Riscaldamento Pre-Partita

Nell’articolo di oggi torna a farci visita l’amico Alberto De Nardi, il quale ci propone tantissime idee e spunti per interpretare al meglio il riscaldamento pre-partita.

Dopo avervi illustrato alcune idee da poter utilizzare nel pre-allenamento, nell’articolo di oggi volevo condividere con voi quello che secondo me è un momento poco valorizzato: il riscaldamento pre-partita.

Il presupposto è quello di cercare di sfruttare al meglio il tempo a disposizione (massimizzarlo) che abbiamo coi nostri ragazzi.

Riflessione: domenica, giorno della partita (in caso di partita al sabato può essere tutto adattabile): i ragazzi si svegliano verso le 8.00 circa (8.30???…..7.30???) in base all’orario di inizio della partita e la vicinanza al campo. Con partita alle 10.30 arrivano a casa verso le 13.00 (a seconda sempre della distanza). In sostanza un ragazzo occupa circa 5 ore del suo tempo alla domenica.

Io lo scorso anno avevo a disposizione una rosa di 23 giocatori. Se stanno tutti bene, significa che 3 vanno in tribuna e 2 in panchina non potranno entrare in campo per regolamento. Il settimo giocatore ad entrare dalla panchina se tutto va bene farà al massimo 15 minuti….

Cosa possiamo fare noi, come allenatori, per dar modo ad un ragazzo che dà 5 ore della sua domenica mattina al calcio, senza poter giocare, per offrirgli comunque la possibilità di migliorare (che dovrebbe essere l’obiettivo di ognuno di noi)? La risposta che mi sono dato è quella di sfruttare al meglio il riscaldamento pre-partita, organizzandolo come un mini allenamento di 45 minuti.

  • Convocazione ore 9.15, 15 minuti per cambiarsi
  • 9:30 in campo per il riscaldamento
  • 10:15 fine riscaldamento
  • 10:30 inizio partita.

In questo modo, anche chi si accomoda in tribuna svolge comunque 45 minuti di lavoro in campo.

Qualcuno potrebbe obiettare: “si, ma cosi chi deve giocare subito entra in campo già stanco”. A questo ho sempre risposto che il mio obiettivo è quello di far crescere i miei ragazzi. Mi preoccuperei del fatto che potrebbero entrare stanchi se l’obiettivo fosse vincere la partita.

Di seguito un esempio di come strutturavo il riscaldamento lo scorso anno con la categoria U14.

Giocatori a disposizione: 22 (19+3 Portieri). Metà campo a disposizione.

Nei 15 minuti in cui i ragazzi si cambiavano, preparavo tre campi delle stesse dimensioni, circa 18×12, tra l’area e centrocampo, lasciando l’area libera per i portieri.

Tutti gli esercizi proposti sono già stati svolti precedentemente in allenamento, in modo da no “perdere” tempo in spiegazioni. Durante la settimana quando svolgevo l’esercizio aggiungevo che l’avremmo riproposto in riscaldamento domenica.

Per il gruppo che avevo a disposizione, il mio obiettivo era la riduzione di momenti che abbassassero l’attenzione, oltre a fargli toccare più volte possibile la palla.

All’uscita dallo spogliatoio i ragazzi raccolgono le casacche di tre colori, prendendo un pallone a coppia per iniziare a scambiarselo liberamente per 2-3 minuti.

A questo punto, giocatori divisi su tre colori. Dentro il primo campo circa 10 minuti (3’+3’+3’). Ogni 3′ cambiamo i ruoli delle tre squadre.

  • I ROSSI: una palla a testa all’esterno del campo devono palleggiare e giocare al volo con un Blu quando gli va incontro
  • I BLU: dentro il campo si trasmettono la palla a 2 tocchi e dopo il passaggio vanno da un Rosso per una giocata al volo per poi tornare a giocare con i compagni
  • I VERDI: una palla a testa, guida dentro il campo cercando di “dribblare” chi si incrocia (VERDI o BLU).

