Educare al Gioco nell’Attività di Base: 3c3+3J – Gestione del Possesso e Occupazione Razionale dello Spazio di Gioco
ATTENZIONE – LEGGERE CON CURA –
Se mi segui da qualche anno dovresti più o meno aver capito che per me il Gioco comanda quasi sempre il processo d’allenamento. Faccio questa piccola premessa perché ciò che stai per leggere potrebbe probabilmente “farti cadere dalla sedia”. Ho voluto sperimentare!
Ho voluto vedere coi miei occhi, su un gruppo di buon livello e su cui ho potuto lavorare per due stagioni, se era possibile approcciarsi all’Attività di Base utilizzando il Gioco e i suoi Principi. La riflessione a cui sono giunto è che sia assolutamente possibile.
Se vogliamo formare un giocatore capace di interpretare e risolvere situazioni in modo autonomo, che sappia prendere SCELTE corrette, in relazione a palla, uomo e avversari, il processo parte sicuramente da lontano, molto lontano.
Nell’articolo di oggi vediamo aggiornato e reso fruibile a tutti un contributo pubblicato originariamente nell’agosto 2019. Si tratta di due esercitazioni che personalmente ho utilizzato con un gruppo di Pulcini e su cui ho potuto lavorare per due stagioni (livello medio-alto). Le proposte sono inoltre rivolte alle categorie Esordienti e Giovanissimi, adattando, semplificando o aumentando il carico cognitivo delle due esercitazioni.
Il numero di giocatori utilizzati è stato di 7 (impiegando tutti i giocatori a disposizione). Come leggerete però, è possibile aumentare il numero di elementi impiegati.
Le due esercitazioni sono state ideate per sviluppare:
- gestione del possesso in situazione di superiorità numerica;
- saper riconoscere l’uomo libero;
- saper riconoscere il compagno nelle migliori condizioni per dar continuità al gioco;
- saper riconoscere in maniera autonoma a quanti tocchi giocare;
- saper riconoscere quando giocare fuori e quando giocare dentro;
- garantire ampiezza per creare linee di passaggio interne;
- percezione e corretto orientamento posturale;
- utilizzo della conduzione per generare l’uomo libero in altre zone di campo;
- rispettare un ordine posizionale;
- riconoscere dove l’avversario concede spazio;
La premessa iniziale era quindi quantomeno doverosa per comprendere la complessità delle due proposte e del gioco stesso; a maggior ragione se ci accostiamo alle categorie dell’attività di base.
E’ chiaro che gli obiettivi appena descritti sono davvero un’infinità e richiedono moltissimo tempo per essere appresi e fatti propri. Per questo sono fermamente convinto che la strada da intraprendere vada imboccata il prima possibile,modulando obiettivi ed esercitazioni alle capacità del proprio gruppo.
Il campo di gioco viene diviso verticalmente in tre zone, con due corridoi laterali e una zona centrale più ampia. Quest’ultima a sua volta viene divisa in due settori, col primo decisamente più piccolo. Le dimensioni del campo di gioco dipendono come sempre da numerosi fattori, quali il livello tecnico-tattico del gruppo, le condizioni del terreno di gioco, il numero di elementi coinvolti, ecc.
Giocatori necessari: 7. Vengono formate due squadre da 3 giocatori e viene scelto un Jolly (Rosso).
Proposta Numero Uno
Due squadre da 3 giocatori col medesimo obiettivo.
Un Jolly (Rosso) a Sostegno coadiuva l’azione della squadra in possesso.

L’obiettivo è contendersi il mantenimento del possesso.
Il Jolly, nella sua area d’intervento, non può essere inizialmente contrastato.
In Fase di Possesso assicurare ampiezza, tenendo un elemento per corridoio, e profondità. In Fase di Possesso possibilità di interscambiarsi liberamente.
In Fase di Non Possesso ci si può muovere liberamente. Una volta recuperata palla, consolidare il possesso sul Jolly e “aprirsi”, andando ad occupare entrambi i corridoi e la zona centrale.
Il Jolly può condurre palla nella zona centrale per attirare su di sé un avversario e liberare in questo modo un compagno dalla pressione.
VARIANTI
- il Jolly può essere contrastato;
- collocare una porticina sulla linea di fondo campo opposta al Jolly. Al raggiungimento di un bonus di passaggi si può segnare nella porticina;
Proposta Numero Due
Il campo di gioco è lo stesso, non si fa altro che posizionare due porte sulle due linee di fondo campo e togliere la divisione nella zona centrale.

Le due squadre restano le stesse. Questa volta però il Jolly non gioca più a Sostegno, o almeno, non in partenza, ma come Interno.
L’obiettivo per entrambe le squadre è quello di mantenere il possesso, realizzare almeno cinque passaggi consecutivi per poi segnare nella porta avversaria. Il gol è valido solo se entrambi i corridoi rimarranno occupati.
Sia in Fase di Possesso che in Fase di Non Possesso ci si può muovere liberamente. Il giocatore più vicino alla porta ricopre il ruolo di Portiere.
VARIANTE
Si può segnare in qualsiasi momento.
OSSERVAZIONI
A quale altezza posizionarsi nel corridoio? Ne troppo in alto, ne troppo in basso. Ad una distanza che permetta il “fluire del gioco”. Si comincia a parlare di “distanze di relazione”.
E se voglio arrivare sull’uomo libero sul corridoio ma la linea di passaggio è chiusa? Si comincia a parlare di concetto di “Terzo Uomo”.
L’occupazione obbligatoria di alcune zone di campo ci permetterà di smussare un aspetto che per molti giocatori è di difficile comprensione: l’esigenza di intervenire direttamente sul gioco. Molti giocatori, soprattutto i più piccoli, faticano a comprendere l’utilità di non intervenire direttamente sul pallone e di rispettare un ordine posizionale, affinché il portatore possa giocare con più spazio a disposizione (meno densità avversaria).
Come si comporta il Portiere avversario? Mantiene la sua posizione o accorcia su un avversario? E’ importante riconoscere e interpretare correttamente le scelte dei giocatori avversari per capire le nostri migliori possibilità in fase di possesso.
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