“L’Angolo del Preparatore”: I Principi dell’Allenamento, di Mattia Tessarin

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“L’Angolo del Preparatore”: I Principi dell’Allenamento, di Mattia Tessarin

Torna l’appuntamento con “L’Angolo del Preparatore”, rubrica curata dall’amico Mattia Tessarin, preparatore atletico del Delta Calcio Rovigo, militante nel campionato di serie D.

Oggi Mattia ci parla dei Principi dell’allenamento. Quanto ne sappiamo a riguardo? Scopriamolo.

Prima di parlare di principi dell’allenamento è opportuno chiedersi quali sono gli obiettivi di quest’ultimo.

L’allenamento, dal punto di vista pratico, è un processo d’azione complesso il cui scopo è quello di raggiungere, attraverso la pianificazione di carichi di lavoro fisici, tecnico-tattici, psichici, un risultato o una prestazione anche di alto livello. Di conseguenza esso apporta sempre dei cambiamenti e degli adattamenti all’organismo.

 

 

Il carico di allenamento può essere classicamente definito come: la somma del lavoro richiesto dall’atleta, ovvero l’insieme delle sollecitazioni funzionali provocate da quest’ultimo in un determinato periodo di tempo. Può essere suddiviso in carico esterno e carico interno.

Per carico esterno indichiamo la quantificazione oggettiva dei mezzi utilizzati nell’allenamento, per esempio i chilometri percorsi, la velocità di percorrenza, tipo di recupero ecc.

Per carico interno rappresentiamo la somma degli stress che subisce l’organismo sottoposto a un carico esterno, ed è strettamente soggettivo. Un metodo utile per la misurazione del carico interno può essere senza dubbio la scala di Borg, che rappresenta la percezione soggettiva dello sforzo in relazione a un carico proposto.

 

Parametri del carico:

  1. Intensità: è un parametro utilizzato in esercizi con sovraccarichi con percentuali riferite 1RM. Esso è largamente applicato anche in attività sportive cardiovascolari o aerobiche misurando la percentuale sul massimo consumo di ossigeno (VO2max) o sulla frequenza cardiaca massima (FCmax).
  2. Durata: tempo cronometrico in cui viene applicato il carico (stimolo) di allenamento senza recupero
  3. Densità: rapporto tra esecuzione e tempo di recupero
  4. Volume: numero degli stimoli inerenti il singolo esercizio o tutta la seduta di allenamento (quantità). Viene riferito ad una sommatoria omogenea di carichi come: distanza percorsa, Kg sollevati, ecc.
  5. Frequenza: numero delle volte in cui lo stesso stimolo viene utilizzato nell’unità di tempo.

Vediamo Ora quali sono i Principi del Carico d’Allenamento:

Il principio della progressività del carico: quantità di lavoro da svilupparsi in fase iniziale di approccio o ripresa di attività fisica, favorendo le doti di resistenza organica e potenziamento cardiocircolatorio e respiratorio, unitamente ad un’efficienza neuromuscolare generale alfine di ottenere una migliore condizione generale indispensabile al futuro lavoro di maggiore impegno e intensità.

Il principio della continuità del carico: l’allenamento deve svolgersi in continuità nel tempo eliminando periodi di riposo eccessivamente lunghi che creano i presupposti di “adattamento alla inattività” e quindi perdita del lavoro precedentemente svolto. Pertanto la frequenza degli allenamenti, anche in periodi di riduzioni del lavoro, dovrà essere tale da garantire almeno il mantenimento di quanto acquisito.

Il principio della periodizzazione del carico: alternanza di periodi di scarico e carico nella programmazione

Il principio della variazione del carico: è importante variare le tipologie di lavoro utilizzate. Per esempio: variare l’allenamento che sfrutta il medesimo metabolismo energetico (lavori di potenza aerobica con Small Sided Games e HIT)

Il principio della successione razionale dei carichi: mantenere una gerarchia nel proporre i vari carichi di allenamento. Per esempio: i lavori neuromuscolari come la rapidità o la forza esplosiva deve essere effettuata in condizione di “freschezza” muscolare.

Il principio dell’efficacia del carico: per ottenere una risposta funzionale positiva, il carico di allenamento proposto deve necessariamente raggiungere una certa quantità ed intensità, senza incorrere “nell’OverTraining”.

 

Bibliografia:

  • L’allenamento Ottimale di Jürgen Weineck, Calzetti e Mariucci.
  • L’allenamento fisico nel calcio. Concetti e principi metodologici, di Ferretto Ferretti, Edizioni Correre.

Credit Immagine: http://www.fulviomassini.com/wp-content/uploads/2014/02/La-fatica.jpg

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About Author

Mattia Tessarin

Tessarin Mattia, nato a Rovigo 24/10/1989. Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dell’attività Motoria Preventiva e Adattata. Master in Teoria e Tecniche della Preparazione Atletica nel Calcio presso l’Università di Pisa. Preparatore atletico Professionista. Allenatore di Base UEFA B.

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