Diario di Bordo – Giorno 2: Priorità Lancinanti, di Antonio Tarulli

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Priorità Lancinanti

Ad oggi ricordo in maniera sostanzialmente vicina le partite in strada, sui campi, ovunque si potesse. Molte volte si poteva anche dove impossibile da immaginare. Non ricordo per niente le cose a cui si cerca forzatamente di dare priorità oggi, a sostegno di una scala di importanza decisa in anticipo. Quando capiremo che lo sport è una scuola di vita, probabilmente sarà troppo tardi.

Penso questo mentre un nuovo giorno di campo è arrivato e un leggero venticello mi inebria di polvere terrena. Quella per cui ci si lamenta troppo spesso, affinché si trovino soluzioni. Poi sarà tempo del troppo freddo, poi dopo qualche respiro e una stagione che sarà volata, del troppo caldo.

Sarà la solita storia di sempre, abitudine incessante tra cose che non vogliamo capire, quando al corrente anno, avremmo tutti i mezzi necessari per farlo.

Lo so già, ad un certo punto guarderò i soliti occhi di sempre, così unici e così diversi e dentro, ci scorgerò due cose:

La luce accecante di chi ha avuto il diritto di scegliere, presenziando ad ogni calcio a quel pallone, tranne proprio quando la febbre era davvero troppo alta;

Lo sguardo un po’ più perso di chi avrebbe scelto sia il freddo, sia il sole cocente e persino la polvere, ma non ha avuto il pieno diritto di scegliere, saltellando tra varie ed eventuali da fare a prescindere, forse per una valutazione numerica in più, con in aggiunta qualche limite imposto che domani probabilmente avrà le sembianze di un alibi.

Si, lo so, non ce ne accorgiamo.

Si, lo so, non ne sono pienamente sicuro.

Giorni di pratica al gioco che non prevedono corsi di recupero, presenze mancanti sul registro di un allenamento alla vita, passi più incerti nel rispondere a domande e aspettative che poi, non hanno senso di esistere e non giustificano la richiesta.

Forse si sottovaluta il termine gioco, che poi si tramuta in gioco della vita.

Il diritto di non essere un campione, si diceva in maniera sacrosanta, il diritto di scegliere ciò che si ama davvero, mi piacerebbe aggiungere.

La sconfitta più grande è mettere qualcosa al secondo posto a prescindere temo, perché in alcuni casi, credo che sul gradino più alto del podio ci si possa stare in due.

Soluzioni e risposte in tasca non ce ne sono, tranne per chi ha deciso di non dover imparare più niente, ma so che non si può sbagliare mai seguendo un semplice concetto che mi ripeto in ogni contesto di vita:

La cosa più importante è sempre quella che rende più felici.

Manca più di un’ora all’allenamento e mi trovo con coni e cinesini tra le mani.

Alle mie spalle, un bambino in largo anticipo aspetta che inizino le danze.

Gli ho semplicemente dato una palla e gli ho detto: “Gioca, fai quello che vuoi nel frattempo che aspetti i tuoi compagni”.

Poi, finito di preparare il campo per la giornata, mi sono seduto in disparte su una panchina, da solo, ad osservare.

Gli ho visto fare cose mai fatte, tra un ‘doppio passo’ e una ‘veronica’, una finta e un tiro in porta da fuori finito in gol, ma quello continua a notarsi, non è sicuramente il suo forte.

Ha continuato a correre, da una porta all’altra, senza fermarsi, sembrava di essere in Holly e Benji.

Ad un tratto avrei voluto invitarlo a fermarsi, per non stancarsi troppo in vista dell’imminente allenamento.

Di fare cose più “intelligenti” come si suol dire spesso, di fare ma in spazi più ristretti.

Alla fine, son stato zitto e forse scelta più giusta non ci poteva essere.

Limitare, probabilmente rappresenta il primo passo per soffocare la libertà.

Quella che trovi quando ti senti a tuo agio e ti dimentichi di tutto.

Di dove sei, di cosa c’è dopo, di chi ti sta guardando a fondo campo da una panchina.

Di quando sei tu a ritagliarti lo spazio e lo spiraglio giusto, per il resto ci sarà sempre tempo.

Quella libertà che trovi quando senti di poter essere te stesso, quando qualcuno ti dice:

“Gioca, fai quello che vuoi”.

 

Credit Immagine: https://www.footballpills.com

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About Author

Antonio Tarulli

Allenatore Uefa B. Tecnico qualificato per "Istruttori di Scuola Calcio" (CONI-FIGC). Allenatore/Personal Trainer certificato FIPE. Fondatore di “Gioco dal Basso - Poesia in ogni respiro di sport” https://www.instagram.com/giocodalbasso_official/ Autore del libro “Mister, sai una cosa?” https://www.amazon.it/Mister-sai-cosa-Antonio-Tarulli/dp/8893755815

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