Introdurre ai comportamenti nell’attività di base: separarsi dall’avversario

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Introdurre ai comportamenti nell’attività di base: separarsi dall’avversario

Nell’articolo di oggi vediamo una proposta che ho ideato e portato sul campo con una squadra di Pulcini U11, durante il periodo forzato di allenamenti individuali a causa delle restrizioni dovute alla pandemia da COVID-19.

Prima di continuare e di sentire magari qualche critica all’esercizio, mi porto avanti, affermando che sono ben consapevole che la proposta sia molto lontana dalla complessità del gioco, è innegabile. Come ho detto, l’idea nasce dalla volontà di coniugare il delicato momento storico che il calcio in particolare sta vivendo, con la necessità di continuare in qualche modo a far vivere delle esperienze che siano affini con quanto fatto nei mesi precedenti.  

Seppur lontani dalla realtà del gioco, in questo esercizio, che può essere rivolto esclusivamente alle categorie dell’attività di base (forse con gli Esordienti potrebbe già essere troppo banale), l’obiettivo è quello di introdurre (in forma davvero facilitata) i comportamenti del condurre per fissare e il separarsi dall’avversario mentre il mio compagno lo sfida.

A seconda del numero di giocatori a disposizione predisponiamo uno o due stazioni, in modo da massimizzare il numero di esperienze.

Posizioniamo due sagome a due altezze differenti. Due giocatori rossi giocano nei pressi delle sagome mentre il resto dei giocatori è nella fila di partenza, tutti in possesso del pallone.

Il giocatore giallo conduce palla a sua discrezione verso la sagoma dei compagni (2) o (3).

Osservazione: sceglie lui quale delle due puntare.

Il giocatore corrispondente dovrà separarsi dalla sagoma per ricevere e segnare in una delle due porticine.

L’esercizio, che sembra una banalità per alcuni aspetti, nasconde tuttavia una serie di insidie:

  • In diverse occasioni è capitato che di osservare, il giocatore che si separa, finire nel cono d’ombra della sagoma. Pur separandosi dalla sagoma, deve rimanere sempre su una linea di passaggio raggiungibile
  • Dove separarsi? Avrebbe poco senso muoversi in appoggio al compagno; decisamente più sensato ricevere alle spalle della sagoma, eliminandola una volta ricevuto il passaggio
  • Altro errore ricorrente è quello che il passaggio viene effettuato dove il compagno si trova al momento della presa visiva, e non dove invece si sta dirigendo. Questo porta tante volte a passaggi fuori misura o a riceverli in precario equilibrio
  • E come si orienta il ricevente? Chi riceve il passaggio deve riuscire ad assumere una postura tale che gli permetta di vedere sia la palla sia la profondità

 

Foto: https://www.gettyimages.dk

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About Author

Diego Franzoso

Franzoso Diego, nato a Rovigo il 15/04/1983. Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dell'Attività Motoria Preventiva e Adattata. Allenatore UEFA B e Istruttore CONI-FIGC. Attualmente allenatore dei Giovanissimi Regionali Élite dell'AC Este

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