Prebenjamìn Barcellona: 1 contro 1 su sei campi – che infine si fondono –

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

Prebenjamìn Barcellona: 1 contro 1 su sei campi 

Nell’articolo di oggi ripropongo aggiornata una proposta pubblicata per la prima volta su Ideacalcio nel Novembre 2013.

Esercitazione proposta ad un seminario dagli istruttori del FC Barcellona.
Personalmente l’ho utilizzata con un gruppo di Piccoli Amici. il risultato finale è stato davvero soddisfacente.

I bambini si sono divertiti moltissimo e l’hanno fatto giocando; sperimentando un numero “infinito” di volte la situazione di 1 contro 1. In questo modo hanno potuto mettere in pratica tutto il lavoro su finte, dribbling e cambi di direzione su cui stavamo lavorando.

Predisponiamo sei rettangoli 5×7 adiacenti. Le dimensioni possono anche variare leggermente.
Su ogni campo si disputa un “1 contro 1 a due porte larghe“, con l’obiettivo di condurre palla oltre la linea dell’avversario.

Piccoli Amici Pulcini 1v1 su 6 campi

Dopo un tempo deciso (che può variare tra i 3 e i 5 minuti), lo spazio aumenta e i campi diventano tre, giocando quindi in un 10×7. Si tolgono in pratica tre linee.

Piccoli Amici Pulcini 1v1 su 6 campi(2)

Dopo un tempo deciso, i campi diventano due e si gioca su un 15×7.

Piccoli Amici Pulcini 1v1 su 6 campi(3)

Ed infine si toglie anche la linea centrale e si gioca su un 30×7.

Piccoli Amici Pulcini 1v1 su 6 campi(4)

Osservazioni

La difficoltà della proposta aumenta man mano, in quanto più giocatori potranno occupare lo stesso spazio e di conseguenza occorrerà condurre il pallone anche valutando la posizione degli altri “giocatori”, stimolando in questo modo anche la visione periferica.

Le correzioni dell’istruttore dovranno prevalentemente essere orientate a:

  • mantenere la testa alta;
  • correre con la palla vicina al piede;
  • utilizzo di finte e dribbling per superare l’avversario;

Personalmente ho notato che non tutti i bambini percepiscono che lo spazio sia aumentato e di conseguenza continuano a giocare nel loro campo.

L’attaccante sarà facilitato perché avrà uno spazio prima doppio, poi triplo ed infine tutto il campo per poter portare la palla a meta. Il difensore al contrario sarà penalizzato perché dovrà difendere via via una linea di meta sempre più grande.

Di questa esercitazione mi è piaciuto in particolare la caoticità del gioco – rientra in quelli che loro chiamano Caotic Game – il fatto che si possa generare una sorta di confusione (più bambini che corrono con la palla all’interno della stessa porzione di campo) che, al tempo stesso, risulta essere particolarmente stimolante, allenante e divertente.

 

 

photo credit: the rik pics via photopin cc

Share.

About Author

Diego Franzoso

Franzoso Diego, nato a Rovigo il 15/04/1983. Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dell'Attività Motoria Preventiva e Adattata. Allenatore UEFA B e Istruttore CONI-FIGC. Attualmente allenatore dei Giovanissimi Regionali dell'Hellas Verona.

3 commenti

  1. Avatar

    Buongiorno Diego. trovo questo esercizio interessante e mi piacerebbe riproporlo con il mio gruppo dei 2003. in questo mese stiamo proprio lavorando principalmente su finta e dribbling. avrei però un paio di domande: siamo un gruppo di 32 bambini, con qualità e capacità molto eterogenee. io farei oltre a duelli di “pari valore”, anche dei gruppi di bambini di simile abilità, su più campetti, oppure pensi che questo non sia necessario per la riuscità dell’esercizio? secondo quesito:vedo che la finta e il dribbling siano allenabili con quei bambini che hanno determinate caratteristiche motorie, con altri si fa tanta tanta fatica…come dire è una abilità che o ce l’hai o non ce l’hai…
    grazie

    • Avatar

      Caro Paolo hai toccato 2 aspetti a me molto chiari e su cui credo molto.
      Per prima cosa, sono assolutamente per il lavoro per gruppi omogenei, ma questo è il mio pensiero. Il bambino molto bravo deve confrontarsi con il bambino altrettanto bravo, altrimenti la crescita dei due sarà “ritardata” se si vanno a confrontare con un compagno palesemente più indietro e di conseguenza troveranno anche pochi stimoli. Il meno bravo allo stesso tempo proverà una sorta di frustrazione non vedendo mai il pallone. Giusto quindi che il meno bravo si confronti con compagni di pari livello, in modo che il duello possa essere equilibrato a mio avviso.
      Nel finale hai toccato un punto molto importante, in quanto le abilità tecniche si costruiscono sulle capacità coordinative. Ogni gesto tecnico racchiude al suo interno una molteplicità di capac. coordinative e di schemi motori di base. Infatti i bambini più bravi tecnicamente sono anche quelli più coordinati, in quanto appunto c’è una stretta correlazione. Quindi non si tratta poi di “ce l’hai o non ce l’hai”, ma proprio di possedere le abilità motorie necessarie per avere il dominio della sfera

      • Avatar

        d’accordissimo su tutta la linea…ma in una società dilettantistica come la nostra, dove giustamente non si fa selezione, e dove ahimè ci si allena solo 2 volte alla settimana, con spazi e tempi ridotti, rimane difficile portare avanti bambini che difficilmente hanno possibilità di fare attività sportiva al di fuori delle 2-3 ore settimanali ….problema annoso e comune a molte realtà. capisco perfettamente che è la madre di tutti i problemi di chi lavora nell’ ambito sportivo…italiano

        grazie ancora, complimenti per la tua competenza e per la tua disponibilità

Leave A Reply