β€œFootSofia”: Allenare il “come” – la funzione “modale” dei Neuroni Specchio, di Tommy Dal Santo

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β€œFootSofia”: Allenare il “come” – la funzione “modale” dei Neuroni Specchio

π‘π‘œπ‘› π‘π‘Žπ‘ π‘‘π‘Ž π‘‘π‘Žπ‘Ÿπ‘’ π‘’π‘›π‘œ π‘ π‘π‘œπ‘π‘œ π‘Žπ‘™π‘™π‘’ π‘’π‘ π‘’π‘Ÿπ‘π‘–π‘‘π‘Žπ‘§π‘–π‘œπ‘›π‘–, 𝑒𝑛 π‘π‘’π‘Ÿπ‘β„Žπ‘’Μ. 𝐸̀ π‘Žπ‘™π‘‘π‘Ÿπ‘’π‘‘π‘‘π‘Žπ‘›π‘‘π‘œ π‘–π‘šπ‘π‘œπ‘Ÿπ‘‘π‘Žπ‘›π‘‘π‘’ π‘–π‘šπ‘π‘Ÿπ‘–π‘šπ‘’π‘Ÿπ‘’ π‘Ž π‘žπ‘’π‘’π‘™π‘™π‘œ π‘ π‘π‘œπ‘π‘œ 𝑒𝑛 𝐢𝑂𝑀𝐸, π‘’π‘›π‘Ž π‘“π‘œπ‘Ÿπ‘šπ‘Ž π‘£π‘–π‘‘π‘Žπ‘™π‘’.

Una nota calcistica a margine della lettura del testo π‘†π‘π‘’π‘π‘β„Žπ‘– 𝑛𝑒𝑙 πΆπ‘’π‘Ÿπ‘£π‘’π‘™π‘™π‘œ di Rizzolatti e Sinigaglia.

E’ nota ormai l’importanza per l’apprendimento e per la metodologia dei Neuroni Specchio (neuroni dotati di proprietΓ  mirror, che rispondono non solo quando si esegue un’azione, ma anche quando la si osserva eseguita da altri).

Queste proprietΓ  sono state individuate in piΓΉ aree cerebrali, adibite a diverse funzioni e che vanno ben oltre il solo ambito della motricitΓ . Dal punto di vista dell’apprendimento i neuroni specchio palesano l’importanza di creare spazi condivisi di esperienza; spazi dove si possano esercitare pratiche attive (es: per prove ed errori) e osservative-attive (es: imitazione), dove il gioco possa essere esperito attraverso il gioco, dove le situazioni di gioco (per esempio di un contesto gara) possano essere β€œrispecchiate” e β€œri-conosciute” in situazioni di apprendimento (allenamento).

Nel testo gli autori individuano tre grandi macroaree – direi β€œdomini” – dei Neuroni Specchio: quello delle AZIONI, quello delle EMOZIONI, e infine quello delle FORME VITALI (con termine desunto da Daniel Stern β€œπΏπ‘’ π‘“π‘œπ‘Ÿπ‘šπ‘’ π‘£π‘–π‘‘π‘Žπ‘™π‘–. 𝐿’π‘’π‘ π‘π‘’π‘Ÿπ‘–π‘’π‘›π‘§π‘Ž π‘‘π‘–π‘›π‘Žπ‘šπ‘–π‘π‘Ž 𝑖𝑛 π‘π‘ π‘–π‘π‘œπ‘™π‘œπ‘”π‘–π‘Ž, 𝑛𝑒𝑙𝑙’π‘Žπ‘Ÿπ‘‘π‘’, 𝑖𝑛 π‘π‘ π‘–π‘π‘œπ‘‘π‘’π‘Ÿπ‘Žπ‘π‘–π‘Ž 𝑒 π‘›π‘’π‘™π‘™π‘œ π‘ π‘£π‘–π‘™π‘’π‘π‘π‘œβ€). E’ proprio di quest’ultimo ambito, sottovalutato, che vorrei sottolineare l’importanza metodologica. Vedremo poi cosa si intende con β€œforme vitali” o β€œforme dinamiche”.

Per quanto riguarda l’ambito delle AZIONI si sottolinea spesso come sia fondamentale dotare ciΓ² che avviene in contesto di apprendimento di intenzionalitΓ  o scopo. I neuroni specchio rispondono infatti quando viene individuato lo scopo dell’azione che si fa o si osserva. Concretamente, allora, l’obbiettivo per cui ci si esercita deve essere chiaro. Se lo scopo, anche in gara, Γ¨ per esempio quello di superare la prima linea di pressione avversaria, si vanno in allenamento a costituire esperienze, esercitazioni, spazi di gioco dove quella finalitΓ  di superare una linea di pressione sia chiara e facilmente riconoscibile. Ecco che le SITU-AZIONI di gioco riprendono e rispecchiano lo scopo (da raggiungere per esempio attraverso i principi di gioco) che si vuole dare all’azione in un contesto gara.

Ovviamente, anche rispetto al dominio delle EMOZIONI la funzione dei neuroni mirror assume un’importanza capitale. L’empatia, la relazione, lo spirito di gruppo, la condivisione di obbiettivi e principi nascono dal fatto di saper comprendere i compagni come se provassi io quelle cose in prima persona. Il capitolo da aprire in merito sarebbe enorme ed enormemente stimolante.

