Player Analysis: Fikayo Tomori, di Stefano Piras

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Player Analysis: Fikayo Tomori

Intro rubrica

“Questa rubrica prende in esame attraverso la Match Analysis il singolo giocatore all’interno della gara. Partendo da un breve introduzione sulla carriera del giocatore, andremo ad osservare il comportamento in campo e quali decisioni assume in relazione ai compagni e agli avversari”.

All’anagrafe Oluwafikayomi Oluwadamilola Tomori, ma tutti lo conosciamo con il nome, molto più fruibile, di Fikayo. Nato il 19 dicembre 1997, canadese ma naturalizzato inglese. Sconosciuto ai più (ma non a chi trascorre le proprie giornate su Football Manager), Tomori è uno dei nuovi acquisti del Milan nel mercato invernale 2020/2021; arrivato in rossonero con la formula del prestito con diritto di riscatto vicino ai 28 milioni di euro. Una cifra che inizialmente sembrava molto onerosa rispetto al tipo di giocatore e alla sua carriera. Cresciuto nelle giovanili del Chelsea, fa il suo debutto nella Championship inglese con Hull City prima e Derby County poi, totalizzando 44 presenze sulle 46 a disposizione con Lampard in panchina. Nelle ultime due stagioni al Chelsea appena 16 partite. Per molti, un azzardo affidarsi a un giocatore con poche partite giocate ma non per la dirigenza e lo scouting del Milan, con Maldini e Massara sicuri delle potenzialità del ragazzo, tanto che lo stesso Maldini assicura come Tomori sia stato scelto perché un giocatore con le sue caratteristiche mancava nella difesa rossonera.

Buttato nella mischia nel derby dei quarti di finale di Coppa Italia contro l’Inter, ha subito fatto vedere di che pasta è fatto. Per nulla intimorito da Lukaku, è parso fin da subito evidente come la scelta sia stata azzeccata, tanto che dopo soli due mesi è stato in grado di mettere in discussione il ruolo del capitano Romagnoli.

Analizziamo ora il comportamento dell’inglese prendendo spunto dalle ultime tre partite giocate: Milan-Napoli, Fiorentina-Milan (Serie A) e Milan-Manchester United (Europa League).

Destro naturale, Tomori gioca senza alcun problema sia sul centrodestra che sul centrosinistra della difesa; con Romagnoli si piazza sul centrodestra, con Kjaer sul centrosinistra.

La posizione in campo, in fase di possesso palla, fa la differenza. Non eccelle tecnicamente, si limita a passaggi corti o medi sicuri, sia verso i compagni di difesa che verso il centrocampo, mentre se viene pressato può andare in difficoltà.

Il punto forte di Tomori è la fase difensiva. In un mondo comandato dalla zona e dalla marcatura a zona, il giocatore inglese rappresenta un punto di discontinuità. Per lui il riferimento è uno solo: l’uomo, che segue in ogni zona del campo, un po’ alla vecchia maniera.

Marcature d’altri tempi, dove vuole sentire il contatto con l’avversario, che tiene di spalle e non lo fa girare, cercando con le sue lunghe leve di sradicare la sfera; cosi come è attento nelle marcature preventive.

Altra ulteriore caratteristica di Tomori è la capacità nell’anticipo e nel recupero palla. Ne è un esempio il gol del definitivo vantaggio del Milan a Firenze: tre giocatori viola vicino alla sfera, ma è Tomori che con una falcata da centometrista arriva primo sulla palla e fa ripartire l’azione rossonera, conclusasi con il gol di Hakan Calhanoglu.

Da non sottovalutare inoltre la capacità di leggere la situazione in uno contro uno: posture corrette e chiara volontà di indirizzare il gioco all’avversario

Oppure, se viene puntato in velocità, scappa verso la porta, mantenendo una posizione che permette la transizione difensiva rapida dei compagni e la possibilità per lo stesso Tomori di intervenire.

In conclusione, in questi giorni si parla molto del diritto di riscatto del giocatore per 28 milioni, che tuttavia sembrano addirittura pochi considerando i prezzi a cui ci siamo abituati negli ultimi anni. La dirigenza del Milan non dovrebbe avere nessun dubbio: da gennaio il giocatore ha sempre fornito prestazioni eccellenti, dando sicurezza e solidità a una difesa che, soprattutto da ottobre, arranca numericamente. Solo il tempo ovviamente ci dirà se il giocatore confermerà le attese. Di sicuro, per il Milan in corsa Champions (e Scudetto?) un giocatore cosi pronto nell’immediato serviva assolutamente.

 

 

Foto: https://www.youtube.com/watch?v=yja3S1TsBNE

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About Author

Stefano Piras

Stefano Piras, Match Analyst San Marco Assemini, laureando in Ingegneria Meccanica all'Università di Cagliari.

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