“L’Angolo del Preparatore”: Il Training Load nel Calcio, di Mattia Tessarin

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“L’Angolo del Preparatore”: Il Training Load nel Calcio

Programmare l’allenamento è la parte fondamentale per organizzare al meglio metodi e mezzi per il raggiungimento del miglior stato di fitness dell’atleta e di conseguenza raggiungere performance ottimali.

Quando parliamo di Training Load indichiamo la somma di stimoli richiesti all’atleta durante l’allenamento, ovvero l’insieme delle sollecitazioni funzionali provocate da esso nell’unità di tempo.

È importante sottolineare che il carico d’allenamento lo dividiamo in Carico interno (variabile soggettiva, ovvero quanto percepito dall’atleta a seguito di un carico esterno) e Carico esterno (variabile oggettiva, come distanza percorsa, tempo e recupero, velocità, accelerazioni, cambi di direzione, decelerazioni ecc.).

Il carico di allenamento si compone di questi stimoli:

  • Intensità dello sforzo, forza dello stimolo;
  • Densità dello stimolo, il giusto rapporto fra fasi di impegno e di recupero;
  • Durata dello stimolo, lo stimolo deve avere una durata allenante;
  • Volume dello stimolo, adeguato numero e durata degli stimoli allenanti;
  • Frequenza dello stimolo, un giusto rapporto sul numero complessivo di allenamenti settimanali;
  • Complessità dello stimolo, indichiamo quanto possa essere incisiva la componente cognitiva.

La combinazione di queste variabili ci darà il nostro carico di allenamento.

Saper quantificare al meglio il Training Load dei nostri atleti ci fornisce informazioni importanti per programmare e modulare la settimana di lavoro in base alle successive sedute e gare da disputare. C’è una netta differenza nel preparare ad esempio una settimana dove si disputa una singola gara, la domenica, o organizzare la settimana con tre gare distinte a distanza di 48h-72h.

I recuperi saranno differenti, i lavori che si andranno a svolgere pure e magari l’impegno delle singole gare può rivelarsi a volte un carico elevato e molto stressante per alcuni nostri atleti; di conseguenza vi sarà una difficoltà nel recuperare nel breve periodo e disputare entrambe le gare al massimo della potenzialità.

Detto questo vorrei aiutarvi a capire come si può calcolare il Training Load della singola seduta.

Una delle metodiche più utilizzate per valutare il carico interno di allenamento, di ogni singolo atleta, è l’utilizzo della Scala di Borg (percezione dello sforzo percepito/RPE).

Qui sotto vengono mostrate le due classiche scale. La prima è la più complessa e consiglio di utilizzarla magari con soggetti adulti che sanno dare in modo molto dettagliato un valore preciso. La seconda è la più comune e la consiglio come punto di partenza per la valutazione dell’atleta.

La scala è composta da due colonne, una costruita da numeri mentre l’altra da aggettivi che ne descrivono lo sforzo percepito. Si deve leggere per prima la colonna contenente gli aggettivi e poi controllare il valore numerico nell’altra colonna.

Prima di spiegare come applicare ed utilizzare la scala e successivamente come calcolare il Training Load, voglio parlarvi dei pro e dei contro di questa metodica di valutazione.

PRO

  • È utilizzabile da tutti gli allenatori e preparatori di qualsiasi categoria agonistica senza nessun costo, se non la stampa della scala per essere visibile ogni volta che ci rivolgeremo al nostro atleta per chiedergli il valore soggettivo;
  • Molto facile da utilizzare e per crearsi un database su foglio excel per monitorare seduta dopo seduta l’andamento generale del singolo e della squadra anche per mezzo di un semplice grafico.

CONTRO

  • Ogni singolo giocatore deve essere in grado di auto valutarsi. A volte alcuni elementi prendono la valutazione come un gioco e questo non è ottimale. Il valore deve essere sempre soggettivo e consiglio vivamente di richiederlo al singolo giocatore in modo privato e a distanza di circa 30-40 minuti;
  • Prima di richiedere ed utilizzare questa tipologia di valutazione dobbiamo cercare di spiegare più volte come deve essere effettuata la valutazione, lo scopo e sottolineare l’importanza del valore dato; più preciso possibile sarà il valore, più corretta potrà essere la programmazione dei successivi allenamenti.

L’applicazione delle RPE per il calcolo del Training Load consiste nel moltiplicare i minuti di allenamento per il numero risultante ed espresso dal nostro atleta.

Esempio

TL= RPE x DURATA ALLENAMENTO (A.U.)

  • il soggetto mi esprime uno sforzo piuttosto pesante con valore 4
  • minuti di allenamento svolti sono 90

Calcolo 4×90 = 360

Grazie a numerosi studi svolti e presenti in letteratura conosciamo come dovrebbe essere il carico di allenamento della settimana e della singola seduta. La singola seduta si aggira tra le 300 – 600 unità arbitrarie (UA) mentre il carico settimanale è di circa 2000-3000 unità arbitrarie. In gara i dati sono leggermente diversi e possiamo dividerli in più range:

  • > 700 UA carico alto
  • 500 – 700 carico medio-alto
  • 400 – 500 carico medio
  • 300 – 400 medio basso
  • < 300 carico basso

Personalmente, indico a tutti gli allenatori e/o preparatori di utilizzare questo metodo di valutazione, non costa nulla e ci può dare un ottimo aiuto per calibrare e programmare il nostro lavoro di settimana in settimana.

Ci permetterà di misurare i vari stimoli e determinare se il carico è eccessivo, con conseguenze di rischio infortuni se l’atleta non è allenato e non può assimilare quel carico di lavoro che gli risulterebbe troppo elevato; al contrario, carichi troppo bassi potrebbero creare una situazione opposta dove non incontreremmo il miglioramento dello stato di fitness del nostro atleta.

 

Credit Immagine: https://fpldrafthub.com

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About Author

Mattia Tessarin

Tessarin Mattia, nato a Rovigo 24/10/1989. Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dell’attività Motoria Preventiva e Adattata. Master in Teoria e Tecniche della Preparazione Atletica nel Calcio presso l’Università di Pisa. Preparatore atletico Professionista. Allenatore di Base UEFA B.

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