“L’Angolo del Preparatore”: il Fartlek, di Mattia Tessarin

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

“L’Angolo del Preparatore”: il Fartlek

Intro

Soprattutto nel calcio dilettantistico, il lavoro a secco per alcuni giocatori non è ben digerito. Le affermazioni della maggior parte degli atleti sono: “Basta prof. Giochiamo con la palla. Facciamo partite. Abbiamo lavorato fino a 10 minuti fa”

Sono solo alcune di tante frasi sentite sul campo, dalle categorie di promozione fino alla terza categoria. Il calcio dilettantistico riveste una buona fetta del panorama calcistico italiano; un ottimo patrimonio per tutti i nostri giovani che non riescano a partecipare ad un campionato di livello professionistico. Dei tanti atleti che ho conosciuto nella mia esperienza, alcuni sono riusciti a vincere i propri campionati di riferimento, altri hanno raggiunto livelli importanti militando nella categoria massima del dilettantismo (la serie D) ed infine altri ancora sono riusciti ad arrivare nel professionismo. Una grandissima soddisfazione personale e un sentito grazie a tutti loro.

Il lavoro sul campo, soprattutto a questi livelli, ragazzi, prevede di considerare mezzi molto vari tra loro, utilizzando proposte differenti al fine di rendere meno monotone le sedute.

Spesso utilizzo il Fartlek che, secondo il mio punto di vista, è un mezzo allenante e molto variabile.

Il Fartlek soddisfa particolarmente il modello fisiologico dei nostri calciatori, per la presenza in un percorso con svariate corse: passando da accelerazioni, frenate, cambi di direzioni con intensità diverse. Possiamo inserire questo mezzo allenante nel primo giorno della settimana se si vuole magari concentrarsi maggiormente sulle distanze, altrimenti, se si decide di inserire cambi di direzioni o lavori molto intensi, consiglio sempre di inserirlo nella seconda seduta della settimana.

In questa modalità d’allenamento, vi è una differenza notevole coi lavori con la palla, in quanto il Fartlek permette di avere uno stimolo più lineare ma sempre e comunque meno specifico dei lavori con palla. In definitiva, un buon lavoro strutturato e mixato con esercitazioni con la palla permette agli atleti di allenare in modo adeguato la potenza aerobica.

Abbiamo diversi tipi di Fartlek:

Fartlek su tempo

Viene svolto su tempi definiti dati dal preparatore, come ad esempio un lavoro (percorso) di 16’ minuti complessivi, così strutturati:

  • 4’ minuti corsa veloce / 2’ minuti lento
  • 3’ minuti corsa veloce / 2’ minuti lento
  • 2’ minuti corsa veloce / 1’ minuto lento
  • 1’ minuto corsa veloce / 1’ minuto lento

Fartlek su spazio (percorso metabolico specifico calcio)

Viene effettuato in base a cambi di ritmo e di tipologia di corsa. Possiamo predisporre il nostro percorso utilizzando cinesini e coni di colore diverso per indicare il cambio di velocità o il cambio di corsa, passando da una corsa in sprint ad una camminata o a un lavoro a navetta.

A mio parere, il Fartlek è un mezzo allenante ben digerito dagli atleti, quindi credo sia interessante introdurlo sempre nella pianificazione degli allenamenti. Inoltre, mi piace inserire anche la palla nel circuito, seppur non nelle prime proposte, in quanto la fatica aumenta parecchio, creando difficoltà maggiori all’atleta.

Infine, voglio sottolineare come il Fartlek sia un ottimo mezzo per allenare l’intera squadra ma anche per il singolo giocatore, permettendo di individualizzare l’allenamento (in base al ruolo ad esempio) e monitorare al meglio l’intensità e il carico allenante. Può infine essere uno strumento nella fase di riatletizzazione, come ad esempio dopo un infortunio o una malattia.

 

Foto: https://www.nuffieldhealth.com

Share.

About Author

Mattia Tessarin

Tessarin Mattia, nato a Rovigo 24/10/1989. Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dell’attività Motoria Preventiva e Adattata. Master in Teoria e Tecniche della Preparazione Atletica nel Calcio presso l’Università di Pisa. Preparatore atletico Professionista. Allenatore di Base UEFA B.

2 commenti

  1. Avatar

    Buonasera Mattia lavorando con un gruppo di allievi e volendo proporre il circuito qui sopra che tempi di lavoro e recupero consigli??
    Christian

    • Diego Franzoso
      Diego Franzoso on

      Per una squadra allievi consiglio di proporre questa esercitazione, lavorando su ripetizioni per riuscire a controllare e valutare al meglio la qualità dei movimenti. Consiglio di lavorare sulle 3 ripetizioni x 2 serie di lavoro. Per mantenere la qualità e la determinazione nello svolgimento del lavoro consiglio di far recuperare 1:1,5 in più rispetto al lavoro almeno nelle prime proposte di lavoro. Quindi lavoro esempio 1’ minuto, recupero 1’30”. Successivamente nelle successive proposte recupero 1’15” fino ad arrivare a lavorare con un rapporto 1:1.
      Buon lavoro

Leave A Reply