Ma cosa sono invece le FORME VITALI e perchΓ© sono parimenti fondamentali ad azioni ed emozioni in ambiente di apprendimento? Le azioni, indipendentemente dallo scopo, possono essere svolte in diversi modi, o con diversi toni (energicamente, decisamente oppure in modo rigido, contratto, o ancora fluido). E lo stesso vale per le emozioni (la frustrazione o la rabbia possono essere esplosive o contenute, per esempio). Le forme vitali sono allora, potremmo dire, ciΓ² che accompagna azioni ed emozioni, che non fa parte del contenuto, lo scopo dell’azione o l’emozione in se stessa, ma della forma in cui si presentano, del modo in cui si danno.

Infatti sono spesso descritte da aggettivi o avverbi (dinamicamente, lentamente, freddo, caloroso, rilassato, energico, ecc). β€œRimandano, in ultima analisi, ad aspetti o forme dinamiche che consentono di identificare azioni e reazioni emotive […] in modo diverso e trasversale rispetto alla loro identificazione basata sul contenuto” scrivono Rizzolatti e Sinigaglia.

PoichΓ© qualificano l’azione o l’emozione e ne esprimono il modo (β€œnon c’Γ¨ azione o reazione emotiva che non sia accompagnata da una forma dinamica”) mi piace riferirmi a loro come dei MODALI (ciΓ² che Γ¨ caratteristico di un modo di agire o reagire emotivamente).

Anche le forme vitali, o forme dinamiche, sono rappresentate da processi o rappresentazioni cerebrali che hanno proprietΓ  mirror e che sembra siano individuate in un’area specifica (porzione dorso centrale dell’insula) diversa dalla rappresentazione delle azioni o da quelle delle reazioni emotive e, pur tuttavia connessa a queste, perchΓ© la forma si deve saldare al contenuto, plasmandolo e modulandolo.

PerchΓ© questa funzione β€œmodale” dei Neuroni Specchio Γ¨ importante in ambiente di apprendimento? PerchΓ© noi spesso ci concentriamo sul PERCHΓ‰ delle nostre pratiche: e infatti come abbiamo detto prima, poichΓ© le azioni per avere proprietΓ  mirror devono essere individuate da un fine, una intenzionalitΓ , dare un obbiettivo, uno scopo alle esercitazioni o ai nostri principi di gioco Γ¨ appunto stabilirne il perchΓ©.

PerchΓ© facciamo questa esercitazione? Nell’esempio di prima, il β€œPer” era rappresentato dal superare la prima linea di pressione. Fondamentale. Ma altrettanto importante Γ¨ il COME, ovvero la forma dinamica che accompagna il contenuto.

Rimanendo nell’esempio, se superare la prima linea di pressione rappresenta l’obbiettivo, ovvero il perchΓ© dell’esercitazione, Γ¨ il come che Γ¨ altrettanto importante. Rapidamente o in modo ragionato? Individualmente o collettivamente? Verticalmente o orizzontalmente? Prudentemente o coraggiosamente? Deduttivamente o induttivamente (in questo senso anche la conduzione dell’esercitazione da parte dell’allenatore rientra nel β€œcome”)?

Si capisce allora come una stessa AZIONE, uno stesso scopo o perchΓ©, possa essere individuato, messo in pratica, ottenuto, da diversi come, ovvero da diverse FORME VITALI. Non basta, allora, dare uno scopo alle esercitazioni, bisogna imprimere a quello scopo un COME.

Le esercitazioni non si dovrebbero concentrare solo sull’obiettivo, ma parimenti sull’impronta formale che le plasma. Non solo contenuto, ma anche forma dinamica. Vitale. Vogliamo giocare in maniera intensa e dinamica? Tutte le esercitazioni, indipendentemente dai diversi scopi, dovranno avere quella impronta energica, dinamica. Che forma vogliamo dare al gioco? Giocare intensamente? Dinamicamente? O in maniera ragionata? Istintiva? Come vogliamo ottenere i nostri scopi?

Questo non Γ¨ di importanza secondaria, puΓ² fare la differenza, addirittura piΓΉ del dominio dell’azione, in ottica di adattabilitΓ : riconoscere ad esempio che uno stesso scopo (saltare una pressione) puΓ² essere ottenuto con forme vitali differenti.

Le forme vitali individuate da Rizzolatti-Sinigaglia (e prima da Stern) potrebbero rappresentare insomma le ricchissime sfumature del gioco. Sfumature delle stesse azioni ed emozioni che si evolvono dinamicamente in modalitΓ  differenti e quindi non saranno mai le stesse.

Ecco l’importanza di creare uno spazio di esperienza β€œmirror” per sperimentare le diverse sfumature dinamiche, vitali, del gioco. Osservarle ed agirle. Il come e non solo il perchΓ©.

Un prisma o un caleidoscopio che al di la dell’importanza degli obiettivi, fa emergere la bellezza dei colori.

 

 

 

Foto:Β https://www.agopunturaomeopatiapiccini.it

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About Author

Tommy Dal Santo

Tommy Dal Santo, nato a Schio (VI) il 14/03/1985. Laurea magistrale in Filosofia, Master in Sport Business Strategies. Allenatore UEFA C-LR Vicenza Virtus. Filosoficamente curioso, sportivamente appassionato, poeticamente fuoriluogo e fuoritempo. www.tommydalsanto.com

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