Scuola Calcio: Impariamo ad Utilizzare un Linguaggio Condiviso – Scarica & Cambia

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Scuola Calcio: Impariamo ad Utilizzare un Linguaggio Condiviso – Scarica & Cambia

Utilizzare un linguaggio condiviso è un modo senz’altro utile per meglio comprendersi sul campo, quando la caoticità del gioco inficia scelte e letture da parte dei giocatori.

L’utilizzo di parole chiave condivise – alle quali i giocatori danno lo stesso significato – deve servire proprio ai giocatori durante il gioco; l’ultimo scopo delle parole chiave deve essere quello che diventino uno strumento per l’allenatore per dirigere il gioco dalla panchina.

L’esercitazione l’avevo sviluppata sul campo con una squadra di Pulcini all’ultimo anno e può essere rivolta a tutte le categorie dell’attività di base.

Il giocatore (A), sulla sinistra e in possesso della sfera, gioca palla a (B) in posizione centrale dopo che quest’ultimo ha chiamato “Scarica“.

Apprendimento Tecnico Parole Chiave SCARICO-CAMBIA

Mentre (B) sta per ricevere palla, (C) chiama “Cambia“. Il giocatore (B) orienta il controllo verso il compagno sulla fascia opposta e gli trasmette palla.
Il giocatore (C) esegue un controllo a guadagnare campo in avanti per poi eseguire un dribbling sulla sagoma.

A seconda che (C) si diriga internamente od esternamente avremo due possibili sviluppi dell’azione:

  • il giocatore (C) va sull’esterno (scelta A): conduce palla verso la linea di fondo campo per poi crossare rasoterra nel mezzo per la conclusione di (A) che s’inserisce;
  • il giocatore (C) va verso l’interno (scelta B): per tirare in porta col sinistro;

L’esercizio viene ripetuto anche sulla fascia opposta.

OSSERVAZIONI

Ciò che negli anni ho potuto osservare è che i bambini, se stimolati in tal senso, ben presto imparano ad utilizzare un linguaggio condiviso.

Ricordo, per citare un aneddoto, un amico che durante una settimana di Camp estivo aveva inserito in tutte le sedute diverse parole chiave. A fine settimana i bambini già utilizzavano lo stesso linguaggio condiviso.

Dentro al campo ciò permette ai bambini di aiutarsi con più facilità, utilizzando parole che tutti i giocatori conoscono.

Per quanto riguarda l’esercizio, molto semplice nella sua ideazione, oltre a due semplici parole chiave permette di allenare:

  • controllo e passaggio;
  • conclusione;
  • cross;

Credit Immagine: https://www.ertheo.com/

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About Author

Diego Franzoso

Franzoso Diego, nato a Rovigo il 15/04/1983. Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dell'Attività Motoria Preventiva e Adattata. Allenatore UEFA B e Istruttore CONI-FIGC. Attualmente allenatore dei Giovanissimi Regionali dell'Hellas Verona.

3 commenti

  1. Avatar

    ciao diego
    sono daccordo con te che non bisogna temere di fare qualcosa che potrebbe sembrare esagerato in una certa categoria. credo che
    l’importante sia proporre e vedere le risposte del gruppo, senza essere troppo oppressivo nel richiedere l’esecuzione. Ti faccio un esempio di quanto è accaduto a me. Ho il gruppo dei 2000 da qualche anno e nei pulcini a 7 iniziai a proporre la parola “scarico”. Tutto bene quanto facevamo esercitazioni situazionali ma quando facevamo la partitella o la partita c’erano difficolta’ di comunicazione. Una sera durante un allenamento, stavamo facendo la classica partita finale e ad un certo punto, la punta si stava dirigendo(pressata dal difensore) verso la bandierina del calcio d’angolo, un suo compagno alle sue spalle e in posizione centrale chiamò lo scarico, alchè la punta senza nemmeno guardare fece una colpo di tacco e il centrocampista tirò di prima intenzione facendo pure gol. Fu la molla che fece scattare la comunicazione all’interno del gruppo. da allora l’inserimento delle parole e’ stato molto più semplice e i ragazzi sanno comunicare molto bene.
    mi piacerebbe venire in possesso del programma che usi tu, ma credo sia abbastanza costoso….che dici??’
    ciao

  2. Avatar

    penso che la comunicazione tra allievi in campo sia di notevole importanza per tutte la categorie di scuola calcio prima ed agonistiche poi.
    per i pulcini però penso che siano necessarie per un migliore apprendimento raggiungere prima obiettivi analitici per assimilare i movimenti relativi alle fasi di scarico e di cambio di settore.
    Suggerirei anche di inserire nel situazionale al posto della sagoma un difendente prima in situazione passiva e poi attiva.Ottima la descrizione dell’esercitazione

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