A questo i giocatori vengono divisi nei tre campi, coi Portieri che a rotazione 2 continuano a lavorare col preparatore mentre il terzo va nel campo 2. Circa 15 minuti (4+4+4)

  • CAMPO 1: BLU esegue una rimessa laterale verso ROSSO che ritorna palla al volo a BLU e poi si affrontano 1>1.

Obiettivo tattico: rimessa laterale sul piede distante e mi muovo per ricevere.

  • CAMPO 2: P+2 J + 2>2 (P+3J+2>2 nel gruppo da 7). L’obiettivo dell’esercitazione è trasmettere la palla ad un J che si alza in zona di meta.

Regole: i J devono giocare ognuno in una metà campo. La squadra in Fase di Possesso deve aprirsi in ampiezza e gioca a 2 tocchi.

  • CAMPO 3: 3>3 o 3>3 +J esterno per ricevere sul taglio. Obiettivo ricerca della profondità con palla scoperta.

A questo punto si passa alla conclusione in porta, o meglio, su tre porte. Circa 10 minuti (3+3+3).

  • PORTA 1 (Blu): Corro verso il cinesino, mi giro per ricevere palla dal compagno, controllo per orientarmi verso la porta e tiro.
  • PORTA 2 (Rosso): Trasmetto palla al compagno che ho di fronte che me la restituisce a un tocco; la attacco immediatamente subito dopo la trasmissione. Sposto e calcio rapidamente
  • PORTA 3 (Giallo): Sono di spalle alla porta, osservo il mio compagno che guida lateralmente, mi smarco fuori linea, ricevo il passaggio e vado in 1>portiere

Si raccoglie il materiale e mentre ci si disseta assieme, solo prima di rientrare in spogliatoio, do la formazione. In spogliatoio, mentre i ragazzi si preparano per la partita do le ulteriori indicazioni.

Questo è un esempio di riscaldamento fatto in una partita in casa. Lo sottolineo perché nel secondo esercizio servono 15-16 palloni. Nelle partite in trasferta, avendo meno palloni, inserivo una stazione coordinativa.

Il riscaldamento veniva sempre fatto con gli indumenti da allenamento in modo da non dover aspettare gli avversari per sapere che colore di maglia mettersi.

Materiale occorrente: i palloni durante le partite in casa non sono un problema, mentre per le trasferte basta farne portare 10-12 (uno ogni 2 giocatori). Tre colori di casacche e cinesini.

Spero possa essere un utile articolo di riflessione.

Considerazioni Personali (Diego Franzoso): trovo l’articolo di Alberto davvero eccezionale, non tanto per le proposte in sé, che ognuno di voi potrà adattare e modificare come meglio crede, quanto piuttosto per l’idea che ne sta alla base: vivere il pre-partita come un momento formativo per i ragazzi, senza ansie ed eccessivo stress.

Conosco Alberto da diversi anni e ne ammiro – oltre che le competenze – la sua grande umiltà. Per chi pensasse che questo è un approccio rivolto a dei “bambini”, dico solo che Alberto è due volte campione d’Italia (coi Giovanissimi della Liventina) e mai gliel’ho sentito pronunciare dalla sua bocca.

Questo articolo spero vivamente offra non solo uno spunto, ma anche una riflessione, un modo diverso (e corretto aggiungo) di approcciarsi al settore giovanile. Provate a pensarci: 45′, per almeno 40 partite stagionali, fanno 1800 minuti, che equivalgono a 30 ore d’allenamento in più per i nostri giocatori.

 

Foto: https://www.football.london

 

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About Author

Alberto De Nardi

Alberto De Nardi, nato a Treviso, classe 1977. Diplomato ISEF, Allenatore Uefa B e Match Analyst. Ho avuto il piacere di allenare tutte le categorie, dai Piccoli Amici agli Adulti.

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