“L’Angolo del Preparatore”: La figura del preparatore atletico nel calcio, di Mattia Tessarin

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“L’Angolo del Preparatore”: La figura del preparatore atletico nel calcio

Nell’articolo di oggi voglio parlarvi della figura del preparatore atletico e della sua importanza nel gioco del calcio. Sentiamo molto spesso parlare di staff (allenatore, allenatore in seconda, preparatore fisico e allenatore dei portieri) riferendoci quasi sempre alle squadre professionistiche oppure al massimo alla serie D o in qualche club di Eccellenza.

Nelle categorie dilettanti, soprattutto dalla Promozione in giù, molte società ritengono la figura del preparatore fisico non fondamentale, considerandolo più un peso e un costo aggiuntivo a bilancio annuale, non pensando alla competenza e conoscenza che può portare questa figura all’interno del gruppo squadra. Oggi vediamo ancora sessioni di allenamenti svolti dalla singola figura dell’allenatore in prima, con idee a volte di vecchia data. Lavori ormai passati, che permetteranno sì un miglioramento della performance del giocatore ma senza considerare i cambiamenti del gioco del gioco del calcio a livello atletico; basti pensare a diversi studi scientifici condotti negli ultimi anni, dove si sottolinea quanto sia aumentata la velocità di gioco (si parla di più di un 30% di sprint e cambi di direzione nell’arco della gara). Questi dati sono stati raccolti dal calcio professionistico ma tutto è proporzionale alla categoria di riferimento.

Secondo il mio punto di vista, affidarsi ad una figura professionale è fondamentale, perché lo scopo del preparatore è quello di programmare nel dettaglio tutte le sedute, dalla pre-preparazione fino all’ultimo allenamento della stagione, modulando le sedute in base ai vari obiettivi condizionali dell’allenamento. Lavora poi con mezzi e metodi per la prevenzione degli infortuni, allena la forza (anche “one to one” per ogni singolo giocatore) garantendo la possibilità di poter essere estremamente performanti in allenamento e in gara.

La figura del preparatore è di fondamentale importanza anche nel settore giovanile, dove lo scopo è quello di aiutare il singolo bambino e/o adolescente a crescere con un’ottima struttura corporea, riducendo tutte le varie problematiche di movimento e coordinazione. Sono sempre dell’idea che noi preparatori dobbiamo lavorare per formare atleti, soprattutto nei giovani; non ci deve interessare se in futuro faranno calcio, basket, pallavolo o qualsiasi altro sport. Il nostro interesse deve essere quello di far crescere il ragazzo in modo sano.

La figura del preparatore nel calcio dilettante e di importanza vitale. Parliamo di giocatori che si presentano al campo con otto ore di lavoro sulle spalle e quindi, riuscire ad ottenere il massimo da ogni singolo sviluppando lavori sport specifici, penso sia la cosa migliore, anche se tutt’oggi viene ancora a mancare.

Consiglio a tutte le società di rivedere la propria idea su questa figura, che può portare più fattori positivi che negativi in un progetto ben strutturato e con idee ben chiare su come lavorare.

 

Foto: https://www.futuro.cl

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About Author

Mattia Tessarin

Tessarin Mattia, nato a Rovigo 24/10/1989. Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dell’attività Motoria Preventiva e Adattata. Master in Teoria e Tecniche della Preparazione Atletica nel Calcio presso l’Università di Pisa. Preparatore atletico Professionista. Allenatore di Base UEFA B.